Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo, la recensione: un sequel da vedere

Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo recensione

Erano altri tempi quando uscì per la prima volta nelle sale un film che divenne subito un cult e una chiara rappresentazione di un decennio ormai lontano. Stiamo parlando di Quel pazzo venerdì (2003), interpretato da Jamie Lee Curtis e da una giovanissima Lindsay Lohan. Ora, vent’anni dopo, e per la gioia di tutti i Millennial, l’amato duo madre-figlia è finalmente tornato con un sequel: Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo (trailer), diretto da Nisha Ganatra e approdato nelle sale cinematografiche italiane il 6 agosto 2025.

Anna Coleman (Lindsay Lohan) è oggi una produttrice musicale e madre single di Harper (Julia Butters), supportata dalla madre Tess (Jamie Lee Curtis). Quando Anna si innamora di Eric (Manny Jacinto), padre della nuova compagna di classe di Harper, le due ragazze entrano subito in conflitto. Le tensioni familiari e le difficoltà legate alla possibile convivenza portano a un nuovo e inaspettato scambio di corpi, che costringe Anna, Tess, Harper e Lily (Sophia Hammons) a mettersi letteralmente nei panni l’una dell’altra.

Fa sempre piacere scoprire la notizia di un possibile seguito di una storia che abbiamo amato e, quando questa notizia diventa realtà, lo è ancora di più. Per i più scettici, invece, un po’ meno: resta sempre quel timore che un sequel possa rovinare il primo capitolo o deludere le aspettative, soprattutto dopo un’attesa così lunga. Ma non è assolutamente questo il caso di Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo, che si presenta come una commedia in perfetto stile Disney anni 2000, quelle che ci hanno fatto – e continuano a farci – ridere e anche commuovere. Senza alcuna pretesa e senza calcare troppo sull’elemento nostalgico, il film cerca invece di parlare al presente, affrontando il conflitto inevitabile tra Gen Z e “boomer”, con battute che, sì, fanno davvero ridere. Risate semplici e spontanee, scaturite da una comicità ben scritta e ben interpretata – la scena allo specchio dopo lo scambio dei corpi o quella nel negozio di dischi ne sono un esempio.

Infatti Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo avrà sicuramente reso felici tanti Millennial con i suoi numerosi easter egg che richiamano al primo capitolo – e ce ne sono davvero tanti –, ma è anche un film che può essere apprezzato tranquillamente da chi non conosce la storia originale. È proprio questo a renderlo una commedia geniale e piacevolissima, uno di quei titoli che potrebbero diventare un comfort movie, da guardare con il partner, con gli amici sul divano o in famiglia durante le festività. La sensazione in sala era esattamente questa, e alla fine è ciò che tutte le commedie ben riuscite di questo genere sanno trasmettere, un senso di intimità e accoglienza.

Ma qui non c’è in ballo solo una commedia con il tipico happy end. È anche un film che affronta una tematica naturale e universale, lo scorrere del tempo e l’evoluzione del rapporto tra madre e figlia. Dall’adolescenza all’età adulta, il contrasto viene portato sullo schermo da due attrici ugualmente capaci, con un risultato davvero riuscito. Dai capricci adolescenziali e le regole troppo severe del passato si passa, vent’anni dopo, a contrasti più sfumati. Adesso anche Anna è madre, e come tale ha nuove priorità. In qualche modo il film offre una lettura profonda ma ironica di un percorso che, prima o poi, tutti noi ci troviamo ad affrontare.

Non sappiamo dirvi se fosse davvero necessario un sequel di Quel pazzo venerdì. Forse, prima di vederlo, avremmo risposto di no, perché a livello sentimentale eravamo ancora legati al primo capitolo e, narrativamente, non ce n’era un reale bisogno. Ma dopo averlo visto non siamo più sicuri della risposta: potremmo dire un “nì”. Certo, se non fosse mai esistito un seguito, non ne avremmo sentito la mancanza, ma ora che c’è, lo abbiamo visto e, soprattutto, ci è piaciuto – e anche tanto –, siamo felici di poterlo aggiungere alla lista di film da poter riguardare nei momenti di bisogno.

Alla fine, necessario o meno, poco importa. È un prodotto ben riuscito, che fa ridere di gusto, riflettere e che, soprattutto, ci mostra la rinascita di un’attrice – Lindsay Lohan – che, proprio come nel film, è cresciuta ed è tornata a vivere serenamente, anche lei con il suo meritato happy end.

In sala.

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