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	<title>Francesco Mandelli Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Francesco Mandelli Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>#RomaFF17: La cura, la recensione del film di Francesco Patierno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Rinaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 16:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato alla Festa del Cinema di Roma, La cura riflette in modo retorico e moraleggiante sulla necessità di restare uniti di fronte al dolore e alla morte.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/10/coverlg.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/10/coverlg-1024x576.jpg" alt="La cura recensione" class="wp-image-23967" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/10/coverlg-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/10/coverlg-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/10/coverlg-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/10/coverlg.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con<strong><em> La cura</em></strong>, in concorso nella sezione<strong> Progressive Cinema</strong> della <strong>17esima edizione della Festa del Cinema di Roma</strong>,<strong> Francesco Patierno</strong> ci immerge in una Napoli in pieno lockdown. Una città ridotta al deserto, fantasmatica, apparentemente sull’orlo dell’apocalisse (qualcuno dirà che una disgrazia è incombente, forse un terremoto) seguendo la vita di un gruppo di persone che cerca di sopravvivere alla diffusione del Covid-19 (il nome del virus non viene comunque mai pronunciato). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo un medico (<strong>Francesco de Leva</strong>) che cerca di aiutare gli altri e di salvarne le vite mentre la moglie si trova a Milano per ricevere delle cure mediche; un attore (<strong>Francesco Mandelli</strong>) che a Napoli si sente escluso e fuori luogo; un prete (<strong>Peppe Lanzetta</strong>) che non rinuncia al sermone anche all’interno di una chiesa vuota e un commerciante (<strong>Alessandro Preziosi</strong>) dal passato travagliato alla ricerca della pace interiore. Patierno mette in scena un’umanità in crisi, alla prese con qualcosa che non è in grado di gestire e che mette in luce le debolezze di ciascuno, come l’attore che vorrebbe tornare a Milano dalla compagna ricercando la felicità anche perché ormai stanco di quelli che “morirebbero per un’idea”, quando lui “morirebbe per amore”. Un’umanità che deve fare i conti con se stessa, i propri desideri e obblighi morali (il medico che si chiede se non dovrebbe stare con la famiglia, date le condizioni della moglie, piuttosto che rimanere a Napoli ad aiutare i malati), che rischia di perdere la fede o non l’ha mai avuta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure c’è ancora chi ha la forza di combattere, perché a rassegnarsi sono solo “i pazzi, i ciechi e i vigliacchi”. Chi ritiene che la fede si muova nella direzione del “tutto o niente”, dell’umiliazione e della sofferenza che, per quanto inaccettabili, devono essere accettate fino in fondo in quanto unico modo per vivere liberamente la propria scelta di credere. Ma anche chi inizialmente chiuso nel proprio egoismo, alla ricerca di una felicità che sembra assumere i contorni di un isolamento dal mondo, capisce che essere parte della Storia è ciò che davvero conta e che per riuscirci bisogna unirsi agli altri. E questo nonostante un confronto con la morte che sembra essere a senso unico e che si cerca di scacciare attraverso l’immaginazione: o rivangando un passato a cui ritornare con la mente come fosse un paradiso perduto o immaginandone uno diverso. Va da sé che a entrambe queste opzioni si accompagnino un senso di afflizione e rammarico per quello che era o sarebbe potuto essere. Ecco,<strong> il cuore del film di Patierno sta proprio in questa necessità di stare insieme e di non arrendersi mai, per quanto le difficoltà possano sembrare insormontabili, anche perché dal dolore può nascere qualcosa di sorprendente e insospettato. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema de <em>La cura </em>sta però nel modo in cui questo viene messo in scena. All’inizio sembra di essere di fronte a una riflessione sul rapporto tra cinema e realtà e sul modo in cui entrambe finiscano per confluire l’una nell’altra senza soluzione di continuità, tanto che è presente una troupe cinematografica e la distinzione tra la realtà del mondo dei personaggi e quella del film che si sta realizzando diventa sempre meno netta. Eppure questa strada viene ben presto abbandonata, ripresentandosi per frammenti improvvisi senza che vi sia una reale coerenza. Ma anche volendo sorvolare su questo punto<strong>, a sconcertare è soprattutto il tono retorico e moraleggiante che i personaggi hanno per tutto il film, facendolo scadere in un didascalismo che lascia piuttosto contraddetti</strong>. Ciò a maggior ragione se poi questi stessi personaggi non fanno altro che spiegarsi, chiarire quello che altri hanno detto in precedenza e raccontarsi continuamente attraverso dei dialoghi di rara insostenibilità. Questo rivela prima di tutto una scarsa fiducia da parte del regista nell’intelligenza dello spettatore, ed è forse la cosa più inaccettabile.</p>
