The girl from other side

Il manga Girl from the Other Side (Totsukuni no shōjo – Siúil, a Rún) di Yoshida Ayumu, in arte Nagabe, ha iniziato in Giappone la sua serializzazione nel settembre del 2015 riscuotendo immediatamente un incredibile successo. Capita raramente che un manga giapponese ottenga altre definizioni per essere descritto ma la peculiarità del disegno e la complessità della storia hanno portato la critica occidentale a riconoscere l’opera come graphic novel. Nel 2019 il prestigioso Studio IG (Ghost in the shell, Jin Roh e Blood) ha realizzato un cortometraggio (trailer), scritto e diretto da Yūtarō Kubo e Satomi Tani, basato sull’opera di Nagabe e presentato al Festival di Annency (manifestazione chiave per l’animazione mondiale) creando un’altissima aspettativa e speranza per un futuro anime di lunga durata. Il Japan Film Festival Plus ha deciso di chiudere la sua edizione online riproponendo proprio questo delizioso e delicato cortometraggio dalla qualità notevole e la confezione pregiata che regala ai lettori della serie la prima storia a colori della saga.

In un mondo distopico dove gli esseri viventi vivono reclusi in medievali città fortezze, la piccola bambina Shiva sembra essere la speranza di un futuro migliore. Un terribile virus può trasformare tutte le creature viventi in belve nere in apparenza incapaci di raziocinio, basta solo un tocco per contaminare chiunque tramutandolo in bestia. Eppure questa bambina dall’abito bianco ed i capelli biondi se ne resta sola nella radura di una foresta cantando e giocando con la natura, verrà trovata da una bestia che al contrario di ogni attesa si mostrerà elegante nel vestire e garbata nei modi, pienamente in grado di parlare e ragionare. Shiva si lascerà adottare dalla bestia e per i suoi modi e la sua tendenza ad educarla gli attribuirà il nome di Maestro. Da qui in poi nel manga seguiamo le avventura di Shiva e Maestro, il loro quotidiano e gli incontri attraverso i quali scopriamo dettagli sul contagio, sul mondo degli umani reclusi e sul mondo delle bestie.

Il cortometraggio resta esterno alla struttura della trama del manga, quindi può essere fruito anche da uno spettatore a digiuno dalla storia originale, e si concentra sul delicato rapporto fra Shiva e Maestro. I colpi di scena sono strutturati sulle piccole paure del quotidiano e sulla relazione delicata e toccante che si instaura fra la piccola bella e la sua colta bestia. L’ambientazione distopica aumenta la sensazione di isolamento e paranoia e la scelta di collocare il racconto in un mondo fantasy occidentale, molto legato alle fiabe tradizionali e al loro immaginario, crea una piena familiarità agli occhi dello spettatore occidentale. Girl from the Other Side è cortometraggio delicato e potente davvero imperdibile se amate l’animazione di qualità e le favole dal taglio adulto.

https://i2.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2021/03/maxresdefault.jpg?fit=1024%2C576&ssl=1https://i2.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2021/03/maxresdefault.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Daniele ClementiFestival#JFFP,Girl from the Other Side,Japan Film Festival Plus,Nagabe,Satomi Tani,Yūtarō KuboIl manga Girl from the Other Side (Totsukuni no shōjo - Siúil, a Rún) di Yoshida Ayumu, in arte Nagabe, ha iniziato in Giappone la sua serializzazione nel settembre del 2015 riscuotendo immediatamente un incredibile successo. Capita raramente che un manga giapponese ottenga altre definizioni per essere descritto ma...Università degli studi di Roma La Sapienza