<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Home Alone Archivi &#8226; DassCinemag</title>
	<atom:link href="https://www.dasscinemag.com/tag/home-alone/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.dasscinemag.com/tag/home-alone/</link>
	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Dec 2025 07:31:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/05/cropped-dcm_logo_png-1-32x32.png</url>
	<title>Home Alone Archivi &#8226; DassCinemag</title>
	<link>https://www.dasscinemag.com/tag/home-alone/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mamma, ho perso l’aereo: la slapstick comedy che ha rivoluzionato il Natale</title>
		<link>https://www.dasscinemag.com/mamma-ho-perso-l-aereo-la-slapstick-comedy-che-ha-rivoluzionato-il-natale/</link>
					<comments>https://www.dasscinemag.com/mamma-ho-perso-l-aereo-la-slapstick-comedy-che-ha-rivoluzionato-il-natale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Spera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricorrenze]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Columbus]]></category>
		<category><![CDATA[Home Alone]]></category>
		<category><![CDATA[john hughes]]></category>
		<category><![CDATA[macaulay culkin]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ho perso l&#039;aereo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dasscinemag.com/?p=38623</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mamma, ho perso l'aereo, l'approfondimento in occasione dei 35 anni dall'uscita del cult natalizio diretto da Chris Columbus.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/mamma-ho-perso-l-aereo-la-slapstick-comedy-che-ha-rivoluzionato-il-natale/">Mamma, ho perso l’aereo: la slapstick comedy che ha rivoluzionato il Natale</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/stasera-in-tv-mamma-ho-perso-laereo-su-italia-1.webp"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/stasera-in-tv-mamma-ho-perso-laereo-su-italia-1-1024x576.webp" alt="mamma, ho perso l'aereo approfondimento" class="wp-image-38650" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/stasera-in-tv-mamma-ho-perso-laereo-su-italia-1-1024x576.webp 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/stasera-in-tv-mamma-ho-perso-laereo-su-italia-1-300x169.webp 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/stasera-in-tv-mamma-ho-perso-laereo-su-italia-1-768x432.webp 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/stasera-in-tv-mamma-ho-perso-laereo-su-italia-1.webp 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">«Una commedia per la famiglia senza la famiglia», così afferma la <em>tagline </em>di <strong><em>Home Alone – Mamma ho perso l’aereo</em></strong> (<span style="text-decoration: underline"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=GrXohuwuTF8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trailer</a></span>), opera natalizia scritta da <strong>John Hughes</strong> e diretta da <strong>Chris Columbus</strong>, da sempre in grado di accompagnare il pubblico verso un’atmosfera che profuma di cioccolata calda, pizza e tanti guai in arrivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">1990. Kevin McCallister (<strong>Macaulay Culkin</strong>) si prepara per un Natale all’insegna di <em>junk food</em>, film per adulti e nessun membro della famiglia intento ad imporgli regole. Sono passati trentacinque anni da quel momento, ma il pubblico è ancora qui, pronto ad accogliere quel bambino che con tanto coraggio e determinazione, mira a difendere orgogliosamente la propria casa. Il film rappresenta la <em>slapstick comedy</em> americana per eccellenza, genere definito da una grammatica visiva fatta di cadute, rincorse, acrobazie e <em>gag</em> fisiche esasperate, vantando di pionieri quali <strong>Charlie Chaplin</strong>, <strong>Stan Laurel</strong> e <strong>Oliver Hardy </strong>(in arte Stanlio ed Ollio), tipologia di film che tra l’altro, prende il nome da un dispositivo realmente esistito, lo <em>slapstick</em>, strumento costituito da due pezzi di legno che sbattendoli insieme, producono un forte rumore, accentuando così una violenza simulata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando un film continua ad avere successo negli anni, vuol dire che la sua struttura narrativa possiede una solidità rara</strong>: la storia ha sicuramente l’intento di divertire il pubblico, ma pone anche un importante <em>focus </em>sul percorso di crescita di Kevin, mostrando come il suo iniziale desiderio di restare da solo per le feste, gli si ritorci contro. Il soggetto del film venne in mente allo sceneggiatore John Hughes che nel corso di un viaggio in Europa insieme alla sua famiglia, si domandò cosa sarebbe successo se uno dei suoi bambini fosse rimasto accidentalmente a casa da solo: fu così che l’idea divenne una sorta di pensiero