#Venezia79: Master Gardener, la recensione del film di Paul Schrader

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Paul Schrader, ad un anno da Il collezionista di carte, torna al genere noir con Master Gardener, fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, un film che mischia i temi canonici del genere senza mai copiarli, costruendo un racconto classico nelle regole ma originale nello sviluppo. Un donna benestante e matura ha un rapporto di amicizia e passione occasionale con il giardiniere al suo servizio, l’uomo ha un passato da assassino ed estremista razzista che nasconde meticolosamente, garantito dal sistema di protezione testimoni. Un giorno la sua datrice di lavoro gli assegna una nipote di colore come assistente apprendista ma anche la ragazza ha un passato criminale ed improvvisamente tutti i nodi vengono al pettine.

Paul Schrader unisce molti temi cari al genere noir citando opere immortali come Lolita e Viale del tramonto senza ripeterne scene ed epilogo. Il film è chiaramente il frutto di un grande amore per il cinema di genere e per le storie criminali classiche. Meritano di essere citati i tre protagonisti che reggono la scena sotto una regia robusta e consapevole. Sigourney Weaver, un volto iconico della Hollywood anni 70/80 si dimostra perfetta ed efficace nella sua parte e ricorda le grandi dive del passato, costruendo un personaggio sfaccettato e ambiguo che non sbava mai verso una radicalizzazione infantile della sua personalità. Joel Edgerton è enigmatico e trattenuto, mostra con chiarezza le linee rigide e tormentate del suo personaggio e sembra davvero connesso con l’interpretazione di Oscar Isaac nel film precedente di Schrader. Infine va spesa qualche parola sulla brava Quintessa Swindel, già apprezzata in Voyagers ed impegnata ora nel blockbuster DC/Warner Black Adam. La giovane protagonista regge benissimo la scena con due attori esperti come la Weaver ed Edgerton e costruisce un personaggio fragile e convincente senza alcuna sbavatura.

Master Gardener è pienamente adatto al grande pubblico per il tipo di trama classica, ma la qualità della regia e le scelte estetiche lo rendono perfettamente compatibile anche per un pubblico da festival o da film d’autore. Il taglio del film mostra chiaramente un orientamento per un pubblico maturo, ma trattandosi di un noir la sua struttura si presta benissimo anche ad altri bacini di fruizione. In merito alla sceneggiatura si possono sollevare delle perplessità su alcuni dettagli e qualche soluzione minore un po’ ingenua, ma la struttura portante funziona bene ed il film non è mai pesante o lento.

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