#StopEMotionDays: le recensioni di My organs lying on the ground e A Bird hit my window and now i’m a lesbian

Quest’anno siamo alla seconda edizione dello Stop e-Motion Days, festival internazionale dedicato a lungometraggi e cortometraggi animati in stop-motion. I due corti seguenti: My organs lying on the ground e A Bird hit my window and not i’m a lesbian, fanno parte della categoria Student Shorts, creata per scoprire nuove voci emergenti: studenti e giovani autori provenienti da tutto il mondo.

My organs lying on the ground (trailer) è un cortometraggio del 2024 in stop-motion che dà la sensazione di entrare dentro un corpo umano nella maniera più caotica, viscerale e metaforica ma visivamente reale, per quanto ciò possa sembrare contraddittorio. Ispirato al concetto giapponese di Tainai Kuguri (lo spazio sospeso tra vita e aldilà), il film mostra organi così realistici da sembrare prelevati da una persona in miniatura.

L’opera dà l’idea di essere la rappresentazione del ciclo della vita, che inizia e finisce nello stesso punto, a partire dal grano che mangiamo: simbolo di un circolo vizioso che alimenta tutto ciò che è vivo. Mangiamo grano nato dalla terra, ciò che espelliamo torna alla terra, e da lì il grano rinasce. La sensazione dominante è che anche dalla morte possa nascere la vita, come nell’esempio concreto e generoso della donazione degli organi.

Shinobu Soejima, la regista, concede la possibilità di sbirciare e scoprire i segreti di una realtà sconosciuta agli occhi, una natura incontaminata che si può soltanto osservare per qualche minuto. Sul fondo, effetti sonori accompagnano perfettamente questo viaggio ipnotico dal quale è quasi impossibile distrarsi. E in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, l’opera lascia una domanda sospesa: è ancora possibile fidarsi del proprio corpo?

A Bird hit my window and now I’m a lesbian (trailer) di AJ Dubler e Carmela Murphy mostra come il destino non sia ciò che si programma, ma ciò che accade mentre si pensa a tutt’altro: l’inevitabile. Anche qui torna l’idea di una vita che nasce da una morte, come nel corto precedente. L’incidente scatenante è infatti la morte di un uccellino, e a volte condividere il lutto e il cambiamento con un’altra persona risulta meno difficile: ci si può appoggiare all’altro per un po’ di conforto.

L’uccellino in questione è una metafora dei sentimenti della protagonista, che ha un disperato bisogno di cambiamento nella sua vita. Ma non è immediato: l’acqua continua a entrare dal buco nella finestra per un po’, perché è normale non riuscire subito ad affacciarsi a una nuova esistenza. Il film parla anche del rifiuto del desiderio di validazione maschile, che per molte donne rappresenta una vera e propria valuta sociale. Riconoscere la propria identità obbliga a elaborare un lutto: quello della vita precedente.

Quando un uccellino sbatte contro una finestra, in genere è un maschio che scorge il proprio riflesso e lo scambia per un rivale. In questo caso, il rivale è la queerness femminile. Le voci in questo corto sono presenti e rilassanti; accompagnate dalla musica, creano un’atmosfera di pace nonostante il sottofondo di tristezza. È un po’ come passare una giornata al caldo sotto le coperte mentre fuori piove e gli impegni imminenti rimangono ad aspettare.

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