costante per tutta la durata della vacanza, portando l’autore ad immaginare tutti gli scenari possibili; al suo ritorno negli Stati Uniti, Hughes decise di trasportare tutte le scene immaginate in una sceneggiatura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <em>script </em>finì in modo piuttosto casuale nelle mani del regista Columbus che in quel periodo, stava lavorando alla realizzazione di <em>Un Natale Esplosivo</em>: nel corso di una telefonata, il regista si trovò a confidarsi e a lamentarsi con Huges di alcune problematiche presenti sul set, arrivando ad affermare di non voler più dedicarsi all&#8217;opera cinematografica e fu così che lo sceneggiatore colse l’occasione per inviargli la sceneggiatura di <em>Mamma Ho Perso l’Aereo</em>. Inaspettatamente, Columbus si trovò a dirigere un’altra pellicola natalizia, probabilmente senza rendersi conto che questa sarebbe passata alla storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sceneggiatura del film gioca molto bene sulla creazione di un’atmosfera rassicurante e calorosa come la casa della famiglia McCallister, focalizzandosi sulle relazioni familiari e sulla complessità di vivere insieme quando si è in tanti: gli autori decidono di utilizzare il disordine, presente nell’abitazione, per costruire il punto di vista di Kevin, personaggio immerso in un sistema familiare dove la propria voce sembra costantemente sovrastata; <strong>pertanto, dimenticare il piccolo della famiglia a casa rappresenta l’episodio scatenante in cui si concretizza e si consolida tale invisibilità</strong>. Degno di nota è l’eccellente lavoro svolto per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi: ogni familiare possiede una personalità ben distinta e riconoscibile tra il fratello maggiore che assume un tono presuntuoso e arrogante e gli zii la cui unica fonte di simpatia sono i maglioni colorati, un quadretto che fa riflettere su quanto il desiderio di restar solo per Natale sia comprensibile &#8211; per ora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui entra in gioco il concetto del <em>coming-of-age</em>: ritrovandosi da solo con due ladri pronti a tutto pur di entrare, Kevin attraversa un’intensa evoluzione personale, sviluppando una creatività, un’intelligenza e una consapevolezza che vanno ben oltre la sua età. L’autonomia del bambino non viene presentata soltanto in termini di eroismo, bensì rappresenta un vero e proprio percorso di responsabilizzazione che nasce dall’urgenza di affrontare una situazione decisamente pericolosa; <strong>la lontananza della famiglia consente al protagonista di riappropriarsi del proprio valore, di costruire una solida autostima che gli permetta di sentire un senso di fierezza, orgoglio e soddisfazione personale</strong>. Parallelamente, l’opera pone una grande attenzione sul valore del legame affettivo attraverso la madre di Kevin, donna pronta a tutto pur di ritornare dal suo piccolo, portando la famiglia stessa, sempre stata disunita nel suo caos, ad acquisire determinate consapevolezze: l’importanza dell’esserci l’uno per l’altro, il valore della presenza, il riconoscimento reciproco e l’accoglienza delle fragilità e delle vulnerabilità di ciascuno.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/YoR4E3L3wQxsu3Y5igmGw5-1200-80.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/YoR4E3L3wQxsu3Y5igmGw5-1200-80-1024x576.jpg" alt="Mamma, ho perso l'aereo Approfondimento del film di Columbus DassCinemag" class="wp-image-38627" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/YoR4E3L3wQxsu3Y5igmGw5-1200-80-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/YoR4E3L3wQxsu3Y5igmGw5-1200-80-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/YoR4E3L3wQxsu3Y5igmGw5-1200-80-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/YoR4E3L3wQxsu3Y5igmGw5-1200-80.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano registico, <strong>Columbus porta lo spettatore ad entrare nella psiche di Kevin, proiettando quest’ultima in un lavoro di inquadrature davvero ben preciso</strong>: il regista utilizza angoli, corridoi e livelli della casa per rappresentare le sfumature emotive del personaggio<strong> </strong>come nel caso della cantina, scura e minacciosa, che incarna la paura infantile &#8211; e non &#8211; dell’ignoto e del buio, difatti la caldaia, attraverso un’inquadratura timorosa e ravvicinata, sembra possedere una vera e propria anima, essa prende vita come fosse una figura mostruosa e spaventosa, simbolo del timore immaginato, ma non reale. L’introduzione dei ladri, Harry e Marv, interpretati magistralmente da <strong>Joe Pesci</strong> e <strong>Daniel Stern</strong>, trasforma completamente la prospettiva da cui osservare la casa: ogni stanza non rappresenta più un semplice ambiente, bensì diventa un luogo strategico, un territorio da difendere e a