
Spongebob – Un’avventura da pirati (trailer) rimane ancorato nella sua piattezza, in fondo al mare, dove non riesce a vedere la luce di un equilibrio filmico soddisfacente. Questo film ne è la riprova massima: dove si tenta un’estetica più interessante ma tutto il resto affonda insieme all’equipaggio.
Uno dei lati positivi del film rimane l’ambiente estetico. Il mare di Bikini Bottom è stato spesso una miscela di passi in avanti e giganteschi passi indietro. In questo caso invece è il fattore che brilla maggiormente. I mostriciattoli nell’oscurità marina sono davvero spaventosi e l’estetica dei posti visitati dai protagonisti è veramente unica. Sicuramente migliore, inoltre, rispetto agli ultimi film della spugna marina. Prima il mondo animato risultava plasticoso a dir poco, con un 3D scialbo e usato solamente per accorciare i tempi di produzione.
Ora invece si vede qualche barlume di speranza, barlume che si spegne una volta raggiunta la superficie. Pare che il primo Spongebob, grandissimo film d’animazione, abbia lasciato ai suoi eredi solamente la necessità di uscire dall’acqua. Nella maggior parte dei nuovi lungometraggi si tende sempre ad uscire fuori, sulla terraferma, per un qualsiasi motivo. Eppure, dopo anni di trash come Space Jam – A New Odissey, non si sono ancora resi conto di un fattore: la tecnica mista funziona soprattutto col 2D. Soprattutto sin dai tempi di Chi Ha Incastrato Roger Rabbit?, dove per la prima volta si era pensato alla magia di fondere i due mondi. Per non parlare dei valori tecnici della superficie: regia e fotografia sbarellate, ancora più finte del mondo in CGI marino.

Si ride a fatica e non sempre. Se questo doveva essere un film spiritoso non fa praticamente mai scoppiare a ridere. Soprattutto, gran parte delle battute basate sulla ripetitività e sui silenzi imbarazzanti non vanno a segno. Inoltre, Spongebob sta diventando macchiettistico nell’ironia e la maggior parte della comicità che si porta dietro dalla serie animata non funziona. Pare quasi che abbiano dovuto inserire determinati suoni o certe gag perché obbligati. Si nota come il tempo e gli animatori scorrano inesorabilmente. C’è da ricordarsi che chi lavorava a Spongebob fino a 10 anni fa ormai non è più lì, è passato oltre. Questo è un nuovo Spongebob, un tipo di cartone animato che si guarda indietro cercando di capire cosa ha funzionato 10 anni fa nella scrittura, evolvendosi lentamente nell’estetica.
Si può concludere con l’ultima problematica del film, ovvero la necessità di un pericolo. È vero, alcuni personaggi fanno paura e stupiscono esteticamente, ma non si sente mai l’odore di minaccia. Persino alla fine dove sembra tutto spacciato, lo spettatore sa perfettamente come andrà a concludersi il lungometraggio. Sembra che non ci sia un vero e proprio pericolo, ma solo un problema che sanno tutti si risolverà subito. Sarebbe stato meglio fermarsi a vedere l’incredibile corto sulle Tartarughe Ninja, trasmesso prima di Spongebob – Un’avventura da pirati, che onestamente valeva il biglietto da solo.
Buona fortuna a chiunque volesse vedersi questo film al cinema. Potrebbe essere una piacevole storia da vedere per i bambini: l’unico specchio di verità per un film d’animazione. Onestamente, però, in sala ve ne erano molti e, dagli schiamazzi che si sentivano, è molto probabile che neanche a loro sia piaciuto troppo.
In sala.

