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	<title>La sera a Roma Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>La sera a Roma Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>#RomaFF21: La sera a Roma, la recensione del film di Enrico Vanzina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Santilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 14:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sera a Roma, recensione del giallo firmato da Enrico Vanzina per la Festa del Cinema di Roma</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/romaff21-la-sera-a-roma-la-recensione-del-film-di-enrico-vanzina/">#RomaFF21: La sera a Roma, la recensione del film di Enrico Vanzina</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="715" height="402" src="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma.jpg?resize=715%2C402&#038;ssl=1" alt="La sera a Roma recensione film di Enrico Vanzina DassCinemag" class="wp-image-43816" srcset="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-scaled.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-scaled.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-scaled.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-scaled.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-scaled.jpg?resize=2048%2C1152&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-scaled.jpg?w=1430&amp;ssl=1 1430w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-scaled.jpg?w=2145&amp;ssl=1 2145w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un film autobiografico, non è un titolo progettato per essere presentato ad un festival cinematografico, non è una pellicola che ha nel cast nomi spontaneamente assegnabili ai temi che tratta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo ripetersi di negazioni che <strong>Enrico Vanzina</strong> introduce al pubblico e alla stampa la sua ultima fatica, quella che definisce «opera della maturità». In una carriera trascorsa dietro una macchina da presa che ha inquadrato, per lo più, scene spiritose, sdolcinate e da idillio, <strong>il regista torna al cinema con una locandina dall’inconsueto colore giallo:</strong> <strong><em>La sera a Roma</em>, tratto e adattato a partire dall’omonimo romanzo da lui stesso scritto nel 2018</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vanzina, nel corso della conferenza stampa, ci tiene è far sapere che oltre al lavoro di sceneggiatore, da qualche tempo si dedica anche a quello di giornalista in una storica redazione romana, in quanto crede fermamente che «<strong>il cinema e il giornalismo [siano] gli ultimi baluardi di libertà</strong>» in una società sempre più viziata e imprigionata nelle bugie che ogni giorno si racconta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci crede così tanto che proprio a quella frase affida il compito di aprire il film, come fosse una lente-guida attraverso cui leggere la storia che, di li a poco, si dispiega; e insomma, ci crede così tanto che il protagonista&nbsp; che la pronuncia non può che essere proprio uno sceneggiatore cinematografico e un redattore di una nota testata capitolina restio a qualsivoglia tentativo di corruzione. Ad interpretarlo c’è <strong>Massimo Ghini</strong>, capofila di un <strong>cast rigorosamente popolare</strong> come la città che il cineasta dichiara di voler omaggiare in immagini panoramiche &#8211; nelle quali non è mai contemplato l’uso dei droni &#8211; mediante cui regala allo spettatore lo scenario di una Roma poetica, quotidiana, aristocratica in cui, però, nella maggior parte del tempo, piove a dirotto.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="715" height="466" src="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?resize=715%2C466&#038;ssl=1" alt="La sera a Roma recensione film di Enrico Vanzina DassCinemag" class="wp-image-43817" srcset="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?resize=1024%2C667&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?resize=300%2C195&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?resize=768%2C500&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?resize=1536%2C1000&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?resize=2048%2C1334&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?w=1430&amp;ssl=1 1430w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Laseraaroma-1.jpeg?w=2145&amp;ssl=1 2145w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Temporali e incessanti diluvi sono, infatti, il sottofondo di <strong>una vicenda intricata e misteriosa, che si aggira tra salotti nobiliari, commissariati di polizia e camere da letto nel tentativo appassionato di trovare il terribile responsabile di un omicidio</strong> in cui sembrano essere coinvolti tutti i membri di un circoletto rispettabile ma rispettoso di nessuno. La dinamica delle indagini pedina uno stuolo di figurine in un’evoluzione simile al famoso gioco da tavola <em>Indovina chi?