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	<title>Jeremy Irons Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Jeremy Irons Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>House of Gucci, la recensione: il nuovo e fallimentare film di Ridley Scott</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Manodritta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>House of Gucci, recensione del nuovo film di Ridley Scott ispirato alla storia vera dell'assassinio di Maurizio Gucci.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/house-of-gucci.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/house-of-gucci-1024x576.jpg" alt="House of Gucci recensione film" class="wp-image-19642" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/house-of-gucci-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/house-of-gucci-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/house-of-gucci-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/house-of-gucci-1536x864.jpg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/house-of-gucci.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una sigaretta, un caffè al bar, vestiti eleganti e un portico. Queste sono le prime italianissime immagini che definiscono lo stile di una delle famiglie più ricche e potenti dell’ultimo secolo. I Gucci. <strong><em>House of Gucci</em></strong>  (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=8WMVSV0-7fc" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">qui il trailer italiano</a>) è il nuovo film di <strong>Ridley Scott</strong>. Fresco 83enne, il regista inglese non ha nessuna voglia di godersi la pensione, tanto da regalarci ben due film, questo e <em><a href="https://www.dasscinemag.com/the-last-duel-recensione-film-ridley-scott-venezia78/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Last Duel</a></em>, nel giro di un paio di mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film parla della storia della famiglia Gucci partendo dal periodo in cui Patrizia Reggiani (<strong>Lady Gaga</strong>) diventa parte della famiglia sposando Maurizio (<strong>Adam Driver</strong>), nipote del fondatore della casa di moda. Da quell’incontro, niente sarà come prima per i Gucci. Tradimento, gelosia, passione, ricchezza sono gli elementi chiave di questa storia che promette tanto. Ci sono tutti i presupposti per pensare che questo sarà un gran film, un altro capolavoro firmato da Ridley Scott, ma non è così. <strong>House of Gucci</strong> fa parte di quella categoria in cui il trailer è meglio del film stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film non funziona proprio per questo motivo: il materiale di partenza è succoso ma non è stato gestito al meglio. A partire dal montaggio, che è freddo, non dà il tempo al pubblico di entrare in sintonia coi personaggi e quindi di capire le motivazioni che li muovono. Una delle tante pecche del film è il non riuscire a far immergere il pubblico negli anni ’70, facendo una brutta figura se paragonato a film come<em> <a href="https://www.dasscinemag.com/vizio-di-forma-paul-thomas-anderson-alle-prese-con-postmodernismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Inherent Vice</a> </em>(P.T. Anderson, 2014) e <em>American Hustle</em> (D. O. Russel, 2013). Uno dei simboli di quegli anni è la musica. Proprio questa, in <em>House of Gucci</em>, si divide tra le canzoni spensierate della disco dance e le arie celebri dell’opera italiana. La scelta dei brani tratti, tra le altre opere, da <em>La Traviata</em> e <em>Il Barbiere di Siviglia</em> non è fuori luogo, perchè la storia di cui stiamo parlando è grande, <strong>è il racconto che ne fa Scott a non esserne all’altezza. </strong></p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/01-house-of-gucci-lady-gaga-adam-river-1615894757.jpeg"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/01-house-of-gucci-lady-gaga-adam-river-1615894757-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-19596" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/01-house-of-gucci-lady-gaga-adam-river-1615894757-1024x682.jpeg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/01-house-of-gucci-lady-gaga-adam-river-1615894757-300x200.jpeg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/01-house-of-gucci-lady-gaga-adam-river-1615894757-768x511.jpeg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/12/01-house-of-gucci-lady-gaga-adam-river-1615894757.