#TusciaFF18: a lezione di arte e comicità con Giorgio Montanini

giorgio montanini predatori

Lo stand up comedian Giorgio Montanini è stato ospite alla sesta serata del Tuscia Film Fest per la presentazione del film I predatori (trailer), diretto da Pietro Castellitto, che lo vede tra i protagonisti. Castellitto, assiduo frequentatore degli spettacoli del comico marchigiano, scrisse il personaggio di Claudio Vismara pensando a lui.

Venendo dall’ambiente comico, e non da quello attoriale, l’attore ha attinto dalla propria professione per interpretare al meglio il suo personaggio. Giorgio Montanini ha paragonato l’umiliazione vissuta dal personaggio di Claudio a quella che costantemente sussiste alla base del lavoro dello stand up comedian: il comico vive in tempo reale il suo spettacolo e se il pubblico non apprezza egli deve fare i conti con questo, vivendo la propria umiliazione in tempo zero.

Parlando della sua esperienza sul set, Montanini ha giustamente ribadito un concetto fondamentale dei meccanismi cinematografici, differente da quelli del suo lavoro originale. <<Quando salgo sul palco, faccio il mio show e me ne vado. Il cinema è fatto di trucco, regia, pose, prove. Se gli attori cominciassero a fare gli snob il film non andrebbe da nessuna parte. Se tu non sottostai a questi ingranaggi e non cadi dal piedistallo sei uno stupido>>.

Distaccandosi completamente dal film di Castellitto, vincitore del Premio orizzonti alla sceneggiatura al Festival di Venezia, il discorso tenuto da Giorgio Montanini e Giacomo Nencioni, professore all’Università della Tuscia e moderatore della serata, si è spostato del tutto sul lavoro del comico e la condizione dell’artista. Montanini muove una critica nei confronti dell’artista che si eleva al di sopra degli altri, soprattutto del pubblico a cui si rivolge. <<Non è una questione di soldi, ma di perdita di vista della realtà e della gente. Loro sono quelli che ti daranno da mangiare, non sono peggio di te, anzi. Forse l’artista è il peggiore di tutti>>.

Secondo Montanini, il comico deve instaurare un rapporto paritario con il pubblico, anche nel momento della provocazione. La condivisione degli scheletri dell’armadio è alla base del suo modo di fare stand up comedy. <<Non provoco mai il pubblico se prima non pago un prezzo. Non dico ‘stronzo’ se prima non mi sono dato dello ‘stronzo’ da solo. Io pago il prezzo di stare su un palco e condividere la mia esperienza: io faccio schifo e voi (rivolto al pubblico) non siete diversi da me. Ma facendo questo la gente si identifica con quello che dico. Si sente meno sola>>.

Da qui Nencioni e Montanini eseguono una panoramica sulla stand up comedy italiana, partendo dalle origini fino ad arrivare ai giorni nostri. Montanini racconta di come sia stato lui, insieme al gruppo Satiriasi, a fare da apripista in Italia, con il programma Nemico Pubblico del 2014, al genere della stand up comedy, importata dall’America e da comici come Lenny Bruce o Bill Hicks. La comicità appresa da parte di quella generazione a cui Montanini appartiene fa parte di un filone che, ormai, le nuove generazioni stanno perdendo, dando risultati anche mediocri.

Dopo aver raccontato del suo rapporto travagliato con la televisione italiana, Giorgio Montanini saluta il pubblico viterbese in una delle serate più esplosive, divertenti, ma anche piene di riflessioni sull’arte, della 18° edizione del Tuscia Film Fest.

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