Super Mario Galaxy, la recensione: tanti colori e tanta noia

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Qualcuno di voi ricorda quell’orribile film dedicato a Super Mario Bros uscito nel 1993? L’accuratezza narrativa di quel “capolavoro” rispetto al videogioco risiedeva nei baffi di Mario e in nient’altro, visto che nemmeno Luigi ne era provvisto. Ci sarebbero molte altre critiche da aggiungere ma sarebbe solo tempo sprecato per un film semplicemente brutto nel modo più assoluto. Con un passato del genere era difficile fare di peggio, così nel 2023 esce al cinema Super Mario Bros, un film animato che racconta le origini dei fratelli di casa Nintendo. Ora, nel 2026, ecco tornati in sala quegli stessi personaggi con Super Mario Galaxy (trailer), un prodotto visivamente di livello ma che in quanto ad intrattenimento sfiora la morte cerebrale del film del ’93.

Davvero c’è qualcuno nel mondo che sente l’esigenza di guardare un film su un videogioco invece di giocarlo? A quanto pare sì! Esiste una rara specie di individuo che preferisce guardare passivamente il racconto di un’opera che è già fruibile, non solo come prodotto audiovisivo, ma anche interattivo. Incredibile! Certo, forse a frenare dalla fruizione sono le varie centinaia di euro che separano un individuo con una console da gaming da uno senza. La “generosità” dei produttori Hollywoodiani risiede in questo: rendere disponibile al cinema prodotti nati per stare su console. Questa tendenza ha partorito opere di tutto rispetto come la serie tv Fallout o Arcane; di contro la lista di prodotti indegni é piuttosto lunga: dalla seconda orribile stagione di The Last of Us a quell’indecenza filmica di Un film Minecraft, passando per Uncharted con un Tom Holland espressivo come uno sgabello e arrivando a quest’ultimo Super Mario Galaxy che, purtroppo, rientra in questa categoria.

Il film ha una trama semplice: la principessa Rosalinda viene rapita da Bowser junior che vuole sfruttarne il potere cosmico. Prima di essere rapita, la principessa invia uno dei suoi “figli” verso Peach, la sorella dalla quale ha dovuto separarsi anni or sono. Peach corre in aiuto della sorella e incarica Mario e Luigi di badare al suo regno. Tuttavia, i due eroi partono per aiutarla dopo un attacco fatale condotto Bowser jr. In questo viaggio di due protagonisti saranno accompagnati dall’iconico Yoshi e dal loro storico villain: Bowser. Durante il tragitto i due fratelli faranno la conoscenza di altri eroi storici del panorama Nintendo, aprendo pericolosamente le porte ad ulteriori sequel o spin off.

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Nessuno si aspettava una profondità drammaturgica di matrice Shakespeariana da un film tratto dall’universo di Super Mario che di per sé non ha mai brillato sul fronte narrativo. L’aspettativa era quella di divertirsi, sorridendo per alcuni rimandi al videogioco e per qualche battuta dei protagonisti, ma purtroppo il film fallisce miseramente. Il divertimento è relegato ai primi venti minuti e agli ultimi quindici (a voler essere buoni), poiché nel mezzo si districano le storie di personaggi poco approfonditi che cambiano idea con troppa facilità. L’intento era chiaramente quello di creare un film rivolto ad un pubblico di giovanissimi, ma la differenza tra film per bambini e spicciolo intrattenimento per marmocchi è tutt’altro che sottile.

Sul fronte tecnico il film brilla, e ne è consapevole. Circa ogni dieci minuti ci viene presentato un luogo diverso mostrato da un campo largo e una musica pomposa di sottofondo. Ad accompagnare l’estenuante e ripetitiva scelta del regista ci sono le facce attonite dei protagonisti e un’esclamazione spesso pronunciata in coro: «uau». Forse il regista voleva trasmettere la varietà del mondo di Super Mario? Probabilmente sì, ma all’ottava faccia stupita di Mario e al dodicesimo verso di Yoshi un qualsiasi bambino starebbe già dormendo in overdose da popcorn.

In conclusione: Super Mario Galaxy si mostra come un giocattolo per bambini meno originale del precedente e di gran lunga più noioso. Le situazioni si ripetono, i personaggi non esistono e la soluzione per evitare tutto questo forse era semplice: far succedere qualcosa. Le parti migliori del film restano quei pochi momenti d’azione ben diretti che, non si capisce per quale motivo, occupano meno tempo di quanto dovrebbero. La domanda quindi sorge spontanea: vale la pena spendere 99 minuti del proprio tempo per guardare Super Mario Galaxy quando si può investire quel tempo per superare il tutorial dell’omonimo videogioco? No.

In sala

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