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	<title>Robin Wright Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Robin Wright Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>Here, la recensione: il nuovo progetto di Robert Zemeckis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Mariano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Here, la recensione del nuovo film di Robert Zemeckis con Tom Hanks e Robin Wright che utilizza l'intelligenza artificiale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/here-la-recensione-il-nuovo-progetto-di-robert-zemeckis/">Here, la recensione: il nuovo progetto di Robert Zemeckis</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/here.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/here.jpg" alt="here, la recensione del film" class="wp-image-34657" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/here.jpg 800w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/here-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/here-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, l’universo del cinema (e non solo) sta mostrando la propria preoccupazione per l’intelligenza artificiale. Il suo utilizzo minaccia la creatività, autorialità e unicità delle opere, rischia di sostituirsi al contributo umano. Ma non nel caso di <strong><em>Here</em> </strong>(<a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZJljLzOmYAs" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span style="text-decoration: underline;">trailer</span></a>). Il nuovo film di <strong>Robert Zemeckis</strong>, si presenta infatti come <strong>un progetto visionario</strong>, un’opera che porta sul grande schermo espedienti creativi inediti, un prodotto mai visto prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non poteva essere scelto un titolo più idoneo: <em>here</em>, qui. Sì perché si capisce sin dall’inizio che l’inquadratura del film sarà la stessa, immobile, che guarda la stessa prospettiva. Eventi, luoghi e persone si alternano di fronte ad essa in un arco temporale dell’ordine di milioni di anni: dai dinosauri fino al covid. Sono tante le storie raccontate in tutto questo tempo, storie di vita, morte, nascita, famiglia e ricordo. <strong>Un’eterogeneità narrativa e contenutistica che però ruota attorno ad un unico cardine</strong>: “<em>here</em>”, la parola che viene ripetuta in ognuna di queste storie, ogni volta con un valore affettivo e narrativo diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film è uno dei più attesi dell’anno che sta per venire, per due ragioni. Il primo, il cast: <strong>Tom Hanks</strong> e <strong>Robin Wright</strong> si vedono riuniti insieme al regista, ricomponendo il trio che ha dato luce a <em>Forrest Gump</em>. La scelta non sembra casuale: esattamente come per il pluripremiato film del 1994, la storia si svolge su un arco temporale intervallato da ellissi e flashback, dove i giovani personaggi crescono durante la storia. Ed ecco la seconda ragione: per la produzione del film è stata utilizzata la tecnologia AI di Metaphysic, grazie alla quale è stato possibile ringiovanire gli attori. Il risultato è impressionante: il Tom Hanks diciottenne è tanto verosimile a quello ottantenne, il grado di fedeltà, che spesso altrove non raggiunge sempre un risultato accurato, in questo caso si può dire che dà una grande soddisfazione.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/hhere.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/hhere-1024x576.jpg" alt="here, la recensione del film" class="wp-image-34658" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/hhere-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/hhere-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/hhere-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/12/hhere.jpg 1279w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma del resto, forse non potevamo aspettarci risultato diverso da Zemeckis, il regista che ha avuto sempre la predisposizione a sorprenderci con l’utilizzo della tecnologia: basta guardare ai suoi film, da <em>Chi ha incastrato Roger Rabbit </em>a <em>Ritorno al futuro</em>, per non citare <em>Polar Express</em> e gli stessi risultati innovativi di <em>Forrest Gump</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe forse obiettare che al di là dell’idea madre del film, quest’ultimo non dia sufficiente spazio e tempo per approfondire ciò che viene raccontato nella narrazione. Però è proprio il titolo del film a dare la risposta:<strong> il protagonista non è esattamente chi ha vissuto quel luogo, ma il ricordo che del luogo si è fatto</strong>. Un luogo che ha visto passare di fronte a sé millenni e millenni di storia, epoche che dialogano fra loro e che ricostruiscono con una fedeltà ammirevole tempi passati. Non a caso il film è ricco di chicche e <em>easter egg</em> che è impossibile cogliere tutte alla prima visione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Zemeckis dà prova del fatto che a spaventarci non deve essere la tecnologia all’orizzonte</strong>, bensì, come forse non viene mai ripetuto abbastanza, l’utilizzo che se ne fa. Un conto è utilizzare l’intelligenza artificiale sui social per acchiappare migliaia e migliaia di like, un altro è raggiungere l’impossibile nel mondo della creazione, creando lavoro anziché toglierlo e omaggiando gli attori di uno dei film più amati della storia del cinema.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Al cinema dal 9 gennaio.</em></p>
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