dirigerne i fili, è un bambino geniale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Il lavoro svolto sulle trappole ideate da Kevin è a dir poco sublime, vi è una cura estrema per ogni singolo dettaglio: le traiettorie dei movimenti e le distanze ben studiate tra porte e finestre creano una sorta di coreografia, uno spettacolo orchestrale dove il bambino sente il dovere di affermare la propria forza e il proprio coraggio. <strong>Così, l’opera recupera la tradizione del cinema classico dove la casa non è un semplice luogo, ma un personaggio</strong> – come nell’eclatante caso di <em>Psycho</em> (1960) di Alfred Hitchcock, opera in cui gli interni del <em>motel </em>trasmettono una sensazione soffocante, piena di memoria, rivelando progressivamente il trauma di Norman, pertanto la mente del protagonista prende forma nella sua abitazione – nel caso del <em>cult </em>natalizio, invece, la casa di Kevin non diventa soltanto una trasposizione visiva della sua emotività, ma un vero e proprio alleato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il lavoro svolto sulle <em>gag</em> è straordinario</strong>: accompagnate dalla colonna sonora di John Williams, esse vengono riprese con ritmati, incalzanti e dinamici movimenti di macchina, il tutto unito in modo impeccabile da un montaggio che mira a massimizzare l’effetto comico. Ponendo un <em>focus</em> sulle musiche, Williams conferisce al film una melodia quasi epica, muovendosi tra riferimenti ai classici canti natalizi e viaggiando attraverso suoni orchestrali che amplificano la tensione delle sequenze d’azione, creando così sostegno e supporto da parte della platea verso il <em>main character</em>. Dal punto di vista visivo, viene sicuramente svolta una gran cura degli interni con una particolare attenzione ai colori: la saturazione donata al rosso e al verde, tonalità ricorrenti nella scenografia e nei costumi, contribuisce alla realizzazione di un’immagine natalizia quasi fiabesca, creando così un forte contrasto tra l’immaginario festivo rassicurante e la minaccia presente. La casa diventa un posto dove l’estetica delle feste è in continuo dialogo &#8211; e in continuo conflitto – con la componente più drammatica, tesa e rischiosa della storia, ponendo il pubblico in uno stato emotivo altalenante tra l’attrazione per il contesto natalizio e l’imprevedibilità delle vicende.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/202311100542-main.cropped_1699569785.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="572" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/202311100542-main.cropped_1699569785-1024x572.jpg" alt="Mamma, ho perso l'aereo Approfondimento del film di Columbus DassCinemag" class="wp-image-38632" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/202311100542-main.cropped_1699569785-1024x572.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/202311100542-main.cropped_1699569785-300x168.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/202311100542-main.cropped_1699569785-768x429.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/202311100542-main.cropped_1699569785-715x400.jpg 715w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/12/202311100542-main.cropped_1699569785.jpg 1174w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La formula narrativa risulta d’effetto: in virtù di ciò, il sequel <strong><em>Mamma ho riperso l’aereo &#8211; Mi sono smarrito a New York</em></strong> (1992), sceglie di non allontanarsi troppo dal concetto originale, recuperando la dinamica tra Kevin e i due ladri, ma ampliando la tensione: il bambino, ormai, non si trova più nel <em>comfort</em> della propria casa, bensì è solo in una grande città dove non ha alcun luogo come principale punto di riferimento; eppure, il carisma e l’ingegno di Kevin colpiscono ancora, così come l’intento dell’autore e del regista di intrecciare nuovamente avventura, <em>slapstick</em> <em>comedy</em> e sentimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A trentacinque anni di distanza, <em>Mamma ho perso l’aereo</em> <strong>resta un vero pilastro del cinema natalizio </strong>e non solo per la sua irresistibile componente comica, ma per la sua sensibilità nel raccontare il coraggio, il timore, il bisogno di sentirsi visti, accolti, ascoltati e amati. Ogni anno, nel corso delle feste, l’opera entra nelle case delle persone con l’intento di parlare a ogni generazione, ricordando come la magia del Natale e il calore umano siano perfettamente in grado di illuminare ogni paura.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SITOGRAFIA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Why is Slapstick Comedy called that?