<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Viva la notte Archivi &#8226; DassCinemag</title>
	<atom:link href="https://www.dasscinemag.com/tag/viva-la-notte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.dasscinemag.com/tag/viva-la-notte/</link>
	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Jun 2023 07:28:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/05/cropped-dcm_logo_png-1-32x32.png</url>
	<title>Viva la notte Archivi &#8226; DassCinemag</title>
	<link>https://www.dasscinemag.com/tag/viva-la-notte/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>#PesaroFF59: terza giornata del Concorso del Nuovo Cinema</title>
		<link>https://www.dasscinemag.com/pesaroff59-recensione-film-concorso-pesaro-terza-giornata/</link>
					<comments>https://www.dasscinemag.com/pesaroff59-recensione-film-concorso-pesaro-terza-giornata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2023 07:28:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Pesaro Film Festival]]></category>
		<category><![CDATA[#PesaroFF59]]></category>
		<category><![CDATA[Bleared Eyes of Blue Glass]]></category>
		<category><![CDATA[Bloom]]></category>
		<category><![CDATA[Geweisen Sein Wird]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra Internazionale del nuovo cinema di Pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[Pruebas]]></category>
		<category><![CDATA[Viva la notte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.dasscinemag.com/?p=27026</guid>

					<description><![CDATA[<p>Bleared Eyes of Blue Glass, Pruebas, Bloom, Geweisen Sein Wird, Viva la notte, recensione dei film della terza giornata di Concorso a Pesaro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/pesaroff59-recensione-film-concorso-pesaro-terza-giornata/">#PesaroFF59: terza giornata del Concorso del Nuovo Cinema</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/bleared_eyes_of_blue_glass_PQJ.mov_20230123_073829.492.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/bleared_eyes_of_blue_glass_PQJ.mov_20230123_073829.492-1024x768.jpg" alt="Bleared Eyes of Blue Glass recensione del film di Kyujae Park" class="wp-image-27027" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/bleared_eyes_of_blue_glass_PQJ.mov_20230123_073829.492-1024x768.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/bleared_eyes_of_blue_glass_PQJ.mov_20230123_073829.492-300x225.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/bleared_eyes_of_blue_glass_PQJ.mov_20230123_073829.492-768x576.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/bleared_eyes_of_blue_glass_PQJ.mov_20230123_073829.492.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il terzo pomeriggio del <strong>Concorso della Mostra di Pesaro</strong> si presenta ricco e variegato, sia geograficamente sia sul piano formale. Si parte con <strong><em>Bleared Eyes of Blue Glass</em> </strong>del giovanissimo regista coreano <strong>Kyujae Park</strong>. Il cortometraggio, liberamente ispirato al romanzo di Virginia Woolf <em>The Waves</em>, è una dichiarazione d’amore per la letteratura: il regista apre il film con una citazione tratta dall’inizio del romanzo e traduce poi in immagini estremamente suggestive le parole dell’autrice. Attraverso l’uso del bianco e nero misto al colore e l’apertura del diagramma fotografico, l’immagine risulta offuscata e poco chiara, come se stessimo guardando con l’occhio semichiuso di una persona in dormiveglia. Kyujae Park riesce abilmente a riprodurre le atmosfere intime e profonde delle opere della Woolf e ad interpretare, usando i mezzi del cinema sperimentale, il più sperimentale dei suoi romanzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci si risveglia dai paesaggi annacquati di <em>Bleared Eyes of Blue Glass</em> catturati e commossi dalla potenza narrativa del “corto epistolare” di <strong>Ardélia Istarú <em>Pruebas</em></strong>. Allo scorrere di filmati e fotografie di spazi urbani costaricani e parigini, paesi tra cui si divide la vita delle due protagoniste (la stessa regista e sua madre), sentiamo le due voci femminili immerse nella lettura di alcune lettere che fanno emergere un passato inedito o forse semplicemente dimenticato, quello della violenza subita dalla madre. Straniera in un paese troppo diverso da quello di origine, la madre (portoricana) rivanga le ferite degli anni trascorsi a Parigi con il compagno e futuro padre della figlia e le delusioni che la portano a lasciare per sempre la grande città. Precisamente è la madre a leggere, mentre la figlia, che le lettere le ha già lette, aiuta la donna a ricordare una parte della sua vita che ha convenientemente scelto di dimenticare e a rendersi conto