
Non può essere un caso che nella rassegna dei film candidati al Leone d’Oro all’82. Mostra del cinema di Venezia tra gli ultimi ad essere presentati vi sia stato Un film fatto per Bene (trailer) di Franco Maresco. A Bravo Bene! – questo il titolo internazionale – non importa nulla di essere un film. Tecnicamente un film lo è comunque, ma uno che, con una certa urgenza, non manca occasione di autodichiararsi anti-film. A Maresco non importa nulla di fare cinema, o, forse, gliene è importato un tempo talmente tanto che ora non ne può proprio più. A maggior ragione in uno scenario in cui «il cinema è morto, è fallito, non esiste, è una controfigura di sé stesso».
Un film fatto per Bene è la più singolare delle sorprese e la massima delle catarsi che La Biennale Cinema 2025 potesse offrirci. Un film che non si atteggia a film, che è quel che è. Una visione che non si aspetta nulla in cambio. Scorre impetuosamente lungo un sentiero senza argini e non si preoccupa di chi travolge, finendo per travolgerci tutti. Finalmente un film che non pretende di essere visto; più un isterico sfogo artistico a cui casualmente ci capita di assistere. Un delirio cinematografico impresso su pellicola.
Franco Maresco è scomparso. Dove sarà andato a nascondersi? Le riprese del suo ultimo film lo hanno esasperato. Come è possibile poi continuare a lavorare quando non se ne può più del proprio produttore (Andrea Occhipinti, fondatore di Lucky Red)? Quella di Maresco di abbandonare la nave nel mezzo del nubifragio non sembra una scelta attiva, piuttosto indotta ed inevitabile. D’altronde, forse è vero che «il cinema di Franco non è più possibile», che «quel cinema è morto». Allora, perché non smetterla di affannarsi inutilmente, di cercare di far funzionare qualcosa di cui nessuno più apprezza la funzione, ed arrendersi ai tempi che cambiano, seppur con deriva sempre più negativa?
Un film fatto per Bene è furbo nella sua accattivante irriverenza. È il racconto di un film la cui realizzazione non mai è stata portata a compimento, racconto che si fa esso stesso cinema. Un cinema che può però permettersi di non essere “ben fatto” e che, paradossalmente, proprio per questo riesce a farsi volere bene. Con immediatezza, senza esitazione o dubbio. Bravo Bene! è un film-inchiesta che inquisisce su sé stesso, sul suo autore e sulla sua opera, sul cinema di oggi e sul cinema tutto. Com’è possibile salvare il cinema se «un film di questi tempi non si nega a nessuno»?

