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	<title>Jay Roach Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Jay Roach Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>I Roses, la recensione: non è la solita commedia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Giardetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La recensione della nuova commedia I Roses, tratta dal romanzo di Warren Adler con protagonisti Benedict Cumberbatch e Olivia Colman.</p>
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<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses.jpg" alt="I roses, la recension: non la solita commedia" class="wp-image-37417" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses.jpg 1920w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo ben 36 anni dal primo adattamento cinematografico, il romanzo di <strong>Warren Adler</strong> <em>La Guerra dei  Roses</em> torna in sala con <strong><em>I Roses</em></strong> (<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZsO0IwOL0B8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trailer</a>)</span>, diretto stavolta da <a href="https://www.dasscinemag.com/bombshell-la-voce-dello-scandalo-di-jay-roach/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Jay Roach</strong></a>. Se il primo adattamento, omonimo al romanzo e diretto da Danny DeVito, era una commedia irriverente che metteva in dubbio lo status quo della famiglia tradizionale, il secondo invece lo ribalta completamente, raggiungendo livelli di delirio raramente sfiorati da altre commedie. <strong>Il film da solo offre un&#8217;esperienza comica estremamente soddisfacente, nonché stimolante dal punto di vista riflessivo</strong>, ma se messo accanto al suo predecessore diventa un testimone del cambiamento della nostra società. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La trama segue i problemi di coppia dei coniugi Rose: Ivy (<strong>Olivia Colman</strong>) è una chef insoddisfatta del proprio lavoro, mentre Theo (<strong>Benedict Cumberbatch</strong>) è un architetto in cerca di più libertà creativa. Il loro primo incontro appassionato li porterà a lasciare il Regno Unito cercando nuove opportunità in America. Trasferitisi in California il loro matrimonio procede a gonfie vele: hanno due figli, Theo sta per inaugurare un museo e la coppia si ama più che mai. Solo il ristorante di Ivy non riesce a spiccare il volo. <strong>La situazione lavorativa dei due verrà poi ribaltata da un improvviso temporale</strong>. Theo comincia così a prendersi cura dei figli, mentre Ivy diventa una chef stellata. Proprio come nel film originale i meccanismi di invidia fra i due coniugi li allontana creando conflitti esilaranti ma anche un efficace studio sulle dinamiche di coppia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due protagonisti sono gli ambasciatori di due mondi che collidono: quello maschile e quello femminile. Rispetto al film dell&#8217;89 però i personaggi di <strong>Jay Roach</strong> sono qui dotati di una coscienza di genere che viene continuamente messa in discussione dalle situazioni, realistiche ma esagerate, in cui vengono catapultati. Theo è un uomo orgoglioso, dall&#8217;ego fragile, che crede nel meritarsi il proprio successo. Ivy è una donna dolce, che crede nel godersi la vita e nel lasciarsi andare. <strong>Le due complesse personalità vengono esplorate e sviluppate come mai prima in una commedia</strong>. A supportarle inoltre ci sono due attori che fanno parte de <em>la crème de la crème</em> del panorama inglese, e che ancora una volta riescono a creare personaggi reali e a mandare a segno le migliori <em>punchline</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I due coniugi sono però circondati da un cast stellare di personaggi che oltre ad essere esilaranti, funzionano come pedine nella partita a scacchi in cui i Roses sono avversari</strong>. Primi su tutti sono i figli della coppia, che agiscono sia come strumenti usati dai due per farsi la guerra, sia come individui autonomi. Ma a creare le situazioni più divertenti sono gli amici e i colleghi di entrambi, che vengono sempre accostati ad essi per somiglianze o differenze. Gli amici di Theo rappresentano la società americana in cui i Roses sono costretti ad ambientarsi, accettando tutte le sue assurdità e sembrando quasi &#8220;quelli normali&#8221;. Tra questi spiccano Barry (<strong>Andy Samberg</strong>) e<strong> </strong>Amy (<strong>Kate McKinnon</strong>), che sono sempre la causa delle battute più estreme, assenti nel primo adattamento del romanzo. I giovani dipendenti del ristorante di Ivy invece rappresentano il cambiamento delle nuove generazioni, ma mostrano anche di essere pronti a cadere vittima della stessa trappola che ha rovinato i Roses: il matrimonio.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide"><img decoding="async" width="2560" height="1707" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-theo-scaled.jpg" alt="I roses, la recensione: non la solita commedia" class="wp-image-37418" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-theo-scaled.jpg 2560w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-theo-300x200.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-theo-1024x683.