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	<title>Daniel MacPherson Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Daniel MacPherson Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>Beast, la recensione: eroi non si diventa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leone Bulgari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Recensioni di Film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Beast, recensione del dramma sportivo di Tyler Atkins, che vede come protagoisti Daniel MacPherson e Russell Crowe</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/beast-la-recensione-film-tyler-atkins/">Beast, la recensione: eroi non si diventa</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-1024x683.jpg" alt="Beast, la recensione del film di Tyler Atkins DassCinemag" class="wp-image-43357" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-1024x683.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-300x200.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-768x512.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La rivincita di un atleta underdog è il tema più ricorrente del dramma sportivo moderno, con esempi straordinari che risalgono all’inizio del secolo scorso. Infatti, <strong>assistere al riscatto del protagonista perdente e sfavorito custodisce da sempre una forza attrattiva irresistibile</strong>, capace di ottenere il favore dello spettatore sin dai primi minuti. Perciò, di questo genere di film non ci stancheremo mai e continueremo caparbiamente a sperare nella vittoria dello sfidante a cui nessuno darebbe una lira. Perché dove, se non davanti a un film, possiamo scommettere su chi non ha un briciolo di speranza?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le storie di questi eroi sportivi alla fine si somigliano tutte</strong>, attingendo da una base di partenza definita nel 1931 da <em>The Champ</em>, capolavoro in bianco e nero diretto da King Vidor, che assurgeva a capostipite assoluto di questo filone cinematografico. Quarantacinque anni dopo, <em><a href="https://www.dasscinemag.com/rocky-45-anni-dopo-la-collaborazione-vincente-tra-avildsen-e-stallone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span style="text-decoration: underline">Rocky</span></a></em> usciva nelle sale di tutto il mondo, prendendosi la scena come dramma sportivo nazional popolare e riscuotendo un successo tale da diventare una delle saghe più amate di sempre. Così la boxe otteneva il riconoscimento di sport da combattimento per eccellenza, praticato da giovani ragazzi di tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma i tempi sono cambiati e la boxe non è più l’unica opzione per chi vuole salire su un ring davanti a milioni di persone. Di sport da contatto ce ne sono a migliaia, ognuno con un gran numero di fan a proprio seguito. <strong>Ma ce n’è uno che più degli altri ha ottenuto una grandissima popolarità tra le nuove generazioni: l’MMA, le arti marziali miste</strong>. Non più un ring delimitato da corde elastiche né tantomeno guantoni ben imbottiti, ma un’arena circondata da rigide reti di ferro e guantini con cuscinetti risibili e le dita libere, che simulano la sensazione di un combattimento a mani nude. L’impressione che si prova assistendo a un incontro della UFC, la competizione maggiore della disciplina, è che gli atleti, saliti sull’ottagono, siano come gladiatori nel Colosseo: soli, in trappola e certamente destinati a soccombere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma chi sicuramente non aveva paura di combattere era Patton James (Daniel MacPherson), fighter dei pesi medi che un tempo aveva sfiorato il titolo di campione della ONE Championship. Dopo una rissa da bar viene spedito in prigione, allontanandosi così dall’obbiettivo e rendendosi una vera e propria delusione per il coach Sammy (Russell Crowe). Scontata la pena, del campione<strong> che tutti si ricordavano era rimasto ben poco</strong>. Patton, prima killer spietato sul ring, prende ora le parti del padre di famiglia, costretto a lavorare con uno stipendio misero su un peschereccio, per mantenere la moglie Luciana e la figlia Maddie. Un giorno, dopo esser stato licenziato, assiste alla disfatta del fratello Malon (<strong>Mojean Aria</strong>), anch’egli fighter di MMA, contro una sua vecchia conoscenza, Xavier Grau (<strong>Bren Foster</strong>), che anni prima Patton aveva battuto mandandolo al tappeto in soli sei secondi. Nella sfida clandestina per il rematch, Xavier uccide Malon scatenando la furia del fratello, che decide di sfidarlo.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-eroi-non-si-diventa-1.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="580" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-eroi-non-si-diventa-1.jpg" alt="" class="wp-image-43362" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-eroi-non-si-diventa-1.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-eroi-non-si-diventa-1-300x170.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/09/Beast-la-recensione-eroi-non-si-diventa-1-768x435.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Beast</strong></em> (<a href="https://youtu.be/yJN2mJ4uOas?si=pX2qnPmnoNhWFES_" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span style="text-decoration: underline">trailer</span></a>), secondo lungometraggio di <strong>Tyler Atkins</strong>, ripercorre quasi pedissequamente le tappe del viaggio dell’eroe, non riuscendo veramente a proporre qualcosa di originale. Il film, infatti, riprende i classici cliché del genere, non eguagliando però né l’epicità barocca di <em>Rocky</em> né lo psicologismo e l’emotività sinceri di <em>Million Dollar Baby.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questo, il regista prova a giocare con la macchina da presa. Spazia nelle inquadrature, tentando di esprimere al massimo il repertorio a sua disposizione. <strong>La ricerca dell’intensità sembra essere il suo obbiettivo, alternando piani ravvicinati a moltissimi, troppi, ralenti, ottenendo i migliori risultati nelle scene di combattimento</strong>. Proprio sul ring dà il meglio di sé, con inquadrature movimentate ma non caotiche, facili da seguire e certamente eccitanti, rovinate però dall&#8217;onnipresente colonna sonora. Questa, troppo patetica e ridondante, non ti dà veramente tregua. Inserita in ogni momento, quasi senza un disegno preciso, risulta più una nenia insopportabile che una musica degna di un eroico momento sportivo. Se poi questa continua, con lo stesso identico ritmo, anche nelle scene familiari più emotive, diventa veramente difficile godersi lo spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla stessa linea d’onda delle musiche si posiziona purtroppo il protagonista, troppo spesso più simile a un boretto arrabbiato che a un combattente glorioso. Russell Crowe sicuramente sfigura meno. Nella parte del coach rimane comunque convincente, seppure privato di battute taglienti e memorabili. Infatti, nei momenti che contano sembra potersi esprimere solamente con la frase “fuck off” (“vai a farti fottere”), che ripete continuamente a Patton. Il resto del cast fa il proprio lavoro, con una nota di merito a Mojean Aria, nella parte del fratello cocciuto che si sente gangster. Veramente insopportabile ed era quello l&#8217;obbiettivo. <strong>In generale, nessuna interpretazione è totalmente negativa, ma con questi attori probabilmente si poteva ottenere di più</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Beast si aggiunge alla numerosa lista di drammi sportivi, senza riuscire a sferzare il colpo decisivo</strong>. Rimane comunque un film apprezzabile per gli amanti del genere, ma a me non è riuscito a convincere fino in fondo. Resta il rammarico di una colonna sonora inadatta. Forse, cambiandola, sarebbe stata un’esperienza diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dall’1 ottobre a cinema.</em></p>
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