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	<title>Lia McHugh Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<title>Lia McHugh Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>The Lodge, autoreferenzialità in un non-horror non-paranormale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 07:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The Lodge (trailer) è un film distribuito dalla Eagle Pictures firmato Veronika Franz e Severin Fiala (Goodnight Mommy). Protagonisti sono due fratelli, Aiden (Jaeden</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/the-lodge-autoreferenzialita-in-un-non-horror-non-paranormale/">The Lodge, autoreferenzialità in un non-horror non-paranormale</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="978" height="497" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/the-lodge-thriller-severin-fiala-veronika-franz.jpg" alt="The Lodge" class="wp-image-6928" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/the-lodge-thriller-severin-fiala-veronika-franz.jpg 978w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/the-lodge-thriller-severin-fiala-veronika-franz-300x152.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/the-lodge-thriller-severin-fiala-veronika-franz-768x390.jpg 768w" sizes="(max-width: 978px) 100vw, 978px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>The Lodge </em>(<a href="https://www.youtube.com/watch?v=BH694YSVK0Y">trailer</a>) è un film distribuito dalla <strong>Eagle Pictures</strong> firmato <strong>Veronika Franz</strong> e <strong>Severin Fiala</strong> (<em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=0kXpUaQpXMA">Goodnight Mommy</a></em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Protagonisti sono due fratelli, Aiden (<strong>Jaeden Martell</strong>)
e Mia (<strong>Lia McHugh</strong>), lui un adolescente e lei poco più che una bambina, la
cui vita viene sconvolta dal suicidio della madre, Laura (<strong>Alicia Silverstone</strong>).
Il padre, Richard (<strong>Richard Armitage</strong>), aveva già intrapreso una relazione
con Grace (<strong>Riley Keough</strong>), segnata dall’essere l’unica sopravvissuta al
suicidio di massa degli appartenenti ad una setta religiosa cui il padre era a
capo. La rigidissima educazione ricevuta e ciò che aveva visto costituiscono un
enorme trauma che, nonostante gli anni trascorsi, la costringe a fare uso di
psico-farmaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei mesi dopo la morte di Laura, Richard mette Aiden e Mia al
corrente dell’intenzione (già maturata prima ancora del divorzio dalla madre)
di sposare Grace, nonostante il parere apertamente contrario di entrambi. In più,
invita Grace a passare le vacanze di Natale nella casa in montagna insieme a
loro. Gli inizi della convivenza forzata non sono chiaramente dei migliori, ma
la situazione degenera rapidamente quando Richard deve tornare in città per
lavoro. Rimasti soli, Aiden e Mia sfruttano l’occasione per spaventare Grace
facendo riaffiorare il suo orribile passato, di cui erano già a conoscenza. Ciò
che non avevano previsto era, però, l’effetto che quei determinati fantasmi
avrebbero avuto su di lei.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1200" height="600" src="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2020/01/La-Casa.jpg?fit=1024%2C512" alt="" class="wp-image-6932" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/La-Casa.jpg 1200w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/La-Casa-300x150.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/La-Casa-1024x512.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/La-Casa-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare un parere su <em>The Lodge</em> conviene analizzare
più punti di vista separatamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, <strong>gli aspetti positivi.</strong> Questi hanno un nome: <strong>il cast.</strong> Infatti, sembrano essere tutti perfetti per la parte che interpretano. È evidente l’attenzione con cui è stata curata la scelta degli attori sia per aspetto che per familiarità con il ruolo assegnato. <strong>Riley Keough,</strong> per esempio, oltre ad averla vista in <em><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/dove-la-terra-trema-recensione/">Dove la Terra trema</a></em>, ha svolto nel 2018 il ruolo da protagonista in <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SNRVMMe5bx0"><em>Into the Dark</em>,</a> thriller originale <strong>Netflix,</strong> in cui si trovava sperduta in mezzo alla neve tanto quanto in <em>The Lodge</em>. Inoltre, non è fisionomicamente troppo lontana da <strong>Alicia Silverstone</strong> (ricordata particolarmente per la sua Batgirl in <em>Batman &amp; Robin</em>), creando così un collegamento metaforico tra le due donne nella vita di Richard.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Jaeden Martell</strong> lo abbiamo visto molto recentemente in <em><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/cena-con-delitto-unindagine-della-realta/">Knives Out – Cena con delitto</a></em> nei panni di un adolescente ribelle, ma anche nei panni del leader dei ‘Losers’ in un horror del calibro di <em>It</em>. <strong>Richard Armitage</strong> ha dalla sua numerosissime interpretazioni, tra le quali non si può non nominare Thorin Scudo di Quercia nella Saga de <em>Lo Hobbit,</em> e la parte di un padre di famiglia non è di certo lontana dal suo personaggio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1200" height="600" src="https://i1.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2020/01/Grace-di-spalle.jpg?fit=1024%2C512" alt="" class="wp-image-6933" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/Grace-di-spalle.jpg 1200w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/Grace-di-spalle-300x150.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/Grace-di-spalle-1024x512.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/Grace-di-spalle-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Zona piuttosto grigia</strong> la occupa <strong>l’autoreferenzialità
dell’intero film. Veronika Franz</strong> e <strong>Severin Fiala,</strong> infatti, già nel
2014 avevano manifestato l’intenzione di imporre una certa autorialità in <em>Goodnight
Mommy</em>. E in <em>The Lodge</em> ricorrono praticamente agli stessi espedienti
e archetipi. Una casa isolata e una figura femminile in netto contrasto e
