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	<title>Tom Bateman Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Tom Bateman Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>#RomaFF20: Hedda, la recensione del film di Nia DaCosta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Maremmani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recensione di Hedda, il film di Nia DaCosta con Tessa Thomson presentato nella categoria Grand Public alla Festa del cinema di Roma 2025.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/10/hedda-tessa-thompson.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="624" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/10/hedda-tessa-thompson-1024x624.jpg" alt="Hedda, la recensione del film di Nia DaCosta al RomaFF20" class="wp-image-38064" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/10/hedda-tessa-thompson-1024x624.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/10/hedda-tessa-thompson-300x183.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/10/hedda-tessa-thompson-768x468.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/10/hedda-tessa-thompson-1536x937.jpg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/10/hedda-tessa-thompson.jpg 1694w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Da qualche parte in un’Inghilterra del dopoguerra due poliziotti sono seduti di fronte ad una ricca signora, pronti a interrogarla a seguito di un misterioso fatto avvenuto alla festa in casa sua e del marito. <strong>«Signora Tesman» la chiamano, ma lei li corregge: <strong>«</strong>Hedda va bene»</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una dichiarazione di intenti per parlare di <em><strong>Hedda </strong></em>(<a href="https://www.youtube.com/watch?v=IE6eDvtqOWk" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span style="text-decoration: underline;">trailer</span></a>), presentato nella categoria <strong>Grand Public </strong>alla ventesima edizione della <strong>Festa del cinema di Roma</strong>, scritto e diretto da <strong>Nia DaCosta</strong> e tratto dall’omonima opera di <strong>Henrik Ibsen</strong>. O meglio, quasi omonima, dato che Ibsen l’ha intitolato <strong><em>Hedda Gabler</em></strong>, mentre adesso <strong>la protagonista invita, col suo nome proprio, ad un racconto più da vicino e mirato a scorgere le sfumature del suo personaggio</strong>. Un modo diverso per chiedersi: chi è davvero Hedda?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per capirlo, dobbiamo rivivere con lei la festa che sta cercando di raccontare nei dettagli. La magnetica <strong>Tessa Thompson</strong> veste i panni della ricca figlia di un generale appena sposata con George Tesman (<strong>Tom Bateman</strong>), un professore universitario. I due stanno per dare una festa nella loro nuova ed elegante casa, un evento importante in cui convergono gli amici alternativi di Hedda e gli accademici colleghi di Tesman. È invitata pure Eileen Lovborg (<strong>Nina Hoss</strong>), una professoressa in corsa per la stessa cattedra di Tesman e appartenente al passato di Hedda. <strong>La presenza di Eileen alla festa provoca in Hedda le reazioni più disparate, non solo per la sua ricomparsa, ma perché adesso è al fianco di un’altra donna</strong>, Thea (<strong>Imogen Poots</strong>), con cui ha scritto un libro (che vuole presentare proprio quella sera) e che, a detta sua, la rende una donna migliore. E questo la padrona di casa non può proprio sopportarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hedda è una donna pragmatica e seducente che non ha paura di manipolare, di piegare ogni sguardo al suo volere, che sia l’ingenuo marito o il giudice Brack (<strong>Nicholas Pinnock</strong>). Già l’opera teatrale aveva riscosso numerose critiche per la controversa protagonista, una donna attaccata alla ricchezza e al prestigio, disposta a far quel che può per mantenerli. Ibsen è uno dei drammaturghi più limpidi nel descrivere la distruzione dello stato borghese novecentesco e dei suoi valori usando dei personaggi marginalizzati per mettere in mostra attraverso i loro occhi l’ipocrisia del periodo.