
Il 5 marzo è uscito su Netflix Ho visto la TV brillare (trailer) per la regia di Jane Schoenbrun e datato 2024. Un traduzione un po’ goffa del più suggestivo titolo originale, Saw the TV Glow. Il film, al momento della sua uscita, cavalcava l’onda del sottogenere Analog Horror, ereditandone gli stilemi ma contemporaneamente esercitando una certa autonomia, dimostrando anche un certo gusto estetico per le atmosfere rarefatte. Giunto da noi con un inspiegabile ritardo, dopo essere stato presentato in concorso prima al Sundance Film Festival e poi alla Berlinale, raccogliendo un notevole successo di critica.
La trama è molto semplice: due adolescenti solitari, Owen (Justice Smith) e Maddy (Jack Haven) riescono a stringere un legame di amicizia grazie alla passione comune per la serie televisiva The Pink Opaque. Una serie televisiva, a metà tra Buffy e Piccoli Brividi, che segue a sua volta le avventure di due ragazzine dotate di poteri psichici mentre tentano di rovinare i piani di Mr. Malinconia (una specie di versione distorta della luna di Méliès). Owen e Mandy, già segnati da una vita miserevole e dall’incapacità di sentirsi a loro agio con se stessi, prenderanno strade diverse. L’abisso emotivo, già presente in Owen, si farà man mano più profondo, impedendogli di distinguere ciò che è reale da ciò che è finzione.

Sin da subito è evidente la sua ispirazione ai vari Twin Peaks , Archive 81 e tanti altri prodotti con una precisa direzione e visione artistica: Ho visto la TV brillare è un film che si adorna con luci al neon, spazi liminali e dialoghi pieni di eloquenti silenzi. Ma è anche un film che lascia tanto spazio alla sua colonna sonora, inserendovi anche una cover: Tonight, Tonight degli Smashing Pumpkins (ancora una volta torna Méliès).
Una scelta peculiare, che aggiunge un ulteriore chiave di lettura, a livello cronologico e simbolico . Il brano fa parte del terzo album della band, Mellon Collie and the infinite Sadness, uscito nel 1995, un anno prima dell’inizio della vicenda del film. Canzone simbolo di un’intera generazione, dietro il suo arrangiamento orchestrale e il suo ritmo energetico una riflessione agrodolce sul passare del tempo e contemporaneamente una celebrazione dell’attimo presente, nel suggestivo scenario di una notte che affoga in una nostalgia decadente.
La stessa notte che cullava Owen mentre, in maniera ossessiva, guardava e riguardava i nastri registrati di The Pink Opaque. Ma la nostalgia, con il passare del tempo si dimostra fallace. Ormai adulto, riguarda per l’ennesima volta la serie(stavolta in streaming), ma scopre un prodotto maldestro, totalmente diverso da quello che il film stesso aveva mostrato attraverso brevi spezzoni (realizzati in maniera eccezionale, sembrano realmente estratti da una puntata particolarmente spaventosa di Hai paura del buio o Piccoli Brividi).
Quando ormai il peso della nostalgia si fa ormai insopportabile, Owen decide di abbandonarsi a una richiesta d’aiuto. Decide, metaforicamente, di crocefiggere l’insincerità, di urlare ciò che sente e di offrire alla notte ciò che realmente tiene sigillato dentro se stesso. Ma se Tonight, Tonight si concludeva con la promessa che «stanotte, l’impossibile diventa possibile», Owen continuerà a girare a vuoto, come il nastro di una videocassetta. Ma almeno, per un singolo momento, è riuscito a scrollarsi dalla sua infinita tristezza.