</em>, infittendola, però, di dettagli veramente meditati e non gettati al caso: non ci sono informazioni inutili, istruzioni perditempo, voci che parlano <em>pour parler</em>; <strong>ciascun sospettato è un esperto di sotterfugi, fornisce indizi ben calcolati attraverso i quali la cronaca narrata può colorarsi di infinite sfumature &#8211; di giallo, sì &#8211; senza annoiare chi guarda</strong>, anzi rendendolo facilmente partecipe e interessato alle ricerche. Il copione riesce ad attecchire l’attenzione dello spettatore anche grazie agli <strong>schizzi di rosa inseriti qua e là per addolcire e distendere i nervi</strong>, condizione necessaria per fare chiarezza nell’incessante addensarsi di dubbi e interrogativi che si intrufolano tra le piazze e gli appartamenti della capitale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rocío Muñoz Morales</strong> e <strong>Florence Nicolas</strong> sono, quindi, le tinte che conferiscono calore umano e materno alla pellicola, che si fa cornice di un altro argomento che il regista afferma essere a lui caro: <strong>l’amore adulto</strong>. Lo dipinge come un labirinto di responsabilità e fragilità soffocate, di carnalità che ringiovanisce e di tenerezza che si scopre culla in cui lasciarsi accarezzare. <strong>Le relazioni sentimentali che legano le due donne al personaggio principale e che, poi, incollano visceralmente la complessa mappatura su cui si muovono le varie maschere, diventano una sottotrama in grado di illuminare le zone d’ombra</strong> che paiono indecifrabili all’ispettore (<strong>Carlo Buccirosso</strong>), allo scrittore e al suo cinico collega (<strong>Ricky Memphis</strong>), simbolo di un giornalismo immorale e stimolato soltanto dalla caccia alle notizie che producono guadagni capaci di «assicurare la pensione». </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’ultima figura, che si aggira soprattutto tra le scrivanie della redazione, si frappone con l’idea che il regista annuncia in apertura tramite il suo primo attore, per mischiarsi, invece, nel reticolo marcio e inquinato dell’aristocrazia, sottobosco peccaminoso e meschino di cui fanno parte <strong>Martina Stella</strong>, <strong>Nicoletta Romanoff</strong> (scelta da Vanzina anche in virtù della sua vera discendenza reale) e, in certa misura, <strong>Luca Ward</strong>, chiamato ad impersonare «un romano che non parla romano»… una sciocchezza, per uno che fa ha fatto della dizione la principale cifra del proprio mestiere.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/laseraaroma2-1.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="715" height="402" src="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/laseraaroma2-1.jpg?resize=715%2C402&#038;ssl=1" alt="La sera a Roma recensione film di Enrico Vanzina DassCinemag" class="wp-image-43819" srcset="https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/laseraaroma2-1.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/laseraaroma2-1.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/laseraaroma2-1.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/laseraaroma2-1.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le attrici e gli attori di <em>La sera a Roma</em> sono, ovviamente, professionisti selezionati con cura, capaci di sguardi, di silenzi, di smorfie che raccontano fatti di cui sono, alla fine, quasi estranei. <strong>Quelli menzionati, pur rivestendo ruoli protagonisti e co-protagonisti all’interno della narrazione che i nostri sensi seguono con accorta attenzione, terminano per rivelarsi individui secondari e soltanto collaterali ad essa</strong>, che, invece, è capeggiata dall’unico personaggio di cui ci si tende a dimenticare. Il proiettile che colpisce il corpo statuario di <strong>Riccardo Terrana</strong> è &#8211; per citare certa cinefilia <em>snob</em> &#8211; quello della pistola di Čechov; ma questo riferimento non vuole essere un apostrofo altezzoso, bensì un vero e proprio riconoscere <strong>il tatto e lo studio magistrali di Vanzina nell’inserire, in dosi perfettamente proporzionate, gli elementi tipici del genere thriller</strong> in una pellicola che, nel suo disegno semplice e composito al tempo stesso, non rinuncia ad essere anche una forma di devozione e ringraziamento ai nomi e ai linguaggi che hanno reso il cinema italiano grande nel mondo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em>La sera a Roma</em>, <strong>proposto nella sezione Grand Public della ventunesima Festa del Cinema di Roma</strong>, Enrico Vanzina consegna alle platee e alla critica un altro riuscitissimo titolo della sua filmografia, pronto a&nbsp; fare scuola e a far parlar &#8211; bene &#8211; di sé.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/romaff21-la-sera-a-roma-la-recensione-del-film-di-enrico-vanzina/">#RomaFF21: La sera a Roma, la recensione del film di Enrico Vanzina</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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