
Quest’anno nel programma della IVª edizione di Pianeta Mare Film Festival di Napoli è presente Close (trailer), un film di Marta Esposito e tra i vincitori del progetto L’uomo e la bestia di Marechiaro Film.
Nel cortometraggio — privo di voce narrante e di dialoghi — le immagini e i suoni raccontano una tipica giornata allo zoo di Napoli: dalla pre-apertura fino alla chiusura, con keepers e staff al lavoro e visitatori di ogni età che giungono per vedere più di 700 animali divisi in 139 specie. Gli animali, fatti uscire dai loro recinti, vengono mostrati al pubblico, alla cui presenza sono ormai abituati, e ciò che divide i due mondi sono pareti di vetro e gabbie. I visitatori rimangano affascinati dalla bellezza di questi e, d’altra parte, gli animali vedono sempre persone nuove, incuriosite, meravigliate, che puntano verso la loro direzione un oggetto a loro sconosciuto: lo smartphone. Chi tra i due è il vero spettatore?
Un bambino, vedendo un leone, dice alla madre: «Mamma! Figurati un secondo senza vetro» e a questa frase segue il ruggito dell’animale; effettivamente se cadesse quella parete (in senso figurativo ovviamente), come vedremmo quel leone? Continuerà ad essere un gattino oppure diverrà il maestoso Re della foresta?
Non solo il leone ma tutti gli animali, come li consideriamo? Oggetti, divertimento, rimpiazzi o esseri viventi come noi?

È una riflessione non scontata. Le reazioni possono essere sorprendentemente varie perché quel vetro può farci percepire l’animale in tanti modi diversi: un cucciolo carino, un’attrazione del parco divertimenti, un essere in gabbia. Se solo ci fermassimo a pensare a come l’essere umano ha trattato la natura e gli animali, invece di rispettarli e custodirli, noteremmo che nel corso del tempo sono stati commessi tanti errori ed orrori. Le stesse diverse reazioni dell’uomo mostrano come ci si sia allontanati da essi, rei di averli traditi e di essere venuti meno all’impegno di cura che dovevamo avere di loro.
Oggi molte specie si stanno estinguendo e, solo a questo punto, prendendo atto di quanto gli animali siano importanti e fondamentali per la vita, cerchiamo di correre ai ripari, in tutti i modi possibili, per salvaguardare quel poco che ormai rimane.
L’invito quindi è nello stesso titolo del film. “Close”, vuol dire “vicino, ma aggiungendo una -d alla fine della parola (closed), il significato diventa “chiuso”: avvicinarsi o chiudersi al mondo degli animali? Questo è il dilemma! — come direbbe un noto personaggio shakespeariano. Lasceremo cadere quella parete per ripristinare il rapporto di armonia e rispetto, che l’uomo dovrebbe avere per la natura, oppure continueremo a vedere il loro ciclo vitale dietro di essa? Condividiamo tutti la vita sullo stesso pianeta e nel rispondere dovremmo essere consapevolmente unanimi.
Articolo di Deborah Gatto Martinez.

