
Il nuovo film di Kyle Balda, Pecore sotto copertura (trailer), vanta un cast interessante composto da volti molto noti, come Emma Thompson e Hugh Jackman, e nuovi nomi. Nonostante questo possa stuzzicare la curiosità del pubblico, è bene specificare che le celebrità ricoprono ruoli secondari in quanto le vere protagoniste sono…pecore. Pecore investigatrici, per la precisione. Il film tratto dal romanzo di Leonie Swann, infatti, è un calderone di elementi e generi narrativi diversi in cui temi pesanti vengono affrontati con leggerezza.
Hugh Jackman è George, un pastore completamente innamorato delle sue pecore, alle quali dedica tutto il suo tempo e che preferisce ai suoi concittadini. Ogni sera, George legge romanzi gialli, i suoi preferiti, al suo gregge immaginando che gli animali possano capire le sue parole. Quello che non sa è che non solo le pecore lo capiscono ma si ingegnano nell’anticipare il finale delle storie e indovinare l’assassino. La vita del gregge viene però sconvolta con l’uccisione del loro pastore. Come in ogni romanzo giallo che si rispetti, la polizia (in questo caso l’unico poliziotto della cittadina) è totalmente incompetente. Le pecore, allora, decidono di utilizzare le conoscenze derivate dalle letture di George per trovare l’assassino del loro amico. Se nella prima parte del film la voce narrante era quella del pastore, dopo la sua morte, seguiamo le vicende dal punto di vista degli animali, in particolare da quelli di Lily, Mopple e Sebastian. La storia segue i classici meccanismi della detection, in una ricerca che porterà a svelare il colpevole.

Avendo una struttura piuttosto classica, la trama non risulta molto sorprendente. La cosa più interessante è il modo in cui si affrontano tematiche spinose da trattare in un film destinato ad un pubblico più piccolo, in particolare la perdita, la memoria e la diversità. Le pecore hanno il potere di dimenticare gli eventi più dolorosi, ma, alla fine dei conti, a volte vale la pena soffrire pur di tenere in vita attraverso il ricordo ciò che abbiamo amato. Funziona particolarmente bene, inoltre, l’adozione del punto di vista di un animale per svelare le piccole contraddizioni della nostra quotidianità.
L’atmosfera del film, con la fotografia caratterizzata da colori saturi e brillanti e i personaggi decisamente caricaturali denota il passato di Balda nella regia d’animazione, mentre il tono generalmente eccentrico del film smorza l’effetto grottesco delle pecore realizzate in CGI che, fortunatamente, non risultano inquietanti. Pecore sotto copertura ha il gusto di quei live action con animali parlanti che spopolavano nei primi anni duemila arricchito da un’atmosfera da mystery comedy alla Knives Out. Hugh Jackman veste bene i panni del pastore burbero, mentre Emma Thompson è semplicemente perfetta come eccentrico notaio. Forse un po’ meno convincente Nicholas Galitzine, ma bisogna riconoscere che probabilmente la sua parte non gli consentiva di emergere.
Nulla di particolarmente innovativo, quindi, ma un film nel complesso calibrato, adatto per una tranquilla serata in famiglia.
In sala.

