I soldi in poche parole, la recensione della docuserie Netflix

Miniserie Netflix, I soldi in poche parole (trailer) è un’esplorazione sul concetto del denaro da più punti di vista; un’interessante panoramica che, unendo diversi approcci e approfittando di interessanti digressioni, ci accompagna in una riflessione su cos’è il denaro, cosa rappresenta, e soprattutto cosa è stato e cosa sta diventando.

Divisa in cinque episodi raggruppati per temi, I soldi in poche parole semplifica una serie di concetti con i quali tutti, più o meno, abbiamo avuto a che fare, portandoci a esplorarli nel dettaglio, da una prospettiva tanto economica quanto, diremmo sociologica: non è soltanto l’aspetto economico a essere approfondito, ma anche l’impatto che questo ha sulla nostra società, com’è cambiato, e perché la nostra mente ci porta a reagire a determinati meccanismi in un certo modo.

La voce narrante di questa peculiare quanto concisa docuserie ci accompagna nell’esplorazione, non di un episodio storico, ma di un macro-argomento, poi diviso in sotto-temi. Quest’impostazione piuttosto particolare, unita a uno stile molto dinamico, capace di bilanciare testimonianze di esperti su varie faccende, riferimenti puntuali a programmi televisivi vintage, e grafiche semplici quanto efficaci, ricorda molto un tipo di montaggio più spesso visto su piattaforme come youtube. Portando quanto meno a riflettere su una possibile commistione ed evoluzioni di generi dei media visuali.

A partire infatti dall’argomento, viene da chiedersi quali siano, ad oggi, i confini tra i vari possibili formati – la nozione stessa di serie TV mantiene una dicitura che è ormai palesemente inadeguata ai tempi, e forse inadeguati, o quanto meno da rivedere, sono anche gli altri generi. Quello che infatti accomuna I soldi in poche parole con un tipo di prodotto visivo che ascriveremmo a YouTube, ma che sempre più si espande anche sulle altre piattaforme, è anche un tipo di approccio “olistico”. Prendendo le mosse da una realtà estremamente complessa e stratificata, si propone non di indagare un preciso fatto storico, ma di isolare un fenomeno particolare, utilizzandolo come chiave di lettura.

Se infatti la realtà in cui siamo immersi è un continuo e ininterrotto flusso di informazioni, è anche vero che sempre più stanno nascendo interpreti di quella stessa realtà, dediti non tanto a creare intrattenimento o storie, ma a raccogliere e organizzare dati reali. Riproponendoli, poi, attraverso prodotti artistici, sono capaci di veicolare una conoscenza che non abbiamo fatto in tempo ad assorbire e che, quindi, ci appare come qualcosa di nuovo.

Esplorando diversi aspetti dell’economia americana, I soldi in poche parole non si propone soltanto di dire qualcosa sul denaro, ma, indirettamente, di parlare di noi umani e delle nostre società, in un modo interessante e istruttivo.

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