Pesaro FF58: incontro con Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti e tavola rotonda su CNA Cinema e Audiovisivo Marche

PesaroFF58 23 giugno

La matinée del 23 giugno della 58esima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ha avuto inizio con la presentazione dell’istallazione Messa a Fuoco realizzata da Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti, esposta in questi giorni nella Chiesa di Sant’ Ubaldo a Pesaro. Messa a fuoco fa parte di un progetto artistico più ampio, chiamato Esso e nato 5 anni fa, comprendente un insieme di istallazioni, opere, video e performances presentate in tutta Italia. L’idea del ciclo di opere è stata ispirata da un casolare che, durante la seconda guerra mondiale, è stato il luogo di sterminio di alcune famiglie. Un tema ricorrente del progetto è il fascismo, o meglio un neofascismo che ha come obiettivo l’omologazione delle masse.

Un’altra tematica di spicco è quella del trasformismo politico, evidenziata particolarmente in un’istallazione che comprende due camicie appese, una bianca e una nera, che stanno a rappresentare la facilità con cui i politici del nostro tempo passano da un pensiero politico ad un altro (passando appunto dal bianco al nero). Anche la primissima istallazione di Esso ha come oggetto una camicia che sgocciola al buio, un chiaro riferimento alla performance di Fabio Mauri, in cui le immagini del film Il vangelo secondo Matteo scorrono sul petto di Pierpaolo Pasolini seduto al buio con una camicia bianca. Pasolini è sicuramente un altro importante punto di riferimento per le opere di Carloni e Franceschetti. Un’importante istallazione del progetto presenta, infatti, delle taniche di petrolio con dell’ostia che galleggia al loro interno: Pasolini fu ucciso mentre scriveva il suo romanzo Petrolio sulla spiaggia di Ostia. Messa a fuoco, invece, si sofferma in particolare sul tema dell’immigrazione, un tema già sviscerato dai due artisti in altre istallazioni. L’opera, presente nella Chiesa di Sant’Ubaldo in questi giorni, si compone di un proiettore che spara la luce sullo spettatore, il quale varca la porta della chiesa, diretto verso un altare con un telo esotermico contenente centinaia di bucce di banane di varia grandezza. Le bucce, che inizialmente presentano un colore chiaro e con il passare dei giorni anneriscono, rappresentano i corpi dei migranti in decomposizione dispersi nel mare.

Pesaro FF58 23 giugno

La mattinata si è conclusa con la tavola rotonda (Il cinema tra sogno e futuro) sulla CNA Cinema e Audiovisivo Marche tenuta da: Ivan Antognozzi, Pedro Armocida, Elena Casaccia, Gianluca Curti, Francesco Gesualdi, Ivan Olgiati, Mario Perchiazzi, Henry Secchiaroli, Claudio Salvi, Francesco Verducci e Daniele Vimini. Il confronto è iniziato portando l’attenzione sull’importanza che la figura del produttore indipendente ha in un festival come quello di Pesaro. La CNA si impegna nella promozione di film con lo scopo di promuovere anche i territori e le bellezze delle Marche. La sua missione principale è di produrre nuove possibilità di lavoro dopo che il periodo di pandemia ha causato un calo delle produzioni. “Il cinema e la cultura sono una parte fondamentale del nostro Paese”, arte e cultura producono economia, quindi vanno tutelate.

Questa spinta verso il settore dell’audiovisivo è sfociata in atti pratici: da 3 milioni di euro investiti in fondi comunitari si è arrivati a 16 milioni di euro e il senatore Verducci ha proposto un disegno di legge con lo scopo di riconoscere la figura del produttore indipendente. In generale, portare anche le piccole imprese audiovisive a crescere vuol dire arrivare a dare forza a tutto il comparto e a tutte le maestranze. Di estrema importanza è tenere in vita l’esercizio cinematografico (che nell’ultimo periodo ha subito un drammatico calo) per riuscire a sostenere le produzioni. In conclusione, è stata sottolineata la necessità di continuare a tutelare il cinema indipendente, il cinema della ricerca, il cinema di chi sperimenta, grazie al quale il settore audiovisivo riesce continuamente ad evolversi.

Di Federico Rinaldi e Francesca Nobili

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