
Fujiko (trailer), l’opera prima di Taichi Kimura ha trionfato all’ultima edizione del Far East Film Festival ricevendo il premio della Giuria, del pubblico e del pubblico specializzato. Una storia femminista e minimalista ben girata e dalla perfetta resa drammatica che fa sperare bene nei confronti del giovane regista. Il racconto si svolge nel nostalgico periodo del miracolo economico giapponese fra gli anni ’78 e ’80 e racconta l’arco narrativo di una giovane donna che cerca di vivere a prescindere dai pregiudizi e da una società fortemente patriarcale.
La giovane Fujiko si vede rubare la figlia dalle braccia perché quest’ultima la rallenta sul posto del lavoro, una volta riuscita a recuperare la bambina comincia un tormentato viaggio nel sistema giapponese dell’epoca, completamente chiuso all’idea di una madre single lavoratrice. Con l’aiuto di alcuni amici, Fujiko inizia la sua lotta per essere un individuo produttivo e una brava madre in un sistema che non accetta l’idea di una figura simile. Lavorerà per la Yakuza, incredibilmente più aperta rispetto allo Stato, per arrivare fino ad una folgorante carriera nel mondo delle assicurazioni; ma proprio quando sta per trasferirsi dalla provincia alla capitale ecco arrivare una proposta di matrimonio gestita come una trattativa commerciale dal suo fratello maggiore. Un film degno della scuola di Ozu che affronta temi universali ed allo stesso tempo moderni, che ha conquistato il cuore del pubblico. Fujiko è un film di rivincita e rinascita che supporta e sostiene un femminismo che ancora oggi in Giappone vede le sue difficoltà. L’opera prima di Kimura è intensa e coinvolgente, ricca di colpi di scena ed ironia che parla al cuore del pubblico ed alla mente della società giapponese perché possa nascere e svilupparsi un sistema economico e lavorativo più a misura di essere umano.