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una narrazione spezzettata, con scene troppo brevi per poterle apprezzare davvero. Il regista non permette al mondo che lui stesso sta raccontando di esprimere tutto il suo potenziale. Una tendenza che si è andata consolidando coi suoi ultimi film, lontana dal ritmo di<em> Blade Runner</em> che per molti sarà anche lento, ma, facciamoci caso, chi si ricorda di Rick Deckard? E chi di David 8, protagonista di <em>Prometheus</em>? Appunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, perchè uno spettatore dovrebbe andare a vedere un film su una storia che conosce già se non viene neanche raccontata col minimo coinvolgimento emotivo? Tanto vale recuperare i telegiornali dell’epoca. Probabilmente, com’è giusto che sia, il motivo per cui la maggior parte del pubblico andrà a vedere il film è la presenza delle star più grandi del momento. Da qualche anno a questa parte ogni film hollywoodiano che si rispetti ha un intero cast di fama mondiale e, spesso, ci si ritrova con un’arma a doppio taglio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti questa mossa potrebbe assicurare un buon successo al film, ma potrebbe anche portare gli attori a cercare di prevalere uno sull’altro e a non recitare sulla stessa frequenza d’onda. In molte scene, anche quelle corali, si ha quasi l’impressione che i membri del cast stiano interpretando monologhi. Unamancanza di “gioco di squadra” che potrebbe anche essere data dalla difficoltà e dai diversi modi in cui hanno cercato di riprodurre, con una scelta pittoresca, l’accento italiano nella parlata inglese, tra chi ci è riuscito e chi, come (dispiace dirlo) <strong>Adam Driver</strong>, non ci ha neanche provato. Tra i tanti grandi attori, il migliore è <strong>Jared Leto</strong>. Non solo propone l’accento più simile, ma riesce anche a fare propri i tempi e le pause tipiche della lingua italiana. Unica nota davvero positiva in un film sconnesso, che si limita a riportare un fatto, senza darne una visione e senza approfondire il dramma che questi personaggi hanno vissuto.</p>
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		<title>Zack Snyder&#8217;s Justice League, la recensione: il fumo diventa una casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Simoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 13:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Zack Snyder's Justice League è un film molto difettoso ma comunque competente, capace di intrattenere dall'inizio alla fine. La recensione.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague1.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague1-1024x576.jpg" alt="Zack Snyder's Justice League recensione film" class="wp-image-14406" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague1-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague1-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague1-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli universi condivisi dominano il panorama cinematografico statunitense</strong>. Viviamo in un’epoca in cui gli eroi dei fumetti si sono trasferiti dalla carta alla celluloide, un’era in cui le epopee vengono strutturate in una miriade di capitoli tutti diversi tra di loro ma, in un modo o nell’altro, connessi da un’unica continuità narrativa. Al momento giusto, queste storie convergono in un evento spettacolare che conclude un’epopea e dà il via alla successiva, registrando un ancora più spettacolare successo di pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di narrazione, antico quanto la letteratura stessa, si è evoluto in un sistema produttivo estremamente prolifico che negli ultimi decenni ha riscosso un successo enorme nel mercato dei fumetti e dei supereroi. Il <strong>Marvel Cinematic Universe</strong> di Kevin Feige ha definitivamente dimostrato come questo sistema possa generare grandi profitti anche sul grande schermo, e la Warner Bros. ha deciso di cogliere la palla al balzo nel lontano 2013, dando inizio ad un proprio universo cinematografico condiviso, basato sui personaggi della <strong>DC Comics</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Zack Snyder’s Justice League</em></strong> (<a href="https://youtu.be/T1h1X7ws_PI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui il trailer in italiano</a>), l’ultimo arrivato nella saga supereroistica firmata Warner Bros. , ha avuto una vita molto difficile. Un film basato sulla <strong>Justice League of America</strong> (il famoso team di supereroi appartenente all’universo DC) è entrato ufficialmente in cantiere dopo le feroci critiche rivolte al suo predecessore, <em><strong>Batman v Superman: Dawn of Justice</strong></em>, accusato di essere fiacco, confuso e avvilente. Il regista <strong>Zack Snyder</strong> (già autore del sopracitato <em>Batman v Superman</em>) aveva intenzione fin dall’inizio di realizzare un prodotto più leggero e appagante, ma il travolgente fiasco spinse lui e lo sceneggiatore <strong>Chris Terrio</strong> ad attuare pesanti riscritture alla prima stesura del copione, rendendolo ancora più ottimista, più ambizioso e più appetibile ai consumatori del genere supereroistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Snyder dovette abbandonare il progetto in piena post-produzione per affrontare la tragica scomparsa di sua figlia, e <strong>Joss Whedon </strong>subentrò nel ruolo di regista non accreditato per supervisionare il processo di post-produzione, riscrivere diverse sequenze e girare alcune scene ex-novo. Il film uscì negli Stati Uniti il 17 Novembre 2017 intitolato semplicemente <strong><em>Justice Leagu</em>e </strong>e venne stroncato dal pubblico e dalla stampa, tanto da spingere diversi fan a chiedere a gran voce una “director’s cut” che rispettasse la visione originale di Snyder tramite l’hashtag <strong>#ReleaseTheSnyderCut</strong> .