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	<title>Marco Leonardi Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Marco Leonardi Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>Il mio posto è qui, la recensione: emancipazione monodimensionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sharon Mercuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mio posto è qui, la recensione dell'esordio di Cristiano Bortone e Daniela Porto, con protagonisti Ludovica Martino e Marco Leonardi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/https-www-dasscinemag-com-il-mio-posto-e-qui-film/">Il mio posto è qui, la recensione: emancipazione monodimensionale</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/il-mio-posto-e-qui.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/il-mio-posto-e-qui-1024x683.jpg" alt="Il mio posto è qui recensione film Cristiano Bortone e Daniela Porto DassCinemag" class="wp-image-31482" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/il-mio-posto-e-qui-1024x683.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/il-mio-posto-e-qui-300x200.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/il-mio-posto-e-qui-768x512.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/il-mio-posto-e-qui.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Esordio alla regia per <strong>Daniela Porto</strong>, autrice anche del libro omonimo, e realizzato in coppia con <strong>Cristiano Bortone</strong>, <em><strong>Il mio posto</strong></em> <em><strong>è qui </strong></em> (<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=5a5ZG2G3igM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trailer</a></span>) tenta di cavalcare l&#8217;onda del film denuncia che attraverso il passato prova ad aprire gli occhi su un presente non proprio roseo. In questo caso è la storia di Marta (<strong>Ludovica Martino</strong>) a prendersi tale responsabilità. Questa, una giovane – sebbene secondo le malelingue del paese poi tanto giovane non sia – ragazza madre calabrese, ritrovatasi sola dopo la morte in guerra del padre di suo figlio, avuto ovviamente fuori dal matrimonio, viene costretta dai genitori a sposare un uomo molto più grande di lei e non proprio spinto da sogni d&#8217;amore. <strong>La tematica è chiara sin da subito: l&#8217;emancipazione femminile, la violenza di genere, le mobilitazioni politiche del dopoguerra</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Immediato risulta il confronto con il pluripremiato <span style="text-decoration: underline;"><em><a href="https://www.dasscinemag.com/ce-ancora-domani-la-recensione-del-film-di-paola-cortellesi/">C&#8217;è ancora domani</a></em>,</span> un esordio anche questo, stavolta per Paola Cortellesi, che si avvicina a <em>Il mio posto è qui</em> non solo per la materia trattata, dunque l&#8217;emancipazione femminile in un mondo fortemente maschilista e patriarcale, ma anche per il periodo storico di riferimento: <em>C&#8217;è ancora domani</em> ambientato a qualche giorno dal primo seggio elettorale aperto alle donne e <em>Il mio posto è qui</em> nel periodo immediatamente precedente, con tutto il fermento che questo costituiva. La differenza, in termini qualitativi, con <em>C&#8217;è ancora domani</em> è però abissale. Marta, rispetto la Delia di Cortellesi, è un personaggio abbastanza monodimensionale per il ruolo che va a ricoprire. Sono l&#8217;ambiente, la figura della donna, il personaggio di Lorenzo (<strong>Marco Leonardi</strong>), ossia il sagrestano del parroco che spingerà Marta a capire il proprio valore, a fare da traino ad una storia che chiaramente non investe sulla protagonista tutto il proprio potenziale. Nonostante si percepisca come l&#8217;intento degli autori fosse quello di raccontare la conquista della libertà, <strong>Marta risulta quasi come una nota a margine, un piccolo esempio di emancipazione lì dove emancipazione significa comunque avere sempre un uomo a guidarti nelle scelte e a determinarle.</strong></p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/Il-mio-posto-e-qui-1.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/Il-mio-posto-e-qui-1-1024x683.jpg" alt="Il mio posto è qui recensione film Cristiano Bortone e Daniela Porto DassCinemag" class="wp-image-31483" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/Il-mio-posto-e-qui-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/Il-mio-posto-e-qui-1-300x200.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/Il-mio-posto-e-qui-1-768x512.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/Il-mio-posto-e-qui-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2024/04/Il-mio-posto-e-qui-1.jpg 1800w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Centrale è quindi il rapporto tra i due. A farli incontrare è l’organizzazione del matrimonio di Marta. Lorenzo è infatti conosciuto alle giovani spose come l’uomo dei matrimoni ma viene allo stesso tempo “schifato” in paese per una vecchia accusa di omosessualità da lui mai smentita. L&#8217;amicizia tra i due non si sviluppa di certo in modo spontaneo, non solo l&#8217;incontro è forzato ma anche il legame che si svilupperà successivamente non viene giustificato a dovere, al punto da relegare Lorenzo, un personaggio che altrimenti sarebbe stato un ottimo coprotagonista, al semplice ruolo di &#8220;accompagnatore&#8221;. È lui infatti che trascinerà Marta in un mondo nuovo e diverso da quello che conosce, fatto di promesse e libertà, la libertà di poter badare a se stessa, di poter lavorare e costruirsi una vita. Ecco, sebbene potrebbe sembrare l&#8217;inizio di qualcosa di magnifico,<strong> risulta piuttosto inverosimile che nella Calabria rurale degli anni &#8217;40 una donna cresciuta a pane e patriarcato riesca a scivolare con così tanta facilità in una nuova esistenza fatta di politica attiva, sorellanza e obiettivi da raggiungere</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La struttura de <em>Il mio posto è qui</em> manca non solo di basi solide ma anche di tutte quelle tappe necessarie alla costruzione di un personaggio a tutto tondo</strong> capaci di delineare un efficace arco di trasformazione. Sin dall&#8217;inizio Marta sembra lasciarsi trasportare dagli eventi attorno a lei, e per vederla effettivamente reagire e andare incontro al proprio futuro occorre attendere la quasi conclusione del film. Questa sì, arriva, ma non si sa bene da dove. La crescita e l&#8217;evoluzione del personaggio non vengono approfondite abbastanza per giustificare un cambiamento tanto repentino che, se non adeguatamente accompagnato, può risultare brusco o addirittura improvvisato, cosa che ne <em>Il mio posto è qui</em> sarebbe stato ormai difficile da evitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In sala dal 9 maggio.</em></p>
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