
Nell’esordio alla regia di Aziz Ansari, Good Fortune, (trailer) Il cielo sopra Berlino (Wenders, 1987) incontra Quel pazzo venerdì (Waters, 2003), e ne consegue una commedia sul contrasto tra i modi di vivere attuali; l’angelo Gabriel (Keanu Reeves) incontra due personaggi completamente opposti, Kaj (Aziz Ansari), obbligato a fare più lavori per sopravvivere e Jeff (Seth Rogen), un milionario. In un gesto ribelle mette uno nei panni dell’altro, scambiando le loro vite, contemporaneamente sacrificando la sua immortalità e dunque, diventando umano pure lui.
La premessa del film di Wenders e quello di Ansari sono uguali – un angelo onnipresente che sorveglia e interviene nelle vicende umane, fino a diventare umano lui stesso – ma se nel film di Wenders è una metamorfosi che si deve all’amore, adesso prende una piega più realistica: Gabriel fallisce nel suo compito da angelo custode e viene retrocesso, costretto a vivere la vita umana.
In un’intervista il regista afferma di essersi ispirato a Il cielo sopra Berlino principalmente per la “caduta dal cielo” dell’angelo, la conquista dell’umanità e le difficoltà legate a questa metamorfosi; racconta di una scena pensata per il film di Wenders in cui Damiel (Bruno Ganz), una volta diventato mortale, si ubriaca e istiga una rissa. In un certo modo viene sottolineato il lato oscuro della vita umana, vengono resi noti gli inganni e aspetti materiali di essa. Si vede un parallelo con questa scena nel film di Ansari, in cui Gabriel è costretto a lavorare come lavapiatti in un ristorante, e dopo aver sperimentato questa realtà perde le speranze, iniziando a bere e fumare.

Il contesto storico attuale viene spiegato perfettamente; vengono messi in evidenza gli aspetti distopici e contrastanti della società post-industriale, in particolare il modello americano. Si vede l’introduzione di robot che portano gli ordini, sostituendo gli umani, le file lunghissime per entrare in un locale “virale” ed il bisogno di dover avere più di un sostegno economico per sopravvivere. Vengono mostrati i diversi modi di vivere il divario economico e sociale; da una parte cresce la coscienza di classe con la fondazione di sindacati, mentre regna l’ignoranza nelle classi sociali più alte. I due estremi dello spettro si incontrano, portando al punto di svolta dell’intreccio: Jeff è costretto a vivere la realtà di Arj di prima mano, e si ha l’inizio di una riflessione sulla situazione.
Le tematiche sopra menzionate sono trattate con comicità e leggerezza, grazie in parte alla recitazione di Reeves: recita le battute con un tono quasi da pubblicità, sottolineando la sua inesperienza nel stare al mondo e la sua ingenuità. La commedia incontra la denuncia sociale, il film prende un punto di vista satirico, con battute come “eat the rich”.
I personaggi di Arj e Gabriel si rispecchiano, entrambi con buone intenzioni ma poco potere di agire, sentono di non poter far molto per migliorare la loro situazione, fino a quando l’angelo non prende la decisione di modificare il destino di Arj, che porta ad uno scambio di identità con l’imprenditore Jeff e il rovesciamento del destino imposto dall’alto.
Alla fine dei film i tre protagonisti hanno avuto il modo di sperimentare realtà diverse da quella di partenza: l’angelo capisce che tante volte non esiste la fortuna, ciò nonostante si rende utile nella vita di un lost soul (come viene definito Arj); Jeff passa dall’essere ignorante a sostenere i diritti dei lavoratori, mentre Arj si rende conto del ruolo della felicità nella vita, indipendentemente dai soldi.