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film uscito pochi giorni fa su <strong>Sky Cinema </strong>e <strong>NowTV</strong> dopo tre anni di silenzio assoluto e un anno di &#8220;hype&#8221; pubblicitario, <em>Zack Snyder’s Justice League</em>, frutto di un processo di ristrutturazione costato <strong>70 milioni di dollari</strong>, promette di essere il prodotto agognato dai fan del regista per tanti anni, e questa introduzione finisce con un messaggio che invita tutti loro a tirare un sospiro di sollievo: lo è. Nel bene e nel male.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague4-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-14407" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague4-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague4-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague4-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso la recensione ha inizio, e l’autore di questo articolo intende precisare che la sua opinione nei confronti del lavoro di Zack Snyder è sempre stata oltremodo severa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stile di Snyder si fa notare fin da subito, soprattutto nell’estetica. I fondali continuano a essere sfocati, privi di colore e privi di vita, anche se il direttore della fotografia <strong>Fabian Wagner</strong> riesce a catturare delle immagini molto lucide e ben definite nei momenti più quieti, siano essi le immancabili sequenze in slow-motion tipiche del regista o semplici dettagli di oggetti. Purtroppo, anche i dialoghi sono leggermente sotto la media e le performance degli attori non hanno modo di superare la decenza. <strong>Ben Affleck</strong> e <strong>Gal Gadot</strong> sono discreti nei panni di Batman e Wonder Woman, ma non riescono mai a stabilire un legame emotivo abbastanza forte con lo spettatore. <strong>Ezra Miller</strong> (Flash) e <strong>Ray Fisher</strong> (Cyborg) sono indubbiamente i migliori interpreti, anche grazie alla considerevole quantità di attenzione rivolta verso i loro personaggi che, nel vecchio <em>Justice League</em>, erano delle semplici macchiette senza alcun motivo di esistere. Stavolta il ruolo di macchietta è riservato solo ad Aquaman (<strong>Jason Momoa</strong>), più che un personaggio un <strong>teaser trailer vivente</strong>, presente nella storia solo per promuovere il film in cui sarà l’unico protagonista, totalmente inutile ad eccezione di una piccola sequenza subacquea abbastanza avvincente. Ovviamente, Jason Momoa non può fare altro che dire le sue battute e sembrare bello mentre lo fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, il <strong>nadir recitativo e sceneggiativo</strong> di <em>Zack Snyder’s Justice League</em> viene raggiunto da <strong>Henry Cavill</strong> e <strong>Amy Adams</strong> insieme ai loro personaggi, personaggi che il regista non ha mai capito e che a questo punto non capirà mai: Superman e Lois Lane. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo film, Superman e Lois Lane <strong>non sono personaggi</strong>. <strong>Non sono nemmeno delle macchiette</strong>. Sono solamente degli attrezzi per mandare avanti la storia. La loro caratterizzazione non ha fatto altro che <strong>involversi</strong> fin dal loro debutto ne <em>L’Uomo d’Acciaio</em>. Superman, l’incarnazione umana della felicità e della speranza, colui che dedica la sua vita alla protezione<strong> </strong>dei deboli e degli indifesi, colui che si mimetizza perfettamente tra di noi nei panni del normalissimo, imbranatissimo Clark Kent, è stato inteso da Snyder come un<strong> alieno semidivino</strong> totalmente incapace di relazionarsi con i miseri esseri umani. Ancora peggio in <em>Zack Snyder’s Justice League, </em>dove l’unica sua caratteristica è essere l’uomo più forte del mondo. Il trattamento riservato a Lois Lane è <strong>ancora più offensivo</strong>. La giornalista più intrepida d’America, sprezzante di qualsiasi pericolo e forse più intelligente di Superman, diventa una donzella in difficoltà. Quando non è impegnata a farsi salvare, invece, si trasforma in un deus ex machina. Nulla più che un oggetto utile per risolvere la situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Henry Cavill, già un pessimo attore, non è mai riuscito a infondere il minimo carisma nel personaggio di Superman, men che meno in quest’ultima apparizione. Amy Adams, a sua volta, non può sfoggiare in alcun modo in suo talento, incastrata com’è nel <strong>non-personaggio</strong> di Lois Lane.