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	<title>El ser querido Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>El ser querido Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>#RomaFF21: El ser querido, la recensione del film di Rodrigo Sorogoyen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Violette Borderon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 16:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recensione del film di Rodrigo Sorogoyen presentato alla ventunesima Festa del Cinema di Roma nella sezione Best of 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/romaff21-el-ser-querido-la-recensione-del-film-di-rodrigo-sorogoyen/">#RomaFF21: El ser querido, la recensione del film di Rodrigo Sorogoyen</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/IMG_0614.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/IMG_0614-1024x614.jpeg" alt="El ser querido recensione film Sorogoyen Festa del Cinema di Roma" class="wp-image-43650" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/IMG_0614-1024x614.jpeg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/IMG_0614-300x180.jpeg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/IMG_0614-768x461.jpeg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/IMG_0614-1536x922.jpeg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/IMG_0614-184x109.jpeg 184w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/IMG_0614.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I titoli di testa sfilano su voci in sottofondo. Subito ci vengono presentati i due protagonisti, i cardini attorno ai quali girerà tutta la storia. Sono un uomo e una donna, capiamo che non si vedono da molto tempo e la conversazione è piena di silenzi imbarazzati. Sono un regista e un’attrice e, solo più tardi, scopriamo che sono padre e figlia. Fin da subito ci è chiaro il loro rapporto conflittuale, si sente il peso di un passato sofferto. Nella scena d’apertura c’è tutto il cuore di <strong><em>El ser querido</em></strong> (<span style="text-decoration: underline"><a href="https://youtu.be/ApdPm1KWUcc">trailer</a></span>), il nuovo film di <strong><span style="text-decoration: underline"><a href="https://www.dasscinemag.com/venezia81-los-anos-nuevos-la-recensione-della-serie-di-rodrigo-sorogoyen-sara-cano-paula-fabra/">Rodrigo Sorogoyen</a></span></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si lascia la sala con la sensazione indefinita di aver visto tanto. Per questo sorprende quanto la trama sia semplice.</strong> Esteban (<strong><span style="text-decoration: underline"><a href="https://www.dasscinemag.com/being-the-ricardos-recensione-film-aaron-sorkin/">Javier Bardem</a></span></strong>) è un regista affermato, un uomo che scappa dai suoi vecchi demoni, anche se questi tornano a visitarlo di tanto in tanto. Dopo tredici anni di lontananza, chiede a sua figlia Emilia (<strong>Victoria Luengo</strong>) un incontro per proporle la parte della protagonista nel suo nuovo film. Nonostante l’iniziale ritrosia, lei accetta e, per tutto il tempo di visione, seguiamo le difficili riprese dell’opera di Esteban.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>El ser querido,</em> però, non sembra essere un film sul cinema: nella maggior parte delle inquadrature vediamo telecamere, seguiamo il processo creativo del regista, viviamo la quotidianità del set; eppure, il cinema inteso come arte sembra assente. È un enorme paradosso. Forse la risposta a questa incongruenza sta in una scena: è una scena breve e, magari, si perde un po’ tra le altre, ma è probabilmente la più bella. Esteban ha appena ricevuto la prima traccia della colonna sonora del suo film e mette le cuffie per ascoltarla. In quel momento entra Emilia e suo padre la osserva mentre si aggira tra i tavoli. Sentiamo solo la musica che accompagna i primi piani dei due personaggi. Questo è puro cinema: per lo spazio di alcuni secondi, una scena quotidiana e perfino banale diventa poesia. Poi però le voci di alcuni bambini, i fratellastri di Emilia, ci riportano alla realtà. <strong>Forse ha ragione Emilia, forse il cinema non può essere la soluzione a tutto: in questa storia l’arte è un surrogato, una valvola di sfogo, una terapia che tenta di sanare le ferite della vita. Riuscirà a farlo? &nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esteticamente è un film molto ricco: si passa dal colore al bianco e nero, cambia la definizione dell’immagine e persino il formato dell’inquadratura. <strong>Purtroppo, alle volte, il significato dietro queste scelte non è chiaro e si rischia di cadere nel mero virtuosismo stilistico. La parte migliore di</strong> <strong><em>El ser querido</em></strong> <strong>è rappresentata dai dialoghi che sanno rispecchiare la complessità dei rapporti umani. <span style="text-decoration: underline"><a href="https://www.dasscinemag.com/as-bestas-la-recensione-del-film-di-rodrigo-sorogoyen/">Isabel Peña</a></span></strong> e lo stesso Sorogoyen sono riusciti a catturare la tensione delle cose non dette, delle accuse taciute. Questo fa sì che lo spettatore si ritrovi, inevitabilmente, coinvolto a livello emotivo in determinate scene. Una significativa a tal proposito è sicuramente quella della zuppa: siamo sul set e gli attori devono mangiare mentre dicono le loro battute. La sera precedente c’è stata una discussione tra Emilia ed Esteban e l’atmosfera è molto tesa. Gli attori, dopo una sfuriata del regista, scoppiano in una risata isterica. A questo punto del film anche il pubblico in sala, contagiato dallo stress della scena che ha una durata notevole, non riesce a trattenere le risa. <strong>Certo, i dialoghi non sarebbero risultati così convincenti senza il contributo del cast, in particolare di Javier Bardem e di Victoria Luengo, che è riuscito a restituire con naturalezza determinate emozioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In conclusione,</strong> <strong><em>El ser querido</em></strong> <strong>è sicuramente meritevole per il modo in cui è riuscito a portare sullo schermo la difficoltà dei rapporti umani e i conflitti che ognuno di noi, a proprio modo, ha vissuto.</strong> Peccato che l’eccesso di complessità formale possa far perdere di vista il significato alla base del film, con il rischio di far uscire dalla sala un po’ confusi.</p>
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