
In conclusione alla prima giornata della IV Edizione del Pianeta Mare Film Festival di Napoli, viene mostrato in anteprima campana l’ultimo lavoro diretto da Peter Kerekes, Wishing on a star (trailer).
Il film-documentario segue gli insoddisfatti clienti dell’astrologa Luciana (Luciana de Leoni D’Asparedo), la quale calcola che località del mondo visitare il giorno del proprio compleanno, in modo da poter rinascere e riuscire a cambiare la propria vita. Da questa pratica deriva anche il titolo dell’opera, ovvero dal desiderio dei clienti dell’astrologa di ri-nascere sotto una buona stella.
Il primo cliente rappresentato è Giovanni Rugo, celibe senza figli, impresario di un’agenzia funebre in provincia di Udine. Egli si rivolge all’astrologa per trovare l’amore e poter dare un nipotino alla sua anziana madre, la quale chiede insistentemente di diventare nonna. La seconda coppia di clienti è composta dalle sorelle gemelle Adriana e Giuliana, la prima si rivolge all’astrologa affinché la seconda possa trovare l’amore e avere un figlio, desideri che però quest’ultima non condivide.
Queste richieste da parte dei clienti, come le restanti rappresentate nel film, sono esemplari per il confine che l’opera cerca di tracciare tra quella che è la propria volontà rispetto a quella degli altri. In tutte le relazioni umane descritte, genitoriali o amorose, coloro che si rivolgono all’astrologa sono ambiziosi di riscattarsi, ma non abbastanza coraggiosi per realizzare ciò che desiderano veramente. Il viaggio che Luciana suggerisce di compiere nelle più disparate località del globo, è simbolo di un viaggio interiore da intraprendere, per riscoprirsi e ricontestualizzarsi, sia nello spazio geografico che nella propria vita.

Spesso sono i parenti di questi ultimi a imporre le proprie volontà, a discapito della felicità di un figlio o di una sorella, mascherando queste scelte come «ciò che davvero loro desiderano». Questo porta ad un secondo tema proposto dal film, ovvero quello della genitorialità oppressiva che inconsapevolmente sottrae possibilità alla vita dei figli. Vengono sollevati quesiti sulla riconoscenza verso chi ha voluto loro bene in passato; l’ultima inquadratura inerente l’episodio di Giovanni infatti, lo ritrae ironicamente e simbolicamente seppellito dalla madre.
Questa complessità è perfettamente descritta anche nell’ultimo episodio dedicato ai clienti dell’astrologa, dove una figlia è desiderosa di costruire un rapporto solido con il padre, verso il quale però nutre molti rancori. L’episodio si conclude con lei che guarda benevolmente lui, mentre in sottofondo la canzone che simbolicamente li lega recita le parole: «Why cry for me, if I don’t cry for you».
Visti gli epiloghi negli episodi dei suoi clienti, l’astrologa Luciana è combattuta sulla propria posizione lavorativa, perché nonostante offra loro la possibilità di realizzare i propri sogni, frequentemente si ritrovano nella situazione di partenza oppure completamente vinti dalle volontà altrui. Questo motiva lei in prima persona a cambiare la sua vita, percorrere il suo viaggio e avverare i suoi desideri.