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague6.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague6-1024x512.jpg" alt="" class="wp-image-14408" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague6-1024x512.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague6-300x150.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague6-768x384.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague6-1536x768.jpg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague6.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, nonostante tutto questo, <em>Zack Snyder’s Justice League </em>è un film <strong>competente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, <strong>la pellicola possiede una logica e una struttura narrativa</strong>, entrambe cose che il vecchio <em>Justice League</em> non possedeva, essendo sostanzialmente un film incompiuto tirato a lucido. La storia che Snyder e Terrio vogliono narrare è paradossalmente <strong>molto più semplice e condensata</strong> rispetto ai film precedenti, nonostante la mastodontica durata di 242 minuti. Quattro ore che, sorprendentemente, scorrono senza fatica. I personaggi di Flash e Cyborg hanno molto più tempo per venire introdotti allo spettatore, e il loro arco narrativo si dipana in modo soddisfacente e naturale, per quanto esso sia sottile. Cyborg, dalla sua quasi totale assenza nel vecchio <em>Justice League</em>, diventa il centro emotivo del film, il personaggio in cui lo spettatore avrà certamente più modi di immedesimarsi. Flash, invece, passa dall’essere un ragazzino fastidioso ad essere una <strong>discreta spalla comica</strong> dotata di poteri straordinari. Batman, Wonder Woman e Alfred Pennyworth (interpretato da <strong>Jeremy Irons</strong>), già introdotti nei film precedenti, portano dei sani momenti di leggerezza che mancavano da troppo tempo nella filmografia di Zack Snyder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perfino Steppenwolf (interpretato da <strong>Ciarán Hinds</strong>), il mediocre antagonista principale, ha goduto di una caratterizzazione più onesta e di un completo redesign estetico, che lo hanno reso <strong>molto più minaccioso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La colonna sonora a opera di <strong>Tom Holkenborg</strong> è anonima, ma funziona bene. La presenza di <em>leitmotiv</em> già utilizzati in passato giova molto alla carica emotiva delle sequenze più spettacolari.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="653" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague3-1024x653.jpg" alt="" class="wp-image-14409" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague3-1024x653.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague3-300x191.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague3-768x490.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/zacksnydersjusticeleague3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il più grande problema di <em>Zack Snyder’s Justice League</em> è la sua stessa natura. La pellicola non è eccellente né orribile, non è melensa come <em>L’Uomo d’Acciaio</em> e non è pretenziosa né noiosa come <em>Batman v Superman</em>, ma lo spettatore sarà costretto a visionarli entrambi per poterla capire al meglio (se si esclude <em>Wonder Woman</em>, l’unico film della saga veramente valido). Sopportare due film pessimi per giungere ad un film discreto non sarà facile per il grande pubblico. Ancora più difficile sarà cogliere la quantità esagerata di riferimenti ai fumetti, pensata solo per i fan assidui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante tutto, <em>Zack Snyder’s Justice League</em> si conferma come la versione definitiva di un prodotto minato da<strong> </strong>lutti e revisioni, il primo minuscolo passo verso la redenzione di un autore che ho sempre ritenuto inadatto alla trasposizione cinematografica delle storie di super-eroismo. Una fabula semplice e diretta, una colonna sonora anonima ma d’effetto, un lavoro di effetti speciali decisamente <strong>invasivo</strong> ma <strong>ottimizzato</strong> rispetto alla versione precedente e la presenza di supereroi che per la prima volta si cimentano in imprese eroiche con un po’ di gioia, danno vita ad un film <strong>imperfetto</strong> <strong>ma capace di intrattenere e divertire dall’inizio alla fine</strong>. Forse il pezzo migliore nella maestosa e fatiscente galleria di Zack Snyder. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alleluia.</p>
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