scontro con due minori uniti da un legame di sangue e intenti. Se nel primo
erano una madre e due gemelli che non riuscivano a riconoscerla perché profondamente
cambiata da un’esperienza traumatica, nel secondo sono una futura matrigna e
due fratelli che non hanno intenzione di riconoscerle un ruolo che la incolpano
di voler rubare alla legittima proprietaria. Se nel primo l’identità dell’individuo
era un’astrazione che nascondeva più insidie che sicurezze, nel secondo il tema
dell’identità è utilizzato come movente delle azioni dei personaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In entrambi i casi ciò che manca davvero sono principalmente
due elementi. Di sicuro <strong>una terza presenza che agisca da mediatore</strong> (i due
fratelli sono da considerarsi come un’entità a sé), in quanto nel primo il
padre è totalmente assente e nel secondo lascia la scena per tutta la seconda
parte del film. Ma anche, e soprattutto, <strong>un dialogo che possa mettere tregua
tra gli animi.</strong> Nel primo i fratelli incolpano la madre di non essere
davvero lei e la madre rimane in silenzio, non tenta nemmeno di avvicinare i
figli e dare spiegazioni convincenti. In <em>The Lodge</em> non c’è un dialogo di
chiarimento tra Grace e Aiden e Mia, che continuano imperterriti a tentare
silenziosamente di portare a compimento i loro scopi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anche il montaggio finisce per essere auto-citazionistico.</strong>
In entrambi i film appaiono sequenze che uniscono in maniera sfumata, a tratti
confusa, la dimensione onirica e quella reale. Vi è, soprattutto in <em>The
Lodge</em>, un certo abuso della mescolanza tra ricordi, immaginazione e sogno,
che non solo rendono piuttosto caotica l’intera narrazione, quanto
appesantiscono senza reale necessità la visione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si arriva, perciò, <strong>agli aspetti decisamente negativi del film.</strong> Sia dal trailer che dalla copertina ci si aspetta di trovarsi di fronte a un horror sul paranormale. In realtà, <em>The Lodge</em> <strong>è abbastanza confuso su ciò che vuole essere.</strong> Lo si potrebbe definire, piuttosto, un <strong>thriller psicologico.</strong> Di sicuro l’elemento del sangue non ricorre assolutamente tanto spesso come la goccia che pende dal cristallo di neve nel poster vorrebbe suggerire. Inoltre, per quanto l’elemento religioso ricorra in maniera alquanto ossessiva seppur necessaria, non si parla assolutamente di esoterismo o paranormale come la croce all’ingiù del titolo e della stessa goccia di sangue starebbero a indicare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/The-Lodge-Protagonisti-1024x512.jpg" alt="The Lodge" class="wp-image-6930" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/The-Lodge-Protagonisti-1024x512.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/The-Lodge-Protagonisti-300x150.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/The-Lodge-Protagonisti-768x384.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/The-Lodge-Protagonisti.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">I cliché narrativi propri dell’horror ci sono tutti, ma
vengono sfruttati dove poco, dove male. Non per colpa degli attori, si intenda.
Probabilmente per colpa di <strong>una sceneggiatura che punta all’horror d’autore</strong>
che, però, non è impresa facile per chiunque. C’è una volontà di creare un
punto d’incontro tra produzione commerciale con temi ricorrenti della
filmografia americana ed esposizione narrativa all’europea. Purtroppo, <strong>il
risultato è perturbante.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro punto debole di <em>The Lodge</em> è, come si è già
accennato, <strong>la sceneggiatura.</strong> Per una buona metà del film non succede
praticamente niente, mentre come motore dell’azione si ricorre ad espedienti
che fanno perdere credibilità al tutto. Quale padre imporrebbe la presenza di
una nuova donna nella vita dei figli che ancora stanno piangendo la loro madre?
Quale padre lascerebbe i figli da soli con la donna che loro odiano e che, a
sua volta, ha dei trascorsi che potrebbero renderla instabile? In più, un uomo
tanto innamorato da inserire con prepotenza una nuova figura nel nucleo
familiare starebbe mai per giorni senza avere un contatto diretto con lei (da
circa metà film in poi la corrente nella casa salta e i telefoni diventano inutilizzabili)?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ultimi, <strong>gli aspetti tecnici. </strong>Ombre, chiaroscuri e
momenti di tenebra totale sono elementi che in un horror tanto quanto in un
thriller diventano fondamentali per la riuscita dell’effetto sorpresa e dei <em>jump
scare</em>. Ma, per avere un buon risultato, devono essere ben bilanciati nella
fotografia complessiva. In <em>The Lodge</em> si ha <strong>un abuso di tenebra,</strong> che
rende la visione, già appesantita dalle tecniche narrative, anche difficile da
sostenere. Alcuni potrebbero definirla <em>noiosa</em>, come a volte noiosi
diventano i dialoghi. <strong>La ripetizione</strong> è parte del cinema della <strong>Franz</strong>
e di <strong>Fiala,</strong> lo avevamo appunto visto in <em>Goodnight Mommy</em>. E qui
non si cambia registro. Che l’effetto sia voluto?</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="600" src="https://i1.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2020/01/Casa-a-croce.jpg?fit=1024%2C512" alt="" class="wp-image-6934" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/Casa-a-croce.jpg 1200w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/Casa-a-croce-300x150.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/Casa-a-croce-1024x512.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2020/01/Casa-a-croce-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Una precisazione, a questo punto, appare d’obbligo. La critica
ha valutato positivamente il film, il che renderebbe tutto ciò che è stato
scritto fin qui dei vaneggiamenti soggettivi. Non resta, perciò, che crearsi un
parere personale <strong>dal 16 gennaio nei cinema.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/the-lodge-autoreferenzialita-in-un-non-horror-non-paranormale/">The Lodge, autoreferenzialità in un non-horror non-paranormale</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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