
I Fantastici Quattro – Gli inizi (trailer) aveva tutti i presupposti per essere un grande film. Almeno al livello del precedente Thunderbolts che, non era un capolavoro, ma riusciva ad essere godibile. Questo ultimo lavoro Marvel non riesce a convincere pienamente: è costellato di scelte discutibili, retorica forzata, personaggi lasciati nell’inutilità e alcune scene decisamente superflue.
Attenzione però. Non è un film terribile, in alcuni punti riesce persino a brillare. La CGI funziona e i nemici sono credibili sia nei movimenti che nella presenza scenica. Un altro elemento estremamente positivo è la scelta di Michael Giacchino per la colonna sonora che rappresenta senza dubbio il punto di forza del film. Anche la fotografia offre immagini di grande impatto, soprattutto nelle sequenze ambientate nello spazio o in quelle in cui gli antagonisti riempiono lo schermo nei momenti più critici. Allora rimane solo il quesito: ma la regia?
Si ipotizzava una “scenografia anni ’50”, persino in una “regia anni ’50”. Che bel sogno sarebbe stato. Le scenografie sono effettivamente brillanti ma decisamente futuristiche… così come le tecnologie non hanno limiti. Per quanto riguarda la regia, è una classica regia film Marvel anni 2020. Non ci sono movimenti di macchina intelligenti, le scene d’azione sono dirette in maniera sufficiente. Che peccato che questo film sia uscito proprio in concomitanza con Superman: avrebbe da imparare.
Inoltre i Fantastici Quattro è davvero considerabile fantasy. Ma per più motivi. Primo tra tutti, una minaccia che potrebbe mettere in pericolo il mondo, trova quest’ultimo ad unire le forze per tentare di sconfiggerlo. Questo sì che è fantasy, soprattutto mostrato da uno studio americano. Superman stesso ci parla di guerra, di paesi che non si aiuterebbero mai l’un l’altro, mentre qui l’unico conflitto è “famiglia contro il male”.

Per quanto Superman non facesse sganasciare dalle risate come altri film di Gunn, qualche battuta intelligente o qualche situazione divertente riusciva a crearla. Questo film avrebbe da imparare anche in questo caso dove, al massimo, si sorride. Se si sorride è per i motivi sbagliati. Vanessa Kirby riuscirà anche a recitare ottimamente nelle scene più romantiche e che scaldano il cuore… ma quando si tratta dell’azione il suo mewing non aiuta.
Questo film non ha preso solo Michael Giacchino da un film come Gli Incredibili, ma anche alcune scene. All’inizio, soprattutto, ci sono immagini ed inquadrature che citano davvero tanto il vecchio film Pixar. Ebbene, lo citano soltanto nelle immagini e in alcuni valori, perché quando si tratta di combattimenti e tema famiglia si perde completamente. Quest’ultimo tema aleggia nei discorsi, nell’aria delle persone, in alcune inquadrature in set preimpostati dell’Ikea, e basta. I protagonisti non combattono mai assieme, al massimo lottano scontri singoli tutti insieme. C’è un aiuto reciproco, sì, ma più individuale che collettivo.
Tanto si parla di famiglia, ma un povero personaggio come “La Cosa” è lasciato lì a morire nei vecchi valori. Questo film non si chiama “le origini”, ma “gli inizi”, infatti tutti i personaggi maturano e affrontano nuove questioni. La Cosa no. Rimane incatenato nella ricerca di affetto che si è vista già. Cerca di essere accettato, di provare ad uscire dal roccioso guscio che lo racchiude. Eppure, sono passati 20 anni dal film del 2005. Il personaggio roccioso è rimasto ancorato ai tempi andati, e in questo film ha poche scene sullo schermo, e di contorno, che se non ci fossero state sarebbe stato uguale.
Trovarsi in sala un film tanto atteso con una sufficienza tale, rattrista molto. Soprattutto dopo la speranza data da Thunderbolts, sembra quasi che, a parte in alcuni punti, la Marvel si sia nuovamente adagiata sugli allori. Riuscirà a tenere testa all’iconicità che sta ottenendo la DC in questi tempi? O continuerà la sua strada di sufficiente adeguamento? Una cosa è certa: se Giacchino continuerà ad essere chiamato dalla Marvel per comporre musica, ci sarà sempre un motivo in più per vedere i loro film.
Al cinema.

