Tromperie – Inganno, la recensione: un desiderio controverso

Tromperie - Inganno, la recensione del nuovo film di Arnaud Desplechin

Tromperie – Inganno (trailer) è la storia di un amore adultero, o per meglio dire, è la storia di una conversazione tra amanti. Philip (Denis Podalydès) è uno scrittore americano di cinquant’anni esiliato a Londra. La sua amante (Léa Seydoux), è una donna inglese di cui non sappiamo molto a parte che ha trentacinque anni e che soffre a causa di un matrimonio infelice. Non ci viene fornita alcuna specifica informazione rispetto alla matrice del loro rapporto, sappiamo solo che il fatto si svolge nel 1987 e che entrambi cedono al desiderio ogni volta che i due s’incontrano nello studio di lui.

Questo scambio passionale è periodico ma non assiduo. Gli incontri tra loro sono un mix profondo di acume ed erotismo. La componente attrattiva, infatti, sebbene sia a un primo sguardo traducibile solo nell’atto sessuale, ha una natura palesemente intellettuale. Philip è ossessionato da questa donna, la idealizza, ed è totalmente dipendente dai dialoghi che intrattiene con lei. Come ci suggerisce anche il titolo del film, non capiamo se la sua presenza sia in verità frutto di un’immaginazione ingannevole. Le sue riflessioni sono argute, le sue risposte non sembrano banali, anzi, sono sempre provocatorie e intelligenti. È una donna colta, spigliata, affascinante, tormentata dall’idea d’invecchiare e incapace di slegarsi dal matrimonio. Philip invece è un uomo che non sembra avere dei tratti particolarmente interessanti, scrive il suo libro nutrendosi delle parole altrui.

Desplechin suddivide il film in undici capitoli più un epilogo. È una scelta non così tanto scontata che viene giustificata proprio dalla complessità di una sceneggiatura che è esasperatamente logorroica, piena di dialoghi intensi che trovano respiro solo nei momenti in cui i due amanti si abbandonano al piacere. Il tentativo d’inscenare queste complesse conversazioni cariche di emotività, si rivela essere un “troppo che stroppia”, considerando queste componenti in correlazione alle limitanti tempistiche imposte dal mezzo cinematografico.

Il rischio è che allo spettatore arrivi un po’ di tutto, ma che poi di fatto niente arrivi fino in fondo. È il caso in cui il cinema non rende giustizia all’opera letteraria che invece non fatica ad attraversare la mente del lettore e che, nel caso specifico, favorisce una dimensione pervasiva che stimola l’immaginario del suo pubblico senza porsi dei limiti che rischiano di “ovattare” un tumulto di profonde sensazioni. In definitiva, la pagina scritta riesce ad arrivare in fondo a questa fitta interdipendenza sentimentale che si dimena tra logos e psiche all’interno di una seducente giostra che la macchina da presa è riuscita a catturare solo a tratti.

L’obiettivo di Arnaud Desplechin sembra essere quello di voler coadiuvare fedelmente sceneggiatura e narrativa, facendo emergere delle criticità inaspettate che rendono la visione piacevole ma leggermente pesante, e dunque, non soddisfacente al cento per cento. Possiamo definirlo un film teatrale, un film che ha l’unica problematica di essere nato film. Il testo si presta notevolmente meglio a una pièce, e di questo anche Desplechin ne è chiaramente consapevole, in quanto inserisce delle soluzioni scenografiche che richiamano il clima del palcoscenico, come ad esempio l’emblematica scena in cui i due amanti, ormai appagati dal desiderio d’essersi concessi l’una all’altro, si ritrovano stesi a terra: le luci lentamente si dissolvono e, nello studio di Philip, inizia magicamente a nevicare.

Alla fine dei conti ci si dovrebbe comunque chiedere: come si fa a non apprezzare una scena del genere? come si fa a non apprezzare un libro del genere? (menzione speciale va alla meravigliosa Emmanuelle Devos che interpreta Rosalie), come si fa a non apprezzare un film del genere? che, nonostante le sue criticità, resta un’opera elegante, e che forse meriterebbe una doppia, anzi una tripla visione.

Informazioni utili: Tromperie – Inganno è tratto dall’omonimo romanzo di Philip Roth. Il film è stato presentato in anteprima a Cannes 74 nella sezione collaterale Premiere. La pellicola, inoltre, è passata in rassegna alla XII edizione di Rendez Vous (una manifestazione dedicata al cinema francese contemporaneo) ed è approdata ufficialmente nelle sale italiane il 28 aprile 2022 distribuita da No.Mad Entertaiment.

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