#FEFF28: Blades Of The Guardians: Wind Rises In The Desert

Blades of the guardians, recensione

Yuen Woo-ping è un gigante del cinema asiatico ed è per l’Occidente uno dei nomi meno noti e più importanti per chi ama il cinema di arti marziali. La sua carriera ha inizio nella Hong Kong sotto controllo del Regno Unito con maestri fondamentali del cinema orientale come Chang Che e King Hu. Durante la giovinezza Yuen era un capace maestro di arti marziali e già un abile coreografo di combattimenti che ha conosciuto e lavorato con tutti i più grandi del genere come Lo Wei e perfino Bruce Lee. Yuen Woo-ping, che ha scoperto e lanciato le principali star del cinema di arti marziali asiatiche, è stato un nome determinate per la carriera di Jacky Chan e dell’attrice premio Oscar Michelle Yeoh.

Dopo il ritorno di Hong Kong alla Cina nel 1997 la carriera del cineasta si è spostata prima a Taiwan e poi ad Hollywood, dove ha creato alcune delle scene di combattimento marziale più famose della storia del cinema contemporaneo. Sono suoi tutti i combattimenti del film La tigre e il dragone di Ang Lee e sempre suoi quelli del cult cyberpunk The Matrix delle sorelle Wachowsky. Infine, ha supervisionato anche i combattimenti del cult movie Kill Bill di Quentin Tarantino e The Grandmaster di Wong Kar Wai. Occasionalmente, Yuen Woo-ping si occupa personalmente di dirigere film di genere e, anche se talvolta si parla di produzioni minori rispetto a quelle citate qui sopra, sono pur sempre opere che lanciano talenti o nuove tecniche per raccontare i duelli marziali.