<strong> Hedda è proprio questo, e DaCosta la usa per complicare le carte in tavola</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facendo sua la lezione di Ibsen, DaCosta trasforma l’originariamente professor Lovborg in una donna, rendendo il film profondamente queer. La marginalizzazione è più complessa perché la conversazione adesso può permettersi di essere più complessa e <em>Hedda</em> ci parla attraverso più sfaccettature, come l’essere una donna nera in un mondo di bianchi. <strong>Così si attualizzano le opere, prendendo ciò che c’è di urgente nell’originale e traslandolo alle problematiche moderne</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Hedda Gadler ama solo se stessa», dice Eileen al signor Tesman, «e Hedda Tesman non esiste». Perché il film è il disperato tentativo di Hedda di mantenere intatta la sua individualità a partire dal suo stesso nome, ripetuto di bocca in bocca per tutto il film come una litania: un mondo di persone che tenta di definirla e di relegarla ad un ruolo che ha voluto solo perché sa che l’unico modo per le donne di ottenere prestigio e potere. Anche se il suo desiderio reale sarebbe Eileen, ma sa che non può averla. E se non può averla, le rimane solo odiarla con la stessa passione con cui un tempo l&#8217;ha amata. <strong>Le due donne sono due facce della stessa medaglia: entrambe desiderose di una vita diversa rispetto a quella loro concessa</strong>. Ma se Hedda sembra disillusa sul suo destino e per questo pronta a ingannare, Eileen è convinta di poter ancora sedersi al tavolo degli uomini di potere giocando ad armi pari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nia DaCosta firma un film curato e ipnotico dalla scrittura alla regia, un labirinto di colori e dettagli impeccabili in cui il nome di Hedda echeggia tra le pareti cercando una via d’uscita da quel mondo. Attraverso una colonna sonora coinvolgente e straniante al tempo stesso <strong>veniamo guidati in</strong> <strong>un unico ambiente che si rivela tanto bello quanto illusorio, come il controllo che Hedda ha realmente della vita che si è scelta</strong>. E proprio come la sua vita, la festa non può che trasformarsi in una trappola.</p>
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		<title>Dietro i suoi occhi, la recensione della nuova miniserie su Netflix</title>
		<link>https://www.dasscinemag.com/dietro-i-suoi-occhi-la-recensione-della-nuova-miniserie-su-netflix/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio Pasqualini Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In piattaforma]]></category>
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		<category><![CDATA[Simona Brown]]></category>
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		<category><![CDATA[Tom Bateman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un po’ thriller, un po’ sovrannaturale, Dietro i suoi occhi è la nuova ed intrigante miniserie distribuita da Netflix.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/dietro-i-suoi-occhi-la-recensione-della-nuova-miniserie-su-netflix/">Dietro i suoi occhi, la recensione della nuova miniserie su Netflix</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/dietro-i-suoi-occhi.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="538" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/dietro-i-suoi-occhi-1024x538.jpg" alt="dietro i suoi occhi recensione" class="wp-image-14033" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/dietro-i-suoi-occhi-1024x538.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/dietro-i-suoi-occhi-300x158.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/dietro-i-suoi-occhi-768x403.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/dietro-i-suoi-occhi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">“Il sogno è il palco dove la Fortuna mette in scena la propria recita”. Un grande esperto di sogni come Calderon De La Barca commenterebbe più o meno così <em><strong>Dietro i suoi occhi</strong> </em>(<a href="https://www.youtube.com/watch?v=c4LtoWQaLxk">trailer</a>), la nuova miniserie distribuita da <strong>Netflix</strong>. È proprio la Fortuna, questa entità sovrannaturale a cui anche gli dei devono piegarsi, a dettare gli incontri dei protagonisti e i loro misteriosi intrecci. <strong>Un triangolo amoroso tra una ragazza, il suo capo e l’inquietante moglie di lui finisce per creare un vortice di legami da cui è impossibile tirarsi fuori.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un po’ thriller, un po’ sovrannaturale, <em>Dietro i suoi occhi</em> si propone come una serie intrigante: <strong>le premesse sanno di qualcosa di già visto, eppure, col passare delle puntate, è in grado di andare oltre le attese.</strong> Sei intensi episodi che riescono ad esplorare i personaggi in modo abbastanza profondo, disseminando indizi che solo nel finale trovano una quadra. Il punto forte della miniserie è quella di mantenere il mistero vivo senza dar la possibilità allo spettatore di trovare una conferma alle proprie impressioni, gettando un alone di segretezza anche sui personaggi più sinceri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il formato da sei episodi aiuta la fruizione e conferma come la miniserie sia un formato sempre più di successo. <strong>Una storia calibrata con bravura, capace di non risultare stucchevole né troppo frettolosa.