Generazione fumetto, la recensione: raccontare un universo

Generazione fumetto recensione documentario Omar Rashid DassCinemag

Cos’è il fumetto? Omar Rashid, con il suo documentario, si pone il difficile obbiettivo di raccontare una forma d’arte troppo spesso relegata al ruolo di mero svago. Per farlo, chiama in soccorso le voci di diverse personalità.

Generazione fumetto (trailer) è costruito con delle interviste a sette artisti, su cui si innestano interventi di attori, comici, scrittori, studiosi ed editori. I sette fumettisti sono tra i più famosi della scena italiana contemporanea: Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua, Maicol & Mirco, Mirka Andolfo, Sara Pichelli, Rita Petruccioli e Sio. Molto diversi per stili e pubblico a cui si rivolgono, ognuno racconta la propria esperienza: cos’è il fumetto per loro, i primi approcci, il metodo di lavoro, le opere che li hanno ispirati. Dalle varie testimonianze emerge un’immagine della “nona arte” come un mezzo per raccontare storie senza filtri, esprimere pensieri in totale libertà e decodificare la realtà in modi non convenzionali. 

Rashid ha voluto raccontare anche i fumetti oltre la carta, esplorando il colorato mondo delle fiere, dove personaggi nati dall’inchiostro camminano in mezzo al pubblico. Alle interviste si mescolano immagini del Lucca Comics & Games, con la cui collaborazione è realizzato il documentario. Quello di Lucca è uno degli eventi più grandi e importanti a livello internazionale e richiama migliaia di visitatori ogni anno, a testimonianza di come, nell’ultimo periodo, il fumetto sia entrato a far parte delle vite delle nuove generazioni, contaminando anche altri media. I suoi personaggi, infatti, sono arrivati in televisione e al cinema con cartoni animati e cinecomic.

Generazione fumetto recensione documentario Omar Rashid DassCinemag

A proposito del legame tra cinema e fumetto, è interessante notare come Rashid abbia usato elementi fumettistici per il suo documentario: segni grafici nelle inquadrature, suoni onomatopeici, disegni, animazioni e lo split screen che divide lo schermo in vignette. A parte le scene girate ai firmacopie, l’effetto complessivo è quello di omogeneità visiva.

Ma a chi è rivolto Generazione fumetto? Per il modo in cui si è cercato di fare una panoramica generale su un argomento molto complesso e pieno di sfaccettature, verrebbe da credere sia pensato per avvicinare un pubblico meno esperto in materia. Per questo è vincente l’idea di inserire volti noti come Gabriele Mainetti e Lillo Petrolo. Purtroppo, però, si ha l’impressione che, per raccontare il maggior numero di cose possibili, molti aspetti siano stati solamente sorvolati

Un documentario, quindi, nato da una bellissima idea ma, in fin dei conti, poco adatto per i più esperti che non vi trovano nulla di nuovo e non molto coinvolgente per un pubblico di neofiti.

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