
Gennaio 2026 è stato un mese denso di classifiche dedicate ai film usciti nel 2025. Per noi, però, il primo mese dell’anno nuovo è stato soprattutto l’occasione per recuperare titoli di annate diverse che ci eravamo persi. Questo pezzo raccoglie impressioni e considerazioni su alcuni di quei recuperi.
THE WITCHES (2020; Robert Zemeckis)

Un giovane orfano si trasferisce dalla sua cara nonna, donna saggia che conosce molto bene il mondo oscuro delle streghe. Durante un soggiorno in un lussuoso hotel, il bambino scopre casualmente un raduno di streghe provenienti da tutto il mondo, guidate dalla temibile Strega Suprema, interpretata da una sublime Anne Hathaway. Il punto di forza del film riguarda sicuramente l’equilibrio costruito tra una componente divertente ed una molto più oscura, fatta di effetti speciali e visivi convincenti; tra trasformazioni, movimenti innaturali e poteri magici, ogni elemento viene pensato e curato nel minimo dettaglio, nota fondamentale per poter rendere credibile una storia di fantasia. Il bambino dovrà difendersi con coraggio e determinazione da streghe che non provano particolare simpatia per i più piccoli, finendo con il diventare vittima di una spiacevole magia. Un film (trailer) che porta il pubblico ad immergersi in una magica storia caratterizzata da sequenze ritmate, inquietudini e continue sorprese, raggiungendo così l’obiettivo originario di trasformare una favola thriller in un racconto di crescita personale.
A cura di Sonia Spera.
NOPE (2022; Jordan Peele)

Nope (trailer) di Jordan Peele è il film che meno era ipotizzabile sorprendesse, ma, ancora una volta, questo regista rende grande un’opera a molti sconosciuta. Questo Jaws nel cielo funziona sotto numerosi aspetti: la fotografia, il terrore, sono spezie perfette per un piatto così prelibato. Queste immagini, che citano le fotografie della famigerata area 51, sono perfette per questo lungometraggio. Non si capisce mai cosa si abbia davanti, o, in questo caso, sulla propria testa. Qualche lato negativo c’è. La regia, finale a parte, non brilla come nei film precedenti di Peele. Se Us era probabilmente il migliore per quanto riguarda le scelte registiche dello stesso, qui sembra adagiarsi sugli allori. Le brillantezze fotografiche finali, e l’estetica dell’avversario principale, oltre a ricordare Evangelion, sono ciò che fanno davvero splendere questa opera. Nella speranza dell’arrivo di un quarto film da parte di Peele, tra l’altro appena cancellato pare, è sempre bello vedere la sua filmografia e andare ogni volta sul sicuro, tre volte su tre.
Di Nadir Scala.
PHANTOM OF THE PARADISE (1974; Brian De Palma)

Winslow Leach è un compositore che lavora da tempo a un’opera musicale basata sul Faust. Quando quest’ultima viene presentata all’importante produttore discografico Swan, viene promessa a Winslow la produzione della sua musica. Egli viene però derubato, Swan ha infatti intenzione di utilizzare i brani per inaugurare il suo teatro The Paradise con un concerto pop-rock. Il protagonista basa la sua opera musicale sul Dr. Faust, «leggendario mago tedesco che vendette l’anima al diavolo per la fama e il potere», Winslow passerà senza volerlo dallo scrivere del diavolo, al farci affari. Le canzoni vengono proposte durante il corso del film (trailer) oltre che per rappresentare i progressi nella scrittura nel Faust di Winslow, per descrivere l’evoluzione narrativa e gli stati d’animo dei personaggi nell’opera filmica. Questo crea una sovrapposizione tra le narrazioni presenti (opera musicale e opera filmica) e le canzoni proposte, offrendo un ponte musicale e tematico tra il mito del 1500 e il 1974, anno in cui è ambientata la vicenda.
Di Daniel Dellaccio.
FITZCARRALDO (1982; Werner Herzog)

Nel 2025, dopo decenni di carriera, Werner Herzog ha presentato all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia un suo nuovo lungometraggio di stampo documentario. Il 2026 è quindi l’anno perfetto per recuperare i suoi capolavori risalenti agli anni in cui era più artisticamente fertile. Tra tutti spicca Fitzcarraldo (trailer) del 1982. Il film segue le vicende di un appassionato di opera che vuole aprire un teatro ad Iquitos, nell’Amazzonia Peruviana. Per procurarsi i fondi parte per una spedizione suicida per cercare gomma nella parte più remota della foresta, risalendo il fiume. L’impresa si rivelerà più ardua del previsto, ma il protagonista non si ferma di fronte a nulla. Il tema dell’ambizione è centrale nella pellicola tanto quanto nella sua realizzazione: si tratta di un film enorme, dalle scenografie al cast. La storia che Herzog sceglie di raccontare è l’eterna lotta tra l’umano e i suoi sogni, e il campo di battaglia è la meravigliosa e insidiosa foresta pluviale, protagonista tanto quanto il Fitzcarraldo di Klaus Kinski. Proprio quest’ultimo è un altro importantissimo motivo per recuperare il film. Si tratta a tutti gli effetti di uno degli attori migliori della storia, che qui realizza una delle sue migliori performance. La sua collaborazione con il regista dura decenni e regala sempre personaggi incredibili, grazie al camaleontismo dell’attore. Non è l’unico nel cast a dare il meglio di sé. Nel cast infatti è presente Claudia Cardinale, che gli tiene testa eccellentemente. Inoltre l’equipaggio di Fitzcarraldo è pieno di personaggi assurdi e a tratti esilaranti, che arricchiscono il film già di per sé corale.
Di Alessandro Giardetti.