</strong> La presenza di ben tre personaggi chiave non consente l’approfondimento psicologico che troviamo nell’unica protagonista de<a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/su-netflix-la-regina-degli-scacchi-la-recensione/"> <em>La regina degli scacchi</em></a> né quello di serie televisive durature, come per i Shelby di <em><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/peaky-blinders-quinta-stagione-recensione/">Peaky Blinders</a></em>, ma riesce a non essere troppo dispersiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cast vanta nomi interessanti,<strong> </strong>sebbene si sia scelto di puntare tutto su <strong>Eve Hewson</strong>, la quale, pur cavandosela dignitosamente, salta all’occhio più come la figlia di Bono degli U2 che per la sua performance attoriale. <strong>Robert Aramayo</strong>, il nome più altisonante, si conferma un grande performer e <strong>Tom Bateman </strong>non stona, nonostante la sua evidente teatralità. La protagonista, <strong>Simona Brown</strong>,<strong> </strong>è forse la meno efficace, pur non sfigurando.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/BehindHerEyes_LimitedSeries_Episode4_00_32_41_23c-1.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="653" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/BehindHerEyes_LimitedSeries_Episode4_00_32_41_23c-1-1024x653.jpg" alt="Dietro i suoi occhi, la recensione" class="wp-image-14034" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/BehindHerEyes_LimitedSeries_Episode4_00_32_41_23c-1-1024x653.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/BehindHerEyes_LimitedSeries_Episode4_00_32_41_23c-1-300x191.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/BehindHerEyes_LimitedSeries_Episode4_00_32_41_23c-1-768x490.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/BehindHerEyes_LimitedSeries_Episode4_00_32_41_23c-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La regia di <strong>Erik Richter Strand </strong>lascia qualche dubbio, soprattutto nell’utilizzo di effetti visivi un po’ sopra le righe, così come il lavoro del direttore della fotografia <strong>Felix Wiedemann </strong>che forse sottovaluta in alcuni passaggi l’impatto della poca luce su uno schermo televisivo. Per consolare Wiedemann, <strong>diciamo che ci sono errori nel dosare la luce crepuscolare anche nelle serie più acclamate</strong>, su tutte <em><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/game-of-thrones-stagione-8-recensione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Game of Thrones</a></em>, quindi mal comune mezzo gaudio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale è discutibile: o lo amerete o lo odierete. Così come molti espedienti narrativi e visuali, <strong>anche l’epilogo potrebbe essere giudicato come una pigra, frettolosa e discutibile risoluzione </strong>o, al contrario, come un fattore sorpresa soddisfacente, sebbene non proprio originalissimo. Per spezzare una lancia a favore di <em>Dietro i suoi occhi</em>, bisogna ammettere che resta comunque coerente con l’universo narrativo, piaccia o meno, e di questo non si può non tener conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse il modo migliore per vedere questa serie è farlo in compagnia. Anche se non sembra, lo showrunner <strong>Steve Lightfoot</strong> nasconde poco allo spettatore e, quindi, con una visione “in solitaria”, verrebbe meno tutto il divertimento del ricostruire passo passo cosa sia potuto accadere. Il discorso vale ancora di più in tempi come questi, in cui si passa molto tempo in casa e sei episodi vengono visti in un weekend, se non in un solo giorno. Senza fare paragoni ingombranti, bisogna ammettere che, in questo frangente, la trama intessuta è migliore rispetto ad una miniserie di successo come <em><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/the-undoing-la-recensione-della-serie-su-sky/">The Undoing</a></em>, dove ogni ipotesi è priva di fondamenta e quindi si aspetta con il pilota automatico la definizione del colpevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là dei pareri soggettivi sulla riuscita di <em>Dietro i suoi occhi</em>, <strong>la miniserie si lascia guardare con piacere e si propone come una valida scelta in un periodo magro, per quanto riguarda le nuove uscite</strong>. Il consiglio è di vederla con qualcuno e giocare a fare il detective con i numerosi indizi sparsi qui e lì: vi divertirà di più e metterete alla prova le vostre capacità deduttive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/dietro-i-suoi-occhi-la-recensione-della-nuova-miniserie-su-netflix/">Dietro i suoi occhi, la recensione della nuova miniserie su Netflix</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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