</em>, Britannica <a href="https://www.britannica.com/one-good-fact/why-is-slapstick-comedy-called-that">https://www.britannica.com/one-good-fact/why-is-slapstick-comedy-called-that</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tutto quello che non sai su Mamma Ho Perso l’Aereo</em>, Anonima Cinefili <a href="https://www.anonimacinefili.it/2018/12/25/mamma-ho-perso-laereo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.anonimacinefili.it/2018/12/25/mamma-ho-perso-laereo/</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FILMOGRAFIA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Home Alone &#8211; Mamma ho perso l’aereo</em> (1990), Chris Columbus</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un Natale esplosivo</em> (1989), Jeremiah S. Chechik</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Mamma ho perso l’aereo &#8211; Mi sono smarrito a New York </em>(1992), Chris Columbus</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Psycho</em> (1960), Alfred Hitchcock</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/mamma-ho-perso-l-aereo-la-slapstick-comedy-che-ha-rivoluzionato-il-natale/">Mamma, ho perso l’aereo: la slapstick comedy che ha rivoluzionato il Natale</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dasscinemag.com/mamma-ho-perso-l-aereo-la-slapstick-comedy-che-ha-rivoluzionato-il-natale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">38623</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Home Sweet Home Alone, la recensione del film su Disney+</title>
		<link>https://www.dasscinemag.com/home-sweet-home-alone-la-recensione-del-nuovo-capitolo-su-disney/</link>
					<comments>https://www.dasscinemag.com/home-sweet-home-alone-la-recensione-del-nuovo-capitolo-su-disney/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Ria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In piattaforma]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Archie Yates]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Mazer]]></category>
		<category><![CDATA[disney+]]></category>
		<category><![CDATA[Home Alone]]></category>
		<category><![CDATA[Home Sweet Home Alone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dasscinemag.com/?p=19460</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da pochi giorni è disponibile su Disney+ Home Sweet Home Alone, nuovo sequel dello storico cult natalizio di Chris Columbus.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/home-sweet-home-alone-la-recensione-del-nuovo-capitolo-su-disney/">Home Sweet Home Alone, la recensione del film su Disney+</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/12.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/12-1024x576.jpg" alt="home sweet home alone" class="wp-image-19492" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/12-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/12-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/12-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/12-1536x864.jpg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/12.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em><a href="https://www.dasscinemag.com/natale2019-mamma-ho-perso-laereo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mamma ho perso l’aereo</a></em> (<em>Home Alone</em> in originale), rappresenta uno di quei cult insormontabili che non solo hanno rappresentato un importante punto di riferimento per più di una generazione, ma entra in quella categoria di film molto speciali che sono i film natalizi per famiglie, accompagnato da <em>Il Grinch</em>, <em>Elf</em>, e tutto quell’insieme di film che già dai primi giorni di ogni dicembre comincia ad invadere i palinsesti della televisione pubblica, semplicemente per ricordarci che siamo di nuovo in quel periodo dell’anno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché proporne, <strong>dopo così tanti anni, un film a metà tra un sequel ed un remake, non poteva che rivelarsi una mossa poco efficiente</strong>. Difatti, <em><strong>Home Sweet Home Alone</strong></em> (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=2BkVf2voCr0&amp;ab_channel=20thCenturyStudios" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">trailer</a>) nasce già come un film “sfortunato”, che inevitabilmente si ritrova a doversi confrontare con la pesante eredità lasciata dai due film originali, così profondamente cari a tante persone in tutto il mondo. Un confronto che, chiaramente, non può essere retto. Ma se preso, invece, come film a sé stante, può funzionare?