
Ambiziose, intelligenti, carismatiche, sensuali, disobbedienti, passionali. Complesse, fragili e coraggiose, determinate, impaurite e arrabbiate.
Sacre e profane, sposate e divorziate, innamorate e traditrici; mogli e amanti, madri e figlie, fidanzate o soltanto amiche. Nude sulle copertine e vestite sotto le lenzuola. Libere – di essere, di fare, di pensare e di pensarsi, di vivere una vita senza censure, spogliata di ogni pudore, di ogni timidezza e di ogni castità. Sono questo e molto più, le modelle, le assistenti, le segretarie e le donne di una delle più popolari riviste erotiche degli anni Settanta: Playman. Pochi, però, sono veramente pronti ad accettarlo.
Tra questi pochi, c’è sicuramente il suo fondatore, Saro Balsamo (Francesco Colella), editore viscido e meschino che, dopo essere stato accusato per frode fiscale, sfugge alla famiglia, alla polizia e alla bancarotta della sua testata lasciando problemi insormontabili e nessuna traccia di sé. L’arroganza e la prepotenza che lo definiscono gettano la moglie in un vortice di preoccupazioni – legali, finanziarie, familiari – che dovrà risolvere contando unicamente su sé stessa e che si acuiscono quando scopre di essere stata nominata caporedattrice della rivista. Il futuro personale e professionale che attende la nuova arrivata al di là della propria scrivania appare, insomma, tutt’altro che roseo: ci sono due figli da crescere e da accudire in solitudine, condizioni economiche da risollevare, una redazione di soli uomini da capeggiare, stima e rispetto da ottenere. Sarebbe certo più facile voltare le spalle e relegarsi tra le mura domestiche, accettare i consigli di chi la vorrebbe una tipica donna italiana degli anni Settanta: cattolica, devota, moralista, ligia, con la camicia abbottonata fino alla gola.
E invece no: i limiti, le definizioni e i preconcetti sono soltanto nuvole di fumo da scacciare con un colpo di tosse per chi ha grinta, tenacia e quintali di copie di giornali da vendere. Adelina Tattilo (Carolina Crescentini) accantona, così, il passato e scrive gli articoli del suo Playman coniugando i verbi al futuro, reagisce alle menti bigotte di quei maschi che vorrebbero le donne soltanto come bambole dei loro desideri perversi e ne ridefinisce i termini e le condizioni. Sotto la sua direzione infatti, Playman diventa il manifesto di una rivoluzione – prima editoriale, poi sociale e culturale – che si conduce sui tacchi, avanzata per il riscatto di un sesso che viene definito debole soltanto perché sarebbe considerato maleducato, peccaminoso, sgraziato, se mostrasse la propria forza. Convinta del proprio sesto senso femminile, la caporedattrice fa posare uomini affascinati e muscolosi di fronte ai flash della propria rivista, infittendone le pagine con il racconto dei piaceri carnali, dei pensieri disinibiti e di quei diritti privati delle donne – il divorzio, la contraccezione, l’aborto – che, proprio in quanto tali, sono oggetto di dibattito pubblico.
La spiegazione di questa rinnovata e ritrovata femminilità, da sperimentare senza alcuna ingiusta vergogna, si rivolge, prima di tutto, alle donne e poi si appella ai loro fidanzati, ai lori mariti, ai loro amanti affinché sappiano spogliarle non soltanto dell’intimo che indossano, ma soprattutto di un’intimità spesso taciuta e repressa. Grazie alle intuizioni vincenti di Adelina Tattilo, che dà loro voce e una piacevole libertà, le ragazze smettono di avere paura e iniziano a denunciare chi le abusa, a non abbassare le difese davanti a chi le ritiene non all’altezza e a concedersi soltanto quando e con chi vogliono loro, dimostrando di saper dominare uomini e debolezze più di quanto non si creda.
Il futuro di Playman si riscopre, quindi, rosa e fertile di una mentalità pronta ad abbracciare il cambiamento e a rischiare, tanto tra gli uffici e i collaboratori della sua redazione quanto tra le pagine di una realtà esistita veramente. Se pensavamo che Adelina Tattilo fosse, infatti, soltanto una donna fantastica – in tutti sensi – ci sbagliavamo di grosso: Adelina Tattilo è il vero nome della vera caporedattrice del vero Playman, mensile da lei stessa ideato nel 1967 con l’obiettivo di mostrare agli italiani e alle italiane un erotismo softcore, di classe ed educato – come è possibile vedere sfogliando alcuni vecchi numeri oppure il nuovo catalogo di Netflix Italia.

Tra le nuove serie televisive presenti sulla piattaforma streaming è impossibile non lasciarsi travolgere dalla biografia di Adelina Tattilo, filmata con gli occhi di un regista che, per coincidenza o per destino, il soggetto ce l’ha già nel nome: Riccardo Donna. Colei che è stata ribattezzata come una delle pioniere dell’editoria erotica italiana è, per lui, Mrs Playman (trailer); ma anche l’ispirazione di un racconto pop (anzi, pop porno, cit.) che esibisce tabù, proibizioni e contro-tendenze a metà tra il vero e la finzione delle esigenze drammaturgiche.
La miniserie dispiega, dunque, in soli sette episodi (peccato, è così suggestiva che potrebbe permettersene di più) quella riforma dei costumi che è stata fondamentale negli anni Settanta e che pare più contemporanea che mai, in cui relazioni omosessuali, rapporti fluidi e body positivity sono le sottotrame anti-convenzionali di una macro-storia che esce da qualsiasi stereotipo. Della parola anti-convenzionale inoltre, Riccardo Donna e i suoi autori se ne fanno ambasciatori, creando una narrazione seria e ironica che gioca sui contrasti – extraconiugali, sentimentali, lavorativi, caratteriali, tonali, ritmici – con un prete di quartiere che si chiama, per caso o per provocazione, Don Rocco. Al sarcasmo sottile di alcuni dettagli si accosta il romanticismo misurato di altri che, tra dialoghi sussurrati all’orecchio, occhi discreti e brividi che corrono lungo il collo, inventa finissime tattiche di seduzione, dove il sex appeal non è più quello scontato delle qualità fisiche, ma soprattutto quello sofisticato delle doti intellettuali, privo di qualsiasi oscenità o volgarità.
Allora mica è vero che chi si accontenta, gode! Per farlo davvero, c’è bisogno innanzitutto di rispetto, di attesa e di ascolto reciproci, attenzioni gentili capaci di trasformare ogni sguardo provocante in labbra da mordere e schiene da inarcare. E poi, il piacere è assicurato anche se si vede Mrs Playman: consigliatissima per uomini e donne che, oggi, non hanno più paura di scoprire e di scoprirsi.

