<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>mads mengel Archivi &#8226; DassCinemag</title>
	<atom:link href="https://www.dasscinemag.com/tag/mads-mengel/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.dasscinemag.com/tag/mads-mengel/</link>
	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Oct 2026 08:17:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/05/cropped-dcm_logo_png-1.png?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>mads mengel Archivi &#8226; DassCinemag</title>
	<link>https://www.dasscinemag.com/tag/mads-mengel/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">258170487</site>	<item>
		<title>#RomaFF21: The Guest, la recensione del film di Mads Mengel</title>
		<link>https://www.dasscinemag.com/the-guest-la-recensione-del-film-di-mads-mengel/</link>
					<comments>https://www.dasscinemag.com/the-guest-la-recensione-del-film-di-mads-mengel/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livia Minorenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni di Film]]></category>
		<category><![CDATA[#RoFF21]]></category>
		<category><![CDATA[mads mengel]]></category>
		<category><![CDATA[the guest]]></category>
		<category><![CDATA[trine dyrholm]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dasscinemag.com/?p=43853</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Vorrei essere parte delle vostre vite. Non solo un ospite». A 28 anni da Festen, primo film del gruppo Dogma 95, il regista danese</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/the-guest-la-recensione-del-film-di-mads-mengel/">#RomaFF21: The Guest, la recensione del film di Mads Mengel</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="715" height="402" src="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/THE-GUEST.jpg?resize=715%2C402&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-43856" srcset="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/THE-GUEST.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/THE-GUEST.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/THE-GUEST.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/THE-GUEST.jpg?w=1400&amp;ssl=1 1400w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Vorrei essere parte delle vostre vite. Non solo un ospite</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 28 anni da <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.dasscinemag.com/festen-festa-in-famiglia-25-anni-dal-film-di-thomas-vinterberg/">Festen</a></span></em>, primo film del gruppo <strong>Dogma 95</strong>, il regista danese <strong>Mads Mengel</strong> porta sul grande schermo la sua opera prima <em><strong>The Guest</strong></em> (<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4gPUJlY1l7E">trailer</a></span>). Come nel film di Vinterberg, il film presentato in concorso <strong>Progressive Cinema</strong> ruota intorno ai giorni di una cerimonia, in questo caso il battesimo del figlio del protagonista, Karl (<strong>Simone Bennebjerg</strong>). Il giovane e la sua compagna, alle prese con i preparativi, si ritrovano però ad affrontare una presenza indesiderata: Rikke (<strong>Josephine Park</strong>), la sorella di Karl, ha permesso alla madre dei due, Vibeke (<strong>Trine Dyrhholm</strong>), di unirsi alla cerimonia dalla quale era stata volontariamente esclusa. <strong>Fin dalla sua prima entrata in scena, si può cogliere velocemente il notevole livello di tensione che la sua presenza crea all’interno del nucleo familiare</strong>. Rikke è convinta che la situazione sia completamente sotto controllo, ma Karl è combattuto tra la volontà di mandar via Vibeke e l’inevaitabile affetto che rende questa dinamica più conflittuale e stratificata di quanto sembri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possono le ferite familiari rimarginarsi davvero? È il perdono assoluto davvero la via per trovare la propria pace interiore?</strong> <em>The Guest</em>, <em>Gæsten</em> in lingua originale, indaga queste questioni attraverso una regia affilata, che mantiene la tensione dall’inizio alla fine dell’opera. Lo spettatore è costantemente indotto a prestare attenzione a ogni dettaglio, a scrutare un teatro di figure sempre più vicino al margine di un dirupo, ed è portato a chiedersi quale sarà il momento, quale sarà la frase di troppo che romperà quell’equilibrio precario, portando all&#8217;inevitabile crollo definitivo. La macchina da presa si muove inquieta: analizza la realtà ricorrendo all&#8217;utilizzo di zoom, come in un reality show, e di primissimi piani, aiutati anche da una colonna sonora puntuale e frenetica che accompagna ogni cambio di sentimento del protagonista Karl. Attraverso il suo sguardo, si è portati a condividere con lui gli stessi conflitti morali, divisi tra il desiderio di voler essere in grado di perdonare e l’amara consapevolezza che a volte non è possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste divergenze si trovano rispecchiate negli occhi della madre Vibeke. <strong>Ogni singolo cambio di espressione riesce a modificare l’intera percezione della scena</strong>, passando rapidamente da momenti di pacificazione ad altri di profonda conflittualità interiore. Raccontare l&#8217;alternarsi di questi sottili contrasti è stato possibile solo grazie alla magistrale interpretazione di <strong>Trine Dyrholm</strong>. L’attrice e cantante danese, già nota per il ruolo di Pia in <em>Festen </em>e per la più recente interpretazione in <em>The Girl with the Needle</em>, riesce a dar vita a un personaggio che nessun’altra attrice sarebbe stata in grado di interpretare meglio di lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mads Mengel utilizza l’evento della cerimonia festiva come strumento narrativo per far emergere naturalmente tensioni sottese tra i rapporti interpersonali. Scelta che è stata già presente in questa ventunesima edizione del <strong>Roma Film Fest</strong>, in opere come <em>Mariage au goût d’orange</em>, dove un matrimonio metteva in luce l’intera storia di una famiglia francese negli anni ‘70. L’utilizzo dell’ambientazione spazio-temporale festiva è in generale una tradizione molto cara al cinema danese, a partire dal capostipite <em>Festen</em> passando per il <em>Melancholia</em> di <strong>Lars Von Trier</strong>. <strong>Se però in questi film emerge progressivamente una crudeltà senza via di scampo, la sensazione che <em>The Guest</em> lascia è differente rispetto all’inesorabile durezza tipica della cinematografia danese</strong>. Von Trier e Vinterberg puntavano più a un disvelamento dell’ipocrisia della società danese, che chiude gli occhi di fronte alle fratture e si nasconde dietro un’apparenza di falsa e stantia innocenza. Il film di Mads Mengel si concentra piuttosto su un lato emotivo e relazionale, mostrando il peso della rassegnazione, la dura accettazione del fatto che non tutte le incrinature possono essere corrette, e che non tutte le situazioni possono raggiungere il lieto fine sperato. Risulta più un dramma borghese che una complessiva critica all&#8217;ipocrisia della società. Mantiene comunque il marchio di fabbrica della cinematografia danese, ponendo lo spettatore di fronte a una realtà icastica e cristallina. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gæsten</em> risulta un’opera prima diretta con maestria e con un’idea artistica precisa, messa a punto anche dall’ottimo lavoro del compositore <strong>Lasse Aagard</strong>. Chi guarda entra in automatico a contatto con il punto di vista di Karl, con la sua costante e ossessiva ricerca di mantenere tutto sotto controllo, di evitare che una giornata così importante venga incrinata dalle ombre del passato. <strong>Accompagnando il percorso del protagonista fino alla scena finale, attraversiamo con lui lo stesso dolore nell’apprendere che certe spaccature sono forse destinate a restare tali per sempre</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/the-guest-la-recensione-del-film-di-mads-mengel/">#RomaFF21: The Guest, la recensione del film di Mads Mengel</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dasscinemag.com/the-guest-la-recensione-del-film-di-mads-mengel/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">43853</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
