#FEFF28: Tunnels: Sun in the Dark, la recensione del film di Bùi Thạc Chuyên

the sun in the dark, recensione

Nel 2025 in Vietnam sono usciti due film sulla storia della resistenza durante la guerra ed entrambi hanno avuto un grosso consenso in patria e una buona considerazione da parte della critica. Il film Red Rain di Dang Thai Huyen è stato il blockbuster dell’anno ed ha rappresentato il Vietnam nella competizione degli Oscar americani. Si tratta di un film epico, costruito su una visione romantica del conflitto e della resistenza con momenti emotivi, forse perfino troppo forti per i gusti del pubblico occidentale.

Il secondo film è il prezioso Tunnels: Sun in the Dark (trailer) di Bùi Thạc Chuyên, presentato in Concorso Ufficiale al Far East Film Festival 2026. I protagonisti del film di Bùi Thạc Chuyên vivono conflitti interiori, paure e frustrazioni che gli eroi perfetti di Red Rain non conoscono, e questo aumenta l’empatia verso di loro, li normalizza e li rende affini anche allo spettatore più diffidente.

Per il pubblico occidentale questo film è una straordinaria opportunità per conoscere una guerra da sempre mostrata da un unico punto di vista: quello nord-americano. Naturalmente la produzione di Hollywood non ha sfornato solo titoli di propaganda come Berretti Verdi di John Wayne o il reaganiano Rambo 2 – La vendetta di George Pan Cosmatos, ma anche opere fortemente critiche sul ruolo degli Usa in Vietnam come i capolavori Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, Platoon di Oliver Stone e Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Film in cui il messaggio pacifista prevale, ma dove la resistenza vietnamita resta pur sempre qualcosa di spettrale ed incomprensibile, un nemico silenzioso e quasi surreale.

Con Tunnels: Sun In The Dark questo vuoto comincia ad essere colmato: non siamo davanti ad un film di propaganda, retorico ed epico, bensì ad un film drammatico sulla guerra e sui sacrifici e i traumi che ne derivano. Una storia di persone che non manca di momenti d’azione o di passione ma che li filtra attraverso un bisogno di realismo così marcato da eliminare luoghi comuni e cliché. Condividiamo con il popolo vietnamita la vita senza sole nei tunnel, i problemi di un quotidiano di bombardamenti e napalm, momenti di coraggio che si alternano a momenti di codardia ma anche di amore. Una particolare attenzione è rivolta alle guerrigliere, raccontate nella loro fragilità quanto nella loro forza. Eroine umane che, esili e quasi scalze ma armate di bazooka, combattono contro carri armati e nerboruti soldati marine. Nella profondità de tunnel si condivide l’amore come l’odio, la gioia come la tristezza, si festeggiano i compleanni o si porta l’aggressività ai suoi massimi vertici, dimenticandosi che il nemico è la fuori. Uno splendido film drammatico con scene di combattimento di alto livello ed alcune sequenze, come quelle girate nei tunnel, davvero magistrali. Un film finalmente narrato da un punto di vista diverso da quello a cui siamo abituati.

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