di quanto con quel vuoto abbia salvato solo se stessa. Perché il razzismo c’è ancora e la figlia che lo vive sulla propria pelle più giovane ne inserisce le prove all’interno della lettera: la memoria della madre è selettiva, dimentica le violenze del marito ma sa benissimo che nessun uomo l’ha mai calpestata sulla metro senza neanche voltarsi. Silenzio. È un colpo troppo duro per la madre rivivere la violenza e scoprire quella sconosciuta vissuta dalla figlia. Celato dietro all’amarezza della storia c’è però un gioco che potrebbe passare inosservato: Ardélia Istarú ci dà infatti l’occasione di assistere a uno dei processi fondamentali della realizzazione di un film, la riscrittura (o adattamento), e quando ci si rende conto del trucchetto non si può fare a meno di esserle grati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em><strong>Bloom</strong></em> di <strong>Helena Girón </strong>e <strong>Samuel Delgado</strong> siamo catapultati nelle profondità del fondale marino di San Borondón, isola mitica dell’arcipelago delle Canarie che i due registi spagnoli eleggono a oggetto di studio del loro cortometraggio. Le riprese acquatiche sono il frutto di un’accurata esplorazione dell’isola con pellicola, videocamera digitale e ROV (Remotely Operated Vehicle) alla mano. L’effetto è quello di un esperienza immersiva e atemporale paragonabile a quella che si sperimenta guardando per la prima volta la sequenza psichedelica di <em>2001: Odissea nello spazio</em>, ma con la certezza documentaristica che tutto quello che si vede esiste realmente.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/V22gewesen03.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/V22gewesen03-1024x576.jpg" alt="Geweisen Sein Wird recensione del film di Sasha Pirker" class="wp-image-27028" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/V22gewesen03-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/V22gewesen03-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/V22gewesen03-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/06/V22gewesen03.jpg 1272w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lasciamo gli abissi marini e approdiamo nell’appartamento dell’artista Heinz Frank, come ci suggerisce il sottotitolo del cortometraggio <strong><em>Geweisen Sein Wird</em> &#8211; <em>Die Wohnung von Heinz Frank</em></strong> della regista austriaca <strong>Sasha Pirker</strong>. Il film è una stravagante esposizione delle stanze e delle opere dell’artista, un omaggio che passa attraverso il ricordo degli spazi da lui realizzati e abitati e mai per la sua persona, che non appare mai per l’intera durata del corto. Questo percorso visivo ricorda quello di una mostra d’arte contemporanea in cui si è accompagnati da una guida, che nel caso del corto è la figlia di Heinz Frank; forse è proprio la familiarità tra la nostra guida/narratrice e l’artista che permette di rendere la sua assenza meno drammatica e la nostra visita guidata più divertente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E come concludere la terza giornata del Concorso se non con un coinvolgente viaggio nella movida delle discoteche e dei locali notturni. Nel suo<em> </em><strong><em>Viva la notte</em> Francesco Zanatta</strong> fa immergere lo spettatore in un flusso di immagini di danze scatenate e masse informi per documentare e in un certo senso costruire una rappresentazione grafica della realtà notturna. Le immagini sono il frutto di una ricerca molto precisa: Zanatta infatti prende il proprio materiale soprattutto da YouTube e seleziona video di bassa qualità per lavorare sulla scomposizione dell’immagine e quindi del movimento. C’è chi in sala pensa subito al futurismo e alle opere di Umberto Boccioni ed effettivamente l’associazione è inevitabile. I corpi infatti, così sfocati e mossi, sembrano molti di più e perdono i loro contorni come nella celebre opera dell’artista <em>Forme uniche della continuità nello spazio</em>. Sembra proprio che Zanatta voglia avvicinarsi il più possibile all’esperienza vera e propria che si fa in una discoteca, trasmettendo allo spettatore tutta la confusione e lo spaesamento che hanno a che fare con lo sguardo, e nonostante il cortometraggio non rimanga più di tanto impresso ci riesce pienamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/pesaroff59-recensione-film-concorso-pesaro-terza-giornata/">#PesaroFF59: terza giornata del Concorso del Nuovo Cinema</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.dasscinemag.com/pesaroff59-recensione-film-concorso-pesaro-terza-giornata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">27026</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
