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	<title>Tom Rhys Harries Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Tom Rhys Harries Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>Clayface, la recensione: la nuova faccia di Gotham</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovico Cerrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Forse è da sciocchi invanire per le proprie fattezze, o almeno potrebbe sembrarlo finché non si ha la sventura di sortire un corpo deforme.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="715" height="392" src="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-3.jpg?resize=715%2C392&#038;ssl=1" alt="Clayface, la recensione" class="wp-image-43770" srcset="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-3.jpg?resize=1024%2C561&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-3.jpg?resize=300%2C164&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-3.jpg?resize=768%2C420&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-3.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è da sciocchi invanire per le proprie fattezze, o almeno potrebbe sembrarlo finché non si ha la sventura di sortire un corpo deforme. È così che, con una pirandelliana riflessione, <strong><em>Clayface</em></strong> (<a href="https://youtu.be/PiqMoq2gmBs?si=jfosJBOSP_bpfnoL" data-type="link" data-id="https://youtu.be/PiqMoq2gmBs?si=jfosJBOSP_bpfnoL"><u>trailer</u></a>) ricuce lo strappo tra il viso sfregiato di Matt e la sua identità frantumata. Il nuovo progetto del DC Universe di <strong>James Gunn</strong> e <strong>Peter Safran</strong> conferma la scelta vincente dei produttori di non cristallizzarsi nell’estetica del blockbuster supereroistico, e di cercare piuttosto di spaziare tra i generi per raccontare sfumature dei personaggi fumettistici finora inedite sullo schermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo film si cimenta infatti nella brutalità del body-horror per raccontare la tragica storia della star nascente Matt Hagen (<strong>Tom Rhys Harries</strong>): dopo essere stato sfregiato da una gang criminale, l’attore è costretto a rinunciare alla sua carriera e sceglie di sottoporsi ad una cura sperimentale. La terapia, però, si rivela un potenziale fallimento quando i suoi effetti collaterali iniziano a modificare la struttura anatomica del paziente, riducendo il suo corpo ad un materiale simile all’argilla. Da qui Matt si abbandonerà ad una spirale di vendetta che lo porterà a diventare il violento criminale di Gotham Clayface.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il film prova in ogni modo a rendere accessibile a tutti l’esperienza truculenta del body horror: sebbene la violenza su schermo sia abbastanza esplicita, <em>Clayface</em> tenta di mitigarla attraverso una narrazione ordinata e una regia estremamente comprensibile</strong>. La parabola di Matt si evolve in modo del tutto tradizionale, restituendo sì il profilo tragico dell’antieroe, ma senza investire sul dramma quanto basterebbe per discostarsi da un classico revenge movie in chiave slasher. La direzione di <strong>James Watkins</strong>, inoltre, non coglie le infinite opportunità visive del genere: ricorrere tanto spesso alla computer grafica per modificare il corpo di Hagen non rende giustizia ai grandi classici di Cronenberg e Carpenter, che trovano da sempre il loro fascino nell’uso di effetti pratici e make-up estremi.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-2.jpeg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="715" height="402" src="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-2.jpeg?resize=715%2C402&#038;ssl=1" alt="Clayface, la recensione" class="wp-image-43769" srcset="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-2.jpeg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-2.jpeg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-2.jpeg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/clayface-2.jpeg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nella sua messa in scena scontata, però, <em>Clayface</em> offre un’interessante rilettura del nemico di Batman proprio approfittando delle mutazioni del suo corpo. <strong>Il percorso che il protagonista affronta per arrivare al pieno controllo dei suoi poteri, infatti, passa per una travagliata introspezione che mette a paragone l’esperienza da attore con le nuove abilità da mutaforma</strong>. Dalla plasticità del corpo, alla capacità di imitare l’altro, alla gestione delle emozioni: gli attrezzi di Matt Hagen sono gli stessi che Clayface sfrutta per ottenere la sua vendetta. Seppur in modo approssimato, dunque, il film racconta una riflessione sul mestiere attoriale che restituisce al nuovo personaggio DCU una personalità forte e definita, anche grazie all’ottima prova di Rhys Harries.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad affascinare è anche la nuova Gotham City. Nonostante all’apparenza possa sembrare la solita metropoli dilaniata dal crimine mentre aspetta che il pipistrello mascherato arrivi a salvarla, è la sua funzione nel racconto ad aprire una nuova prospettiva. <strong>Sopra i vicoli e fuori dai talk show scorsesiani, oltre al disordine anarchico de <em>Il Cavaliere Oscuro</em>, la bella Gotham di <em>Clayface</em> respira negli appartamenti della gente comune:</strong> mentre per le strade si consumano crimini inenarrabili, i cittadini vivono le loro gioie, i loro dolori, i loro amori in una città che finalmente ha dell’umano oltre che dell’apocalittico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il terzo lungometraggio del nuovo universo espanso DC è un progetto furbamente riuscito, che pur di mantenere il suo status mainstream trova un compromesso tra lo spettatore generalista e l’appassionato del body horror. Resta il rimpianto di non poter godere di un’opera filmicamente violenta tanto quanto il suo personaggio: <strong><em>Clayface</em>, per accontentare tutti, sceglie di non macchiarsi di sangue fino in fondo</strong>.</p>
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