Mercoledì, la recensione della seconda stagione su Netflix

Mercoledì 2 Recensione serie di Tim Burton DassCinemag

«Mi comporto come se non mi importasse se la gente mi detesta. In realtà, la cosa mi diverte». Nel 2022 la talentuosa Jenna Ortega incanta gli amanti del black humor in Mercoledì (trailer), serie Netflix dove l’attrice interpreta l’iconico membro della famiglia Addams. Ma qui è fondamentale fare un passo indietro.

Durante un’inquietante e oscura notte del 1938, il mondo viene stregato dal genio di Charles Addams che decide di dar vita alla tenebrosa famiglia Addams: in seguito a numerose opere fumettistiche e cinematografiche di successo, gli Addams tornano a deliziare le dark souls attraverso gli autori Alfred Gough, Miles Millar e il regista Tim Burton con una serie dedicata alla brillante e sarcastica bestiolina della casa: Mercoledì. Caratterizzata da un tono più moderno, ma sempre fedele allo spirito gotico burtoniano, la serie è incentrata su misteri e inquietudini che avvolgono la cittadina di Jericho e la Nevermore Academy, scuola di reietti di cui la protagonista entra a far parte: grazie alla sua forte identità e alla sua autonomia decisionale, Mercoledì è degna d’essere definita un inspirational character, capace di muoversi in un labirinto di segreti con determinazione e fiducia nelle proprie potenzialità. La stagione d’esordio presenta diversi plot twist che anche il pubblico più sveglio e attento non avrebbe potuto prevedere tra rapporti conflittuali che diventano legami e apparenti sentimenti che nascondono un sanguinante futuro.

Nella seconda stagione della serie, gli autori decidono di mantenere il tono investigativo delle vicende iniziali, ma rendendo l’atmosfera più inquietante tra nuove creature mostruose e ospedali psichiatrici. Tra le principali tensioni, l’attenzione cade su un fenomeno che reca grande turbamento alla protagonista: Mercoledì, personaggio che ha sempre avuto il pieno controllo delle proprie visioni, subisce un forte crollo mentale, versando per la prima volta lacrime nere. L’avvenimento crea uno stato d’allerta nella madre Morticia (Catherine Zeta-Jones) che racconta alla figlia di come Ophelia, sua sorella minore e zia di Mercoledì, sia stata vittima di un identico crollo psichico: per questo motivo, la madre Hester Frump (Joanna Lumley), nuovo personaggio della serie che amplifica le dinamiche familiari, decise di portarla presso il Willow Hill Psychiatric Hospital, sperando che l’istituzione potesse curarla, ma Ophelia sparì misteriosamente; Morticia decide così di rompere Il libro delle streghe dell’antenata Goody Addams, figura presente in alcune visioni di Mercoledì, in quanto considerato un possibile catalizzatore per il potere.

Tra i numerosi tormenti vissuti dalla protagonista, vi è una preoccupante premonizione incentrata sulla morte della sua cara Enid (Emma Myers), evento che mira a formare una delle principali linee narrative della seconda stagione; parallelamente gli autori decidono di affidare un elemento di dark comedy a Pugsley (Isaac Ordonez), fratello della protagonista che una volta arrivato alla Nevermore, decide brillantemente di stringere amicizia con Slurp (Owen Painter), uno zombie, più precisamente un ex studente della scuola riportato in vita che rappresenterà l’ennesima fonte di guai e problemi, come se non ve ne fossero già abbastanza. Nel mentre, Morticia e la sua aura di eleganza ed oscurità vengono coinvolte in un comitato di fundraising, delineando così il subplot della serie: le nuove vicende di Mercoledì sono caratterizzate da una struttura narrativa molto più articolata e complessa tra intrecci di primaria importanza ed elementi secondari che sembrano essere lì, in silenzio, pronti per collaborare al disastro.

Mercoledì 2 Recensione serie Netflix di Tim Burton DassCinemag

Durante la visione degli episodi, un occhio analitico e appassionato non può far a meno di notare due elementi: dal punto di vista stilistico, gli amanti di Tim Burton entrano in estasi davanti ad una scena realizzata in stop-motion, tecnica d’animazione utilizzata più volte dal regista, in grado di creare un’esperienza maggiormente immersiva e surreale per il pubblico; i cinefili più attenti, invece, avranno notato anche un riferimento hitchcockiano durante la doccia di Gomez Addams (Luis Guzmán) dove il personaggio non si rende conto di essere in pericolo: Psycho docet.

Uno dei principali climax della stagione culmina nel caos scatenato dalla liberazione dei detenuti del Long-Term Outcast Integration Study, un programma segreto finalizzato a estrarre i poteri degli emarginati per trasferirli ai normali: la scena rappresenta l’apice dell’inquietudine per la componente visiva estremamente sinistra e per questo, è possibile affermare come Mercoledì non sia mai davvero stato un prodotto adolescenziale, bensì degno d’essere definito un thriller-psicologico a tutti gli effetti. Il confronto tra Mercoledì e Tyler (Hunter Doohan) in versione Hyde, personaggio emblema del concetto di body horror per la sua natura mostruosa, rappresenta un punto di grande tensione nel rapporto tra i due, ma attraverso sguardi trattenuti e piccoli gesti di reciproco sostegno, è possibile percepire un velato sentimento destinato a restare in eterno. La narrazione della seconda stagione si conclude con colpi di scena degni di un edge-of-your-seat feeling tra inaspettati ritorni, segreti, enigmi risolti e una burtoniana Lady Gaga; i nuovi eventi confermano come l’asse narrativo sia stato maggiormente direzionato verso le profondità di un noir psicologico sofisticato e disturbante.

La serie firmata Netflix resta un prodotto narrativamente e visivamente intoccabile: l’incredibile lavoro di stratificazione d’intrecci unito alle sublimi qualità interpretative e registiche seduce il pubblico, conducendolo in una dimensione sovrannaturale dove ogni dettaglio sembra così intensamente reale, presente e autentico.

Disponibile su Netflix.

Ti potrebbero piacere anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ho letto la privacy policy e acconsento al trattamento dei miei dati personali ai sensi del Regolamento Europeo 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. n. 196 del 2003 cosi come novellato dal D.Lgs. n. 101/2018.