Loki, recensione della nuova serie Marvel targata Disney+

Loki recensione serie TV DassCinemag

Dopo WandaVision e The Falcon and the Winter Soldier, anche Loki (trailer) giungle alla conclusione della sua prima stagione, a differenza delle due serie precedenti che invece continuano a costituire delle serie evento all’interno del macro-universo televisivo Marvel che con i suoi nuovi prodotti su Disney+ ormai sembra aver preso le distanze sia da Agents of SHIELD che dalle serie targate Netflix.

Al centro di questa serie ritroviamo, quindi, il dio dell’inganno, ma non la versione che ricordiamo dalle sue ultime apparizioni bensì una sua “edizione” più acerba, all’inizio del percorso da antagonista degli Avengers, prima di iniziare a muovere i suoi primi passi verso quell’evoluzione che lo ha reso uno dei personaggi Marvel più amati. Prima, soprattutto, di conoscere la perdita, il lutto e tutta quella serie di eventi consecutivi che lo hanno portato a rivalutare i propri (gloriosi) propositi e a renderlo, se non un antieroe, quanto meno una sorta di shapeshifter, ovvero quella figura ambigua a metà fra l’alleato ed il nemico che, non a caso, nell’ambito dei racconti fiabeschi Chris Vogler associa a maghi e streghe.

Ciononostante, la serie riesce comunque a proporci una versione più matura di quanto ci si sarebbe potuto aspettare del personaggio, che si ritrova all’interno di un contesto del tutto nuovo, quello della TVA, l’agenzia che si occupa di controllare il corretto flusso della sacra linea temporale infranta dal protagonista. Loki si ritrova dinanzi ad una nuova realtà e tutte le sue aspettative, la sua visione personale del mondo circostante, sono costrette a fare un passo indietro e a ricominciare da capo. Loki, però, non si ritroverà da solo ad intraprendere questo “viaggio”, se di viaggio si può parlare, dato che ci troviamo all’interno di un luogo atemporale e, per certi versi, aspaziale.

Tom Hiddlestone, infatti, sarà affiancato da Owen Wilson, nei panni di Morbius – un personaggio diverso dalle solite performance dell’attore – dando vita ad un’accoppiata interessante e coinvolgente fatta di amicizia ma allo stesso tempo di inganni, sfiducia e una sfida mentale che in realtà viene portata avanti con quasi ogni personaggio. Tra questi è inclusa Sylvie, una “variante” femminile della figura di Loki interpretata da Sophia Di Martino, che lo porta a doversi confrontare con se stesso in un modo insolito e dai risvolti imprevisti.

Loki recensione serie TV DassCinemag

Wandavision e The Falcon and the Winter Soldier si sono presentate come due serie prettamente distinte, per genere e realizzazione tecnica e Loki non è da meno. A metà fra il viaggio nel tempo e nello spazio in pieno stile Doctor Who e un court-room movie, Loki si presenta una serie interessante e, in un certo senso, sperimentale, ma con dei chiari problemi strutturali a livello di sceneggiatura. Più di una volta, infatti, la narrazione viene interrotta, creando un ritmo altalenante, dove ogni qualvolta si è davanti ad una svolta narrativa, il flusso del racconto viene bruscamente interrotto ritrovandosi davanti a delle puntate quasi sulla linea del filler (sono sei in totale), per poi riprendere nuovamente ma in modo esageratamente frettoloso sia per quanto riguarda le azioni dei personaggi sia per i loro rapporti interpersonali, che in alcuni momenti paiono addirittura forzati e surreali.

Anche a livello di regia la serie si presenta problematica in determinate sequenze, in particolar modo alcune coreografie sembrano state realizzate in modo frettoloso e con scarso coinvolgimento anche per quello che riguarda l’utilizzo degli attori, Tom Hiddlestone (purtroppo) in primis.

Nonostante questi problemi (alcuni, come quelli di scrittura, già presenti nelle due serie che l’hanno preceduta ma in quantità ridotta), Loki si lascia guardare con piacere, donando comunque momenti di grande coinvolgimento emotivo così come di sano intrattenimento puro, di quello a cui la Marvel ci ha beatamente abituati da diversi anni.

Inoltre, la serie appare ben più di impatto di quanto ci si potesse aspettare dopo i due lavori che l’hanno preceduta. Infatti, il finale in particolare, apre in maniera definitiva le porte ad una fase fondamentale della grande narrazione del MCU, che non solo vedrà una sua espansione nella già annunciata seconda stagione, ma anche in molti dei futuri film Marvel previsti per la distribuzione cinematografica. Sotto questo punto di vista, Loki rappresenta una svolta fondamentale e soprattutto coraggiosa, relegando un evento così importante nell’episodio finale della prima stagione di una serie TV che, probabilmente, potrà anche essere ignorata senza compromettere eccessivamente la propria visione dei film in sala, ma che comunque rappresenta una presa di posizione che difficilmente ci si sarebbe aspettati da una serie simile.

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