
Troppo Cattivi 2 (trailer) è esplosivo, persino migliore del secondo nell’azione e nei combattimenti. Il primo aveva delle sequenze memorabili, come qualsiasi scontro della misteriosa Zampa Cremisi; il secondo colpisce maggiormente nei paesaggi, nelle ambientazioni e si perde invece in piccoli ragionamenti di trama.
Il primo era considerabile un film di spionaggio, con inseguimenti rocamboleschi e colpi di scena che cambiano la trama, il secondo è più concentrato nel mostrare il mondo dei Troppo Cattivi. Si allontana da loro come personaggi quasi del tutto, e porta le attenzioni al “più grande colpo della storia”. Un cliché usato svariate volte nei film di questo genere, ma che non manca di sorprendere nei momenti più inaspettati.
I personaggi sono il punto debole del film. Nel primo la freschezza di trovarsi davanti nuovi “cattivi” ci sorprendeva, ora invece sembra soltanto la ricerca di quel brivido che non funziona. Tralasciando il trailer, il quale ci spoilera fatti piuttosto importanti riguardo gli stessi, i nuovi personaggi mancano di carisma e di scintillio. L’unica eccezione potrebbe essere fatta per il personaggio cattivo del film, che ottiene delle ottime scene action e combattimenti di valore. Il migliore rimane Zampa Cremisi, che non solo si trova ad aiutare i protagonisti numerose volte, ma è proprio un valore aggiunto al film. Oltre alle già citate lotte con gli avversari, Zampa Cremisi ottiene anche un’ottima sequenza di momenti thriller con personaggi già visti ma in veste diversa.

I Troppo Cattivi, invece, sono un po’ diventati la macchia di loro stessi. Snake è veramente insignificante, quando nel primo il suo personaggio era centrale. Wolf è l’unico che ha ancora il suo charme, dato che la storia punta sempre a concentrarsi su di lui. Gli altri 3 sono semplicemente “personaggi che fanno cose”. Quanto sarebbe bello se un possibile sequel si concentrasse proprio su Shark o Piranha e il loro passato? La Dreamworks probabilmente non vuole perdere il nuovo volto dei suoi film, il lupo cattivo, ma è possibile che non ci si possa concentrare anche su altro?
Il nostro pianeta è importante nel film, ma mai quanto il loro osservarlo dallo spazio. Il ritrovarsi nella galassia sconfinata porta il film ad immagini mozzafiato, dove il nuovo stile pittorico Dreamworks da il meglio di sé, anche avvicinandosi al 3D classico, a volte. Sebbene sia proprio in questa scenografia che alcune regole logiche vengono meno, per un film d’animazione è possibile chiudere un occhio. Sono presenti delle scene impossibili fisicamente, mentre sulla Terra la logica in alcuni personaggi viene meno. Si è più che contenti di venire meno ad essere criticoni in alcuni frangenti, ma è spesso impossibile non notarli.
E con un finale più che aperto, si conclude questo sequel che per ora si trova in pari con un guadagno di 180 milioni di dollari, a fronte di un budget di 80 milioni. Sorprendente notare come due film messi a paragone con un così simile stile artistico come questo e Il Robot Selvaggio, abbiano un costo così simile, quasi a far comprendere che la Dreamworks non vuole allontanarsi troppo dai soldi spesi normalmente. Che sia questo il nuovo metodo commerciale per fare film?
In sala.