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-theo-768x512.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-theo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2025/08/i-roses-theo-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema chiave del film, sia nella sua parte comica che in quella sociale, è proprio il matrimonio. Nel panorama cinematografico di oggi è difficile trovare una visione così chiara al riguardo. Theo e Ivy sono due individui indipendenti con le proprie ambizioni, spesso contrastanti, e nonostante questo cercano di fare lo sforzo di tenere in piedi la famiglia per il bene dei figli. E qui entra in gioco un&#8217;entità simile al destino, che manda tutto a rotoli sin dall&#8217;inizio della pellicola. <strong>Il matrimonio in questa pellicola è un serpente che si mangia la coda, è la faccia della società perbenista occidentale, della borghesia americana basata solo sugli <em>status symbol</em> come la casa e il lavoro</strong>. Per i protagonisti non c&#8217;è fuga: tentare la convivenza egualitaria porta solo a catastrofi, quindi uno dei due deve essere sottomesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osservare la società in modo così limpido è un&#8217;impresa, ma una volta fatto ciò riuscire a trarne delle situazioni divertenti è un gioco da ragazzi. <strong>Il sorriso amaro del regista offre uno sguardo sulla vita senza modificarla, ma mostrandone le assurdità più grandi</strong>. I protagonisti non vogliono e non sono consapevoli di far ridere, è ciò che gli succede a scatenare la risata, tanto che molte delle loro azioni vengono compiute invece con l&#8217;obiettivo di fare del male. <strong>Roach</strong> si dimostra essere un eccellente apprendista dell&#8217;umorismo pirandelliano, ma questa sua indole è ancora più inaspettata guardando alla sua carriera passata, composta principalmente dalle mediocri commedie della saga <em>Austin Powers</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>I Roses</em></strong> <strong>è una pellicola dal peso considerevole e dallo sguardo pulito sul mondo</strong>, e soprattutto riesce a far ridere. L&#8217;esperienza in sala diventa un supporto necessario, poiché crea lo spazio perfetto per lasciarsi andare per due ore, e invita alle riflessioni all&#8217;uscita da essa. Non è la solita commedia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dal 27 agosto al cinema</em>.</p>
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		<title>Bombshell &#8211; La voce dello scandalo, di Jay Roach</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Clementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 06:39:00 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-film-supercast-femminile-v7-48255-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-9566" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-film-supercast-femminile-v7-48255-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-film-supercast-femminile-v7-48255-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-film-supercast-femminile-v7-48255-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-film-supercast-femminile-v7-48255-1536x864.jpg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-film-supercast-femminile-v7-48255.jpg 1800w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Le tre protagoniste del film rappresentano sia diegeticamente che extradiegeticamente tre generazioni femminili del mondo dello show busisness che condividono ambizione, e determinazione, ma anche l&#8217;abuso e l&#8217;umiliazione di un mondo misogino e discriminante.</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo è un vero peccato che questo film non sia potuto uscire in sala a causa dell&#8217;emergenza Covid. Se da una parte la sua messa in streaming su <strong>Amazon Prime</strong> è un modo per raggiungere le case del pubblico molto rapidamente, l&#8217;impossibilità di trovare uno spazio adeguato nelle sale ha compromesso la possibilità del film di raggiungere un certo tipo di pubblico più distante dallo streaming. <em><strong>Bombshell</strong></em> (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=lQTUGLAWUls">trailer</a>) è un film semplice, che <strong>ricostruisce con precisione legale i fatti realmente accaduti nella redazione di</strong> <strong>Fox News </strong>e che hanno portato ad una svolta nella politica televisiva del canale, ma più di tutto hanno contribuito a trasformare la percezione dell&#8217;uso delle persone di genere femminile nella logica dello spettacolo e del servizio di informazione audiovisiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La forza del film sta nel raccontare gli abusi subiti da generazioni di donne che lavorarono nelle redazioni di Fox News durante la guida del network da parte di <strong>Roger Allies</strong> presidente e CEO di Fox News, Fox Television Stations e 20th Television. Allies ha lasciato l&#8217;incarico con disonore ed una cospicua somma di danaro nel 2016 dopo essere stato accusato di abusi e violenza da ventitré donne. Il film ripercorre i giorni che precedettero e seguirono la coraggiosa denuncia da parte della giornalista <strong>Gretchen Carlson</strong> con un passato da fotomodella e vincitrice del titolo &#8220;Miss America&#8221; del 1989. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="421" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-abuso-1024x421.jpg" alt="" class="wp-image-9579" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-abuso-1024x421.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-abuso-300x123.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-abuso-768x316.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-abuso.jpg 1278w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>La scena in cui Kayla (<strong>Margott Robbie</strong>) viene umiliata e costretta a mostrare il suo corpo al suo principale è una delle scene più disturbanti e toccanti del film e funziona solo per merito della qualità drammatica degli attori e della regia.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il film è chiaro, esplicito, ritmato ed attento all&#8217;uso di termini e dettagli visivi adeguati per qualsiasi fascia di età, concepito insomma per raggiungere letteralmente chiunque. Quello che non fa la confezione e la qualità dei reparti professionali lo fa la storia e l&#8217;impressionante cast di dive di hollywood che la produzione ha potuto schierare sullo schermo. <strong>Un film efficace e funzionale, senza messaggi nascosti e socialmente necessari</strong>o che andrebbe forse mostrato nelle scuole superiori come strumento di aiuto e promemoria per le generazioni del futuro mondo del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una particolare lode va spesa verso la straordinaria responsabile del Make Up Department</strong> <strong>Vivian Baker</strong> (con un passato glorioso nei film Marvel e nella serie di <em>Jurassic World</em>) che è riuscita a rendere irriconoscibile lo straordinario<strong> John Lithgow</strong> nella parte di Roger Allies e le magnetiche <strong>Nicole Kidman</strong> e <strong>Charlize Theron</strong>. Il cast si avvale inoltre di presenze iconiche come <strong>Margot Robbie</strong> (straordinaria ed espressiva come non mai), <strong>Connie Britton</strong>, <strong>Kate McKinnon</strong> e l&#8217;immortale Alex di <em>Arancia Meccanica</em> <strong>Malcolm McDowell</strong> nel ruolo di Rupert Murdoch.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-john-lithgow-4-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-9567" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-john-lithgow-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-john-lithgow-4-300x200.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-john-lithgow-4-768x512.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-john-lithgow-4-480x320.jpg 480w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-john-lithgow-4.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il carismatico John Lithgow dopo il lavoro della truccatrice Vivian Baker per il ruolo di Roger Allies</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il regista <strong>Jay Roach</strong> ha davvero <strong>un curriculum atipico per il cinema di Hollywood</strong>. Il regista deve il suo successo alla trilogia di <em>Austin Powers</em> un personaggio creato da Mike Myers come parodia di James Bond e della cultura anni sessanta. I film di Austin Powers in un certo senso sono proprio famosi per lo sfruttamento, sebbene in chiave dissacrante e critica, del corpo femminile e il protagonista è il simbolo parodiato proprio di quel mondo maschile di cui Laura Mulvey parlò nei suoi saggi, costituendo l&#8217;analisi del film in chiave femminista di cui certamente <em>Bombshell</em> è registicamente consapevole. Roach si sarebbe poi allontanato da queste commedie demenziali con la serie di film per famiglie di <em>Ti presento i miei</em> per approdare in questi ultimi anni al cinema di denuncia ed attualità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Roach ha lasciato il mondo della commedia nel 2008 con il film per la televisione <em>Recount</em> che racconta le settimane che seguirono il ri-conteggio dei voti dopo la vittoria di George Bush Jr. nel 2000, un piccolo film coraggioso girato per la HBO e interpretato da Kevin Spacey e Laura Dern. Nel 2012 il suo rapporto con i film biografici contemporanei è proseguito con <em>Game change</em> sulla figura di Sarah Palin, interpretata da Julianne Moore, e sempre prodotto per la HBO con Woody Harrelson ed Ed Harris nel ruolo di John McCain, per il film il regista ha ottenuto due Emmy Award. Nel 2015 Roach ha realizzato <em>L&#8217;ultima parola &#8211; La vera storia di Dalton Trumbo</em> con l&#8217;iconico Bryan Cranston sul fenomeno del  maccartismo e nel 2016, sempre con Cranston, la biografia del Presidente Lyndon B. Johnson nel film <em>All the Way</em> sempre di produzione HBO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il film <em>Bombshell </em>il regista Jay Roach dimostra una piena maturità registica, si rivela capace di utilizzare l&#8217;immagine e gli attori costruendo un percorso emotivo e narrativo completo e perfettamente commestibile per qualsiasi tipo di spettatore. <em>Bombshell </em>è un <strong>film di cronaca e denuncia prezioso e socialmente utile per documentare e non dimenticare</strong>.</p>
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