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		<title>#RomaFF16: Notti in bianco, baci a colazione, la recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Amabili]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF16]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Mandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Spada]]></category>
		<category><![CDATA[Tess Masazza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei film ospitati alla Festa del Cinema di Roma è quello realizzato da Francesco Mandelli tratto dal romanzo di Matteo Bussola Notti in</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/10/coverlg_home-2.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/10/coverlg_home-2-1024x576.jpg" alt="Notti in bianco, baci a colazione, la recensione" class="wp-image-18978" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/10/coverlg_home-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/10/coverlg_home-2-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/10/coverlg_home-2-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/10/coverlg_home-2.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei film ospitati alla <strong>Festa del Cinema di Roma</strong> è quello realizzato da <strong>Francesco Mandelli</strong> tratto dal romanzo di<strong> Matteo Bussola <em>Notti in bianco, baci a colazione</em> </strong>che è anche il titolo del lungometraggio che vede protagonisti <strong>Alessio Vassallo</strong> e <strong>Ilaria Spada</strong> nei panni di Matteo Bussola e Paola Barbato, entrambi fumettisti e scrittori sia nel film che nella vita reale. Due rappresentanti di <strong>genitori moderni e attuali, sempre divisi tra il lavoro e la famiglia, mondi vissuti spesso in maniera dicotomica e non complementare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lente d’ingrandimento è posta sulla figura paterna, Matteo, che si sveglia tutte le mattine alle 5:05 per dar sfogo alla sua passione di disegnatore per poi iniziare alle 7:00 il suo lavoro a tempo pieno: il padre. Non ci poteva essere, quindi, titolo migliore che potesse riassumere la condizione del protagonista che rinuncia a far diventare professione la sua passione per accudire le figlie che hanno due, sei e nove anni, ognuna con le proprie esigenze. Il tutto mentre la moglie Paola, lavorando lei la notte a libri e sceneggiature, sfrutta il giorno per dormire. La famiglia Bussola si regge quindi su questi equilibri e non sembra ci sia nulla che possa farli saltare fino a quando la quotidianità di Matteo viene sconvolta dalla sua ex stagista Sara (<strong>Tess Masazza</strong>) che, diventata ora editor, gli fa capire che i suoi non sono solo “disegnini”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio quando meno ce lo si aspetta che capitano quelle occasioni da prendere al volo anche se si è tremendamente combattuti e così Matteo diventa d’un tratto colui che incarna alla massima potenza tutti quei genitori che hanno accantonato il proprio sogno personale e si sono dedicati in tutto e per tutto alla cura dei figli e all’economia della casa. A volte però si può anche decidere di rompere quegli equilibri, di far riemergere quelle aspirazioni sopite anche a costo di sconvolgere totalmente le vite delle persone più vicine come in questo caso è successo a Paola. <strong>Neanche adesso però, quando sembra essere arrivato un momento di sconforto, il film lascia lo spettatore in crisi ma prosegue e rafforza questa linea di positività che segue fin dall’inizio</strong>. Paola infatti si rimbocca le maniche e riesce finalmente a godersi la sua condizione di madre, a riscoprire a pieno la bellezza di essere genitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una bellezza da cui, quando si riesce a conoscerla, non c’è possibilità di staccarsi: &lt;&lt;tua figlia avrà due anni una sola volta, sei anni una sola volta e nove anni una sola volta>>, è questo pensiero che porta Matteo a ritornare a casa, dalle sue figlie e da sua moglie. Questo film, <strong>che si contamina molto spesso con il linguaggio tipico del fumetto</strong>, disegna una famiglia a tutti gli effetti contemporanea in cui non mancano momenti di crisi o di incomprensioni dovuti a possibili rimpianti o a scelte passate ma insegna che non c’è un momento buio da cui non ci si può riprendere perché <em>la vita non è ciò che ti capita ma quel che cerchi di fare con ciò che ti capita</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/romaff16-notti-in-bianco-baci-a-colazione-la-recensione/">#RomaFF16: Notti in bianco, baci a colazione, la recensione</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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