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	<title>sotto il sole di amalfi Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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		<title>Sotto il sole di Amalfi, la recensione del film su Netflix</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Iennaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto il sole di Amalfi, la recensione del sequel di Sotto il sole di Riccione, con Lorenzo Zurzolo e Ludovica Martino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/sotto-il-sole-di-amalfi-film-martina-pastori/">Sotto il sole di Amalfi, la recensione del film su Netflix</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Sotto-il-sole-di-Amalfi-2-1024x683-1.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Sotto-il-sole-di-Amalfi-2-1024x683-1.jpeg" alt="" class="wp-image-22755" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Sotto-il-sole-di-Amalfi-2-1024x683-1.jpeg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Sotto-il-sole-di-Amalfi-2-1024x683-1-300x200.jpeg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Sotto-il-sole-di-Amalfi-2-1024x683-1-768x512.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A due anni dal film <em>Sotto il sole di Riccione</em>, <strong>Netflix</strong> decide di portarci sulla costa opposta e di lanciare <em><strong>Sotto il sole di Amalfi </strong></em>(<a href="https://www.youtube.com/watch?v=rFce-18-8HA&amp;ab_channel=NetflixItalia" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span style="text-decoration: underline;">trailer</span></a>),<em> </em>sequel prevedibile ma poco necessario. Dopo aver assistito al tormentato (ma neanche molto) incontro e innamoramento a Riccione, ritroviamo i giovani Vincenzo (<strong>Lorenzo Zurzolo</strong>) e Camilla (<strong>Ludovica Martino</strong>) un anno dopo, al momento delle vacanze estive. I due sono stati costretti a passare l’inverno separati dal momento che la ragazza studia all’estero. Scelgono come meta Amalfi perché lì il padre del ragazzo, interpretato dal produttore del film <strong>Andrea Occhipinti</strong>, ha una casa che presto scopriamo essere luogo di estati serene prima che lui e la madre di Vincenzo si separassero. Ritroviamo anche la madre del ragazzo, Irene (<strong>Isabella Ferrari</strong>), che insieme al suo compagno decidono di fare una deviazione dalle proprie vacanze in Sicilia e fermarsi sulla costa napoletana. Irene è una madre piuttosto apprensiva e teme che suo figlio non possa cavarsela senza di lei per via della sua cecità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo di fronte all’esordio alla regia cinematografica per <strong>Martina Pastori</strong>, nota finora per i videoclip musicali di moltissimi volti noti del panorama discografico contemporaneo come Ghali, Fedez, Fabri Fibra e Marracash. La stessa scelta era stata fatta per <em>Sotto il solo di Riccione</em>, dove i registi erano il due degli YouNuts!, anche loro videomaker di clip musicali, anche loro all’esordio nei lungometraggi. <strong>La regia di Pastori, mostra un’Amalfi da cartolina</strong>, splendente di giorno e luccicante di notte, con paesaggi che sembrano ritagliati dalla <em>brochure </em>di un’agenzia di viaggi. Se questa è l’impressione per quanto concerne la parte naturalistica, non si smentisce nemmeno nella parte in cui ritrae il centro storico, dove sembra portarci in un enorme presepe, dove tutti sono allegri e salutano festosamente.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot-91-e1657902947762.jpeg"><img decoding="async" width="1024" height="633" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot-91-e1657902947762-1024x633.jpeg" alt="" class="wp-image-22756" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot-91-e1657902947762-1024x633.jpeg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot-91-e1657902947762-300x186.jpeg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot-91-e1657902947762-768x475.jpeg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot-91-e1657902947762-1536x950.jpeg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot-91-e1657902947762.jpeg 1746w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>I temi sono molti, a partire da un protagonista con disabilità, la difficoltà di mantenere delle relazioni stabili nel momento in cui tutto intorno a sé è instabile, la gestione di una separazione genitoriale mai digerita, l’inadeguatezza fisica e non solo. <strong>Forse è proprio questo il problema del film, i temi sono molti e, come spesso accade quando c’è troppa carne al fuoco, vengono affrontati in modo superficiale</strong>, talvolta solo accennati. Tutti i problemi vengono risolti in modo semplicistico, senza soffermarsi mai profondamente sulle cause e senza che questi vengano mai sviscerati davvero. Chi ha visto più di dieci film nella sua vita capirà come finisce dopo non più di cinque minuti, titoli di testa compresi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre problematico l’uso che spesso si fa del termine <em>non vedente. </em>L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che per riferirsi ad una persona con qualunque tipo di disabilità va evitata la formula negativa. Quindi i <em>non vedenti </em>dovrebbero essere chiamati semplicemente <em>ciechi, </em>come rivendica la stessa Comunità dei Ciechi e degli Ipovedenti. Questo perché <strong>gli eufemismi celano spesso una paura nel nominare</strong> una caratteristica e questa paura induce ad allontanare chi vive una condizione che temiamo. In un film in cui il protagonista è cieco, ci si aspetta un’attenzione più approfondita sulla questione, soprattutto in vista del target a cui il film è rivolto, ovvero i più giovani. <strong>È anche da queste sottigliezze che si costruisce una sensibilità sul tema</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tirando le somme, i novanta minuti di <em>Sotto il sole di Amalfi </em>scivolano senza lasciare quasi nulla dietro di sé. È un film costruito per un pubblico di giovanissimi, che probabilmente davvero lo guarderà, ma noterà inesorabilmente la differenza tra questo prodotto e l’offerta proposta altrove. Sono finiti i tempi in cui era sufficiente una storiella d’amore per far affezionare gli adolescenti: <strong>oggi la vasta gamma di prodotti multimediali a cui si è esposti, rende fin da piccoli gli spettatori più consapevoli</strong> e con questo anche più esigenti. Insomma, i <em>teen</em> ormai meritano di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Sotto il sole di Amalfi </em>è disponibile<em> </em>su Netflix.</p>
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