
La Casa: Il rogo del male (trailer) è il nuovo film diretto da Sébastien Vanicek, sesto capitolo della celebre saga cinematografica ideata da Sam Raimi. La pellicola è distribuita da Sony Pictures Italia e segue le tragiche vicende di Alice (Souheila Yacoub).
Alice è una giovane vedova che, dopo aver perso il marito William (George Pullar) in un terribile incidente automobilistico, decide di trascorrere del tempo con la famiglia del suo defunto coniuge per elaborare il lutto e condividere il peso della propria sofferenza. La morte di William avviene in seguito a un’accesa lite con la moglie fuori da una discoteca. Dopo che Alice gli urla di andarsene all’inferno, l’uomo decide di mettersi alla guida in stato di ebbrezza e in una condizione di forte alterazione psicofisica. Durante il tragitto, una strana e inquietante sagoma attraversa il suo cammino. William decide di sterzare per evitare di investirla, ma finisce tragicamente per perdere il controllo dell’auto.
Da questo incipit narrativo prende il via la vicenda soprannaturale, fatta di demoni che si impossessano man mano dei vari personaggi a partire dal momento in cui il corpo del defunto William, subito dopo l’incidente, viene posseduto da un’inquietante entità, che finirà poi per perseguitare tutta la sua famiglia e la stessa Alice. A risvegliare definitivamente questa feroce presenza paranormale è Edgar (Errol Shand), il padre del giovane, quando aprirà la bara nel tentativo di dare l’ultimo addio al figlio.

A questo punto c’è il cambio di location: dopo il funerale, la famiglia si reca nella villa dove, solo poco tempo prima, Alice e William avevano celebrato le proprie nozze, un luogo che appare ormai abbandonato a sé stesso e ridotto a uno stato di decadimento e rovina. Alternando lugubri interni a scene girate nei boschi limitrofi alla casa, fatti apparire nella loro dimensione più inquietante, l’aspetto demoniaco si intreccia alle dinamiche familiari e alle tensioni relazionali che sembrano l’humus ideale su cui innestare le vicende soprannaturali. Una volta riuniti all’interno della casa, iniziano a emergere le prime tensioni tra i familiari.
Edgar e sua moglie Susan (Tandi Wright) sono divorati dal dolore e diffidenti nei confronti della nuora. Infatti, attribuiscono a lei la responsabilità della perdita del figlio e sono convinti che la donna non soffra per la sua scomparsa quanto loro. L’unico a mostrarsi amichevole ed empatico nei confronti di Alice, è Joseph (Hunter Doohan), il fratello minore di William, meno spavaldo, intraprendente e carismatico del fratello e meno amato e stimato dai genitori. Joseph, così come Alice, non si è mai sentito realmente accolto all’interno della famiglia, è introverso, riservato, non possiede una carriera brillante e sogna di diventare uno scrittore, per raccontare le ricerche che il nonno aveva svolto sui demoni e su un gruppo di investigatori del paranormale che cercavano di realizzare un’arma in grado di sconfiggere il male.
Alle tensioni presenti si intrecciano quindi vecchi contrasti generazionali: i genitori di Joseph considerano la scrittura una perdita di tempo e, soprattutto, ritengono che il nonno fosse un folle, una figura malvagia a cui non bisognerebbe dare alcuna credibilità. Tra queste mura consumate dal dolore e dal risentimento, sembrano trarre alimento le presenze demoniache e l’interno della casa si trasformerà lentamente in un teatro di orrore e di omicidi, dominato dai Deadites.

Nel frattempo, mentre Alice tenta disperatamente di salvarsi, emergono le oscure verità sepolte dietro l’apparente perfezione di William. Dietro la maschera dell’uomo carismatico e ammirato si nascondeva una persona rancorosa, irascibile e soprattutto violenta, un uomo che aveva costretto sua moglie a vivere nella paura e nel silenzio, facendo sì che Alice fosse troppo spaventata dalla sua aggressività per trovare il coraggio di lasciarlo. Tutti erano a conoscenza di questo lato oscuro di William, eppure tutti si mostravano indifferenti e la loro omertà non faceva che alimentare la sofferenza della giovane.
Rispetto agli stilemi classici del film di genere, forse l’aspetto più interessante della pellicola è proprio questo intrecciarsi di una dimensione umana a quella soprannaturale: la violenza, l’orrore si nutrono certamente di antiche dimensioni esoteriche ma operano all’interno di contesti familiari estremamente realistici e quotidiani. Alice riuscirà finalmente a guardare in faccia il mostro con il quale per anni ha condiviso la propria vita.
Nel finale la dimensione reale sembra prevalere su quella fantastica offrendo una chiave di lettura nuova del film, tanto da far credere che questo horror, attraverso i cliché più classici del genere e l’immaginario soprannaturale (jumpscares, mutilazioni, musiche allegre che assumono una connotazione sinistra, interni cupi e immagini caratterizzate da un’illuminazione grigia e oscura), voglia in realtà raccontare qualcosa di molto più spaventoso e terrificante degli spiriti e dei demoni: la violenza domestica, un male molto più concreto e reale. La casa, per antonomasia simbolo di sicurezza e protezione, si trasforma, metaforicamente, in luogo di terrore, silenzio ed oppressione.
Al cinema.

