Goat – Sogna in grande, la recensione: girando attorno al basket

Goat - sogna in grande, recensione

Goat – Sogna in grande (trailer) fa porre un quesito allo spettatore, ovvero: dov’è il basket? Dov’è questo film sportivo con gli animali tanto agognato? Sicuramente non qui, probabilmente è la sala sbagliata. No, è giusta. Ma allora perché ciò che ci si trova davanti è un dramma d’amicizia fra due animali, con qualche pizzico di sport e una tonnellata di produzione e meme?

Il trailer del film e Sony come casa di produzione ingannano facilmente. Il “GOAT” è solo l’animale, non c’è alcun miglior giocatore in campo. Uno dei problemi maggiori del film risulta essere proprio il protagonista. Quando ottiene una vittoria, a dire il vero sotto c’è una sconfitta in attesa di essere svelata. Quando perde, non importa, perché comunque una piccola vittoria è comunque ottenuta. Il personaggio né migliora perché è già praticamente perfetto, né sbaglia. Da quando c’è lei, la scalata al successo è assicurata. Ha persino il potere mistico di potenziare anche i propri compagni di squadra per nessun motivo.

I suoi compagni sporadicamente utilizzano le loro unicità di animali per vincere, chiaramente sbloccate solo dopo la presenza del protagonista in squadra. Per quanto riguarda la loro caratterizzazione risulta scadente: ognuno ha i propri sogni, ma non importano per la trama. Solo qualcuno di loro fa ridere, in un film che generalmente fa al massimo sorridere per qualche scena buffa, ma niente più.

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Non è possibile poi giustificare il motivo per cui le partite sono montate con poche immagini, mentre le sciocchezze che girano attorno al basket prendono così tanto minutaggio. La cosa che fa più imbestialire è notare che ogni campo da gioco è singolare, con elementi che lo contraddistinguono. Vederli per così poco tempo, mostrando solo la loro unicità, per poi passare alle canzoni dissing e ai meme fa davvero piangere. Le partite mostrate maggiormente lungo tutto il film sono letteralmente due, tra cui l’ultima, per poi passare a inquadrare i personaggi andare incontro alle loro problematiche tra amici. Ma perché?

La teoria è che questo prodotto dovesse essere inizialmente una serie, poi mischiata il meglio possibile per essere un film. Succede tutto troppo in fretta, non si valorizzano i momenti importanti per il protagonista, e neanche le partite lasciano un segno. Per non parlare delle canzoni usate. Non basta usare l’hip-hop per fare il “yo, yo, siamo nel ghetto! Dobbiamo mostrare che sappiamo com’è la musica dei giovani!”. Devono anche loro essere un minimo memorabili, eppure pare che abbiano usato il minimo indispensabile, e senza collegarlo alle immagini a schermo!

È comunque da dire che Goat – Sogna in grande è il film perfetto per chi è interessato a ciò che gira intorno al basket. Come citato prima: i meme, le canzoni dissing, la produzione delle squadre, i contratti sono centrali nella trama! Così gli appassionati che vogliono vedere un po’ di azione sportiva rimangono delusi, mentre chi non sa nulla di basket… anche! Saranno felici quelle quattro persone che si interessano ad un film sui meme.

Tra lunghe chiacchiere e pochi scorci di partite, le uniche cose che si salvano di questo lungometraggio sono fotografia, grafica e colori. Un marchio di fabbrica certo per la casa Sony, ma non è sufficiente a sollevarlo, come non è sufficiente la partita finale dopo un’ora inutile. L’odore di flop è palpabile. L’unica speranza è l’America, ma sarà sufficiente?

Al cinema.

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