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	<title>Pia Engleberth Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>#RomaFF21: Ricordati ragazza, la recensione del film di Claudia Gerini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Santilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordati ragazza, la recensione dell'opera di docufiction diretta da Claudia Gerini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/romaff21-ricordati-ragazza-la-recensione-del-film-di-claudia-gerini/">#RomaFF21: Ricordati ragazza, la recensione del film di Claudia Gerini</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Ricordati-ragazza.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="715" height="402" src="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Ricordati-ragazza.jpg?resize=715%2C402&#038;ssl=1" alt="Ricordati ragazza recensione film Claudia Gerini DassCinemag" class="wp-image-43899" srcset="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Ricordati-ragazza.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Ricordati-ragazza.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Ricordati-ragazza.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Ricordati-ragazza.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Spegnere diciotto candeline su una torta di compleanno è un traguardo a cui si mira con palpitante entusiasmo ed ansia ambiziosa sin dai primi istanti dell’adolescenza. Quell’urgenza, quel desiderio, quella voglia di essere &#8211; più giusto, di sentirsi &#8211; adulti in fretta e ad ogni costo è un impulso che accomuna più o meno tutte e tutti; un’illusione di indipendenza e libertà al sapore di auto-giustificazioni per le assenze a scuola, di patenti di guida per andare chi sa dove, di prime esperienze lavorative semi-pagate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C’è l’irrefrenabile smania di affermarsi, di rivendicare i propri diritti in nome di un numero anagrafico, la volontà di essere riconosciuti come persone capaci, finalmente, di scegliere da sé cosa è meglio per sé</strong>: nessun consiglio, nessun avvertimento da parte di mamma e papà, soltanto la necessità di dichiarare che domenica prossima vado al mare con le amiche, che giovedì sera lo passo al cinema e che se poi il compito in classe di latino va male non me frega niente, tanto sono maggiorenne e ho già vissuto abbastanza da intuire ciò che è importante e che farà la differenza nella mia vita tutta da progettare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Corretto, nulla da obiettare di fronte a questa energia impaziente di sentirsi ascoltati e compresi; peccato, però, che tra un lamento e l’altro, ci si dimentichi spesso della conquista più significativa che i diciotto anni portano con sé, quella che può assorbire ciascuna delle richieste avanzate semplicemente con una matita tra le mani: il diritto e il dovere di voto. <strong>Autonomia, emancipazione, libertà di opinione, di espressione, di identità, possibilità di percepirsi inclusi e visibili diventano davvero tali quando essere adulti smette di essere un obiettivo raggiunto sui documenti e inizia ad essere una scelta cosciente e consapevole, mediante la quale è più facile cambiare le carte sul tavolo del futuro</strong>. E allora perché questo “super potere” viene ignorato o sottovalutato da alcuni giovanissimi maggiorenni? Le ragioni possono essere varie, quasi nessuna veramente valida a legittimare la loro assenza nei seggi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Serve qualcosa, dunque, in grado di smuovere certe convinzioni, di focalizzare lo sguardo su ciò che merita di venir conosciuto, di costruire robusti reticolari guarniti di saperi e di culture cui attingere senza esitazione, anche che sappiano comunicare attraverso una lingua vicina alle nuove generazioni</strong>. Esattamente come ha tentato di fare l’attrice e regista <strong>Claudia Gerini</strong>, artista lucida e generosa nel raccontare il valore essenziale di un gesto fondamentale, soprattutto per le ragazze e per le donne italiane di oggi e di domani, senza mai dimenticare nessuna di quelle di ieri. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In occasione dell’ottantesimo anniversario della formazione dell’Assemblea Costituente e del raggiungimento del diritto al voto femminile, la cineasta torna al grande schermo mossa dalla volontà civile di plasmare un’Italia più colta e più istruita</strong>, fornendo ad essa elementi che siano armi gentili di difesa contro il riverbero dell’ignoranza e promesse d’amor proprio da proteggere e mantenere. <strong><em>Ricordati ragazza</em></strong>, titolo presente nel catalogo Special Screening della<strong> <em>Festa del Cinema di Roma</em></strong>, è la raccomandazione di una nonna alla sua nipotina e, in senso generale e metaforico, di una madre costituente alle sue numerosissime figlie, spinte dal dovere di ricordare e onorare il cammino del passato per non inciampare sugli ostacoli del presente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Claudia Gerini, in collaborazione con la sceneggiatrice <strong>Martina Spada</strong> su soggetto di <strong>Anita Della Cioppa</strong> e <strong>Veronica Pensierini</strong>, idea e firma un breve lungometraggio &#8211; la durata è, infatti, di cinquantacinque minuti &#8211; in cui si incastrano e si mescolano materiali d’archivio, ricostruzioni visive e cinematografiche, testimonianze storiche, interpretazioni dirette di studiose della società moderna e contemporanea. Grazie a questo filtro, Matilde (<strong>Caterina Quintavalla</strong>) &#8211; e con lei, l’intera nazione che assiste al film &#8211; <strong>scopre</strong> <strong>le ingiustizie, le lotte e le vittorie solcate e impugnate dalle prime suffragette inglesi fino alle madri della nostra Repubblica, commuovendosi e indignandosi tra racconti familiari e vicende reali della memoria patria</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrazione più intima e concreta della mamma (<strong>Paola Minaccioni</strong>) e della nonna (<strong>Pia Engleberth</strong>) rispetto a quella istituzionale dei libri affascina, quindi, la diciottenne Matilde che, dopo qualche sospiro, rinuncia facilmente alla giornata in spiaggia con i compagni e preferisce la mattinata all’insegna del voto elettorale, consapevole di essere destinataria di un privilegio che, fino a non molto tempo fa, era appannaggio dei soli uomini.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ricordati ragazza</em>, opera di <em>docufiction</em> da inserire obbligatoriamente nei programmi scolastici italiani, non si configura come una semplice pellicola, ma diviene un vero promemoria per ragazze, donne adulte, anziane &#8211; senza escludere la partecipazione altrettanto indispensabile di ragazzi, uomini adulti, anziani &#8211; cui Gerini si appella, <strong>invitandole a</strong> <strong>non sprecare mai, per alcuna ragione al mondo, la possibilità di esprimere ideali e libertà in una società che si pensa solida e che, invece, rivela ancora delle fragilità</strong>. Come spesso viene ripetuto, tanti passi in avanti sono stati fatti, eppure questo non vuol dire giacere sugli allori, anzi! Significa continuare a credere nell’evoluzione, a far rumore per confermare ogni giorno i diritti che pensiamo scontati, vuol dire faticare per ottenere ciò che per la collettività femminile è già irrinunciabile e che, per tanti altri, non è neppure ancora immaginabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, vale la pena riferire che il lavoro di Gerini è il <strong>primo nella storia del cinema italiano ad avvalersi della partecipazione della Camera dei Deputati nell’assetto produttivo</strong>: un intervento pubblico che ribadisce il denso impegno civico di <em>Ricordati ragazza</em> all’interno della società e della cultura italiana, e non solo.&nbsp;</p>



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