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla regia non abbiamo più Chris Columbus ma <strong>Dan Mazer</strong> e come protagonista non vediamo più l’iconico Kevin interpretato da Macaulay Culkin bensì il giovane Max (<strong>Archie Yates</strong>, già visto in <em><a href="https://www.dasscinemag.com/jojo-rabbit-recensione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jojo Rabbit</a></em>). La trama si presenta lievemente diversa, ma al centro di tutto vediamo nuovamente un bambino dimenticato a casa dalla propria famiglia durante le vacanze di Natale. Se nel film originale avevamo a che fare con un duo di criminali spietati (seppur nella loro goffaggine, divertenti), qui invece troviamo una coppia (<strong>Ellie Kemper</strong> e <strong>Rob Delaney</strong>) in serie difficoltà economiche, che si ritrova costretta a “rapinare” il giovane Max per disperazione più che per sete di denaro. <strong>Una storia in cui i cattivi non sono davvero cattivi, segnata (e forse, contaminata) da un’eccessiva moralità generale </strong>ed una gestione eccessivamente semplice delle situazioni presentate, con un <em>happy ending</em> stucchevole, ma non emozionante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un film che cerca di aggiornarsi con i tempi ma in maniera forzata e artificiosa</strong>, vedasi i dialoghi decisamente poco spontanei tra i vari personaggi che presentano costantemente riferimenti a grandi multinazionali (McDonald’s, Lego, ecc.), o Max che una volta compreso d’essere rimasto solo a casa tenta di approfittare dell’assenza della madre per scoprire “il peggio di internet”. Max, un protagonista meno simpatico dell’originale, ma anzi petulante e a tratti saputello, al punto da portare lo spettatore a tifare più per la coppia di &#8220;ladri” verso i quali si nutre una strana empatia.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/Ci-sara-un-sequel-di-Home-Sweet-Home-Alone-RykE1UCc-1-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="540" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/Ci-sara-un-sequel-di-Home-Sweet-Home-Alone-RykE1UCc-1-1-1024x540.jpg" alt="" class="wp-image-19463" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/Ci-sara-un-sequel-di-Home-Sweet-Home-Alone-RykE1UCc-1-1-1024x540.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/Ci-sara-un-sequel-di-Home-Sweet-Home-Alone-RykE1UCc-1-1-300x158.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/Ci-sara-un-sequel-di-Home-Sweet-Home-Alone-RykE1UCc-1-1-768x405.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/11/Ci-sara-un-sequel-di-Home-Sweet-Home-Alone-RykE1UCc-1-1.jpg 1244w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se i due film originali presentavano un’ironia bilanciata, in grado di funzionare sia per i più piccoli che per i loro genitori,  con <em>Home Sweet Home Alone</em>  <strong>ci ritroviamo dinanzi ad un umorismo decisamente più pulito, ma anche più puerile</strong>. Perché contrariamente a quanto si possa pensare, anche facendo riferimento ai primi capitoli, far cadere i ladri su sé stessi non basta per far ridere. Questo chiaramente non significa che il film non sia in grado di strappare una risata a chi lo guarda, ma lo fa in un modo ben diverso, più in linea con i canoni attuali di quello che può essere un film Disney per famiglie contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se aggiungiamo poi, una sceneggiatura banale, con dei pretesti di trama veramente troppo comodi (come urlare il codice di sicurezza del proprio sistema d’allarme al vicinato o lasciare le chiavi sotto lo zerbino nel 2021) ed una strana assenza di una vera e propria atmosfera natalizia, ma soprattutto di quel tocco magico a metà tra il dolce e il malinconico tipico dei film di Chris Columbus, a questo film rimane veramente ben poco. <strong>Forse, i momenti più godibili sono quelli caratterizzati da un leggero fanservice</strong>, se così si può chiamare, tramite citazioni e alcune sorprese in grado di indurre un sorriso a tutti coloro che con i primi due capitoli ci sono cresciuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un film, quindi, che in comune con l’originale ha ben poco oltre al titolo (anch’esso stravolto) e che vive esclusivamente di ciò che l’ha preceduto e gli ha permesso di esistere oggi.</strong> A prescindere da come lo si prenda, se come un nuovo capitolo o un’opera autonoma, si tratta di un film debole che difficilmente riuscirà a far appassionare alla saga una nuova generazione e che probabilmente sa di non poterlo fare. Emblematico il fatto che all’interno dello stesso film venga sottolineato da uno dei personaggi come, anche con le migliori intenzioni, certi cult non vadano toccati: &lt;&lt;Non so perché provino sempre a rifare i classici, non sono mai belli come gli originali&gt;&gt;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/home-sweet-home-alone-la-recensione-del-nuovo-capitolo-su-disney/">Home Sweet Home Alone, la recensione del film su Disney+</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dasscinemag.com/home-sweet-home-alone-la-recensione-del-nuovo-capitolo-su-disney/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">19460</post-id>	</item>
		<item>
		<title>#Natale2019: Mamma ho perso l&#8217;aereo</title>
		<link>https://www.dasscinemag.com/natale2019-mamma-ho-perso-laereo/</link>
					<comments>https://www.dasscinemag.com/natale2019-mamma-ho-perso-laereo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sal Guida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[#Natale2019]]></category>
		<category><![CDATA[20th century fox]]></category>
		<category><![CDATA[Home Alone]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Pesci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dasscinemag.com/?p=6724</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per il ciclo “film natalizi tra cioccolate calde e due risate” non potevano mancare i Mccallister e le avventure del piccolo Kevin (Macaulay Culkin)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/natale2019-mamma-ho-perso-laereo/">#Natale2019: Mamma ho perso l&#8217;aereo</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2019/12/maxresdefault-11-1024x576.jpg" alt="#Natale2019: Mamma ho perso l'aereo" class="wp-image-6727" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2019/12/maxresdefault-11-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2019/12/maxresdefault-11-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2019/12/maxresdefault-11-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2019/12/maxresdefault-11.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Per il ciclo “film natalizi tra cioccolate calde e due risate” non potevano mancare i Mccallister e le avventure del piccolo Kevin (<strong>Macaulay Culkin</strong>) rimasto solo a casa per le vacanze di natale in seguito ad una dimenticanza della sua caotica e numerosa famiglia. Un mix di risate, paura, felicità e gioia. Kevin perde l’aereo per Parigi, ma ne approfitta per spassarsela dovendo però difendere la casa da due brutti ceffi intenzionati a compiere un furto. Questo film prodotto dalla<strong> 20th Century Fox</strong> negli anni &#8217;90 era ed è ancora oggi un gioiellino delle gag americane per antonomasia, soprattutto per il modo in cui si ironizza sul fenomeno dei ladri-babbo natale, che approfittano dell’assenza di molte famiglie per tentare il “colpo” entrando nelle loro case. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I due ladri in questione sono interpretati da <strong>Joe Pesci</strong> e <strong>Daniel Stern</strong> e il modo in cui vengono fregati continuamente dal bambino rende spassosa la visione, in particolar modo il piano finale costruito attorno agli strumenti e oggetti con cui si ha lo scopo di allontanarli. Oltre a ricordarci le abitudini dell’americano medio ed alcuni stereotipi che un po&#8217; tutti conoscono, <em>Mamma ho perso l’aereo</em> è un film sul natale e sulla famiglia; l’esperienza vissuta da Kevin lo rende capace di riflettere su quanto sia importante passare il natale con la propria famiglia aldilà dei cugini antipatici, del fratello bullo e dei genitori distratti. Non è di certo da prendere come modello esemplare quello dei Mccallister, ma anch’essi contribuiscono al lato comico della pellicola con i loro modi di fare molto ambigui e per come trattano Kevin rispetto agli altri fratelli e sorelle. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa più interessante del guardare il film dopo tanti anni resta comunque il sentirsi “coccolati” da ricordi indelebili che faranno sempre parte della nostra vita. La nostalgia canaglia a Natale si fa sentire molto anche in occasione del tempo che si trascorre in casa con i genitori con i quali sembrava impossibile (causa lavoro o altri impegni) riconciliarsi. La riconciliazione è infatti uno dei temi centrali della pellicola poiché al termine di questi giorni trascorsi da solo, Kevin desidera fortemente quella famiglia da lui poco prima ripudiata. La vita, così come il film in questione, insegna che non esistono famiglie perfette, ma famiglie che con i loro difetti rappresentano sempre un nido dove fare ritorno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film presenta un seguito ambientato durante le vacanze estive realizzato due anni dopo e attualmente si vocifera di un remake voluto da <strong>Disney</strong> in cui ad interpretare Kevin sarà <strong>Archie Yates</strong>, noto per il suo ruolo in <em>Jojo Rabbit</em> di <strong>Taika Watiti</strong>. Non sarebbe destinato alle sale cinematografiche, ma alla piattaforma streaming <strong>Disney+ </strong>in arrivo in Italia verso Marzo. Se riuscirà o meno a convincere se ne riparlerà a tempo debito, ma la domanda che sorge a tutti spontaneamente è: ne avevamo bisogno? </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/natale2019-mamma-ho-perso-laereo/">#Natale2019: Mamma ho perso l&#8217;aereo</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dasscinemag.com/natale2019-mamma-ho-perso-laereo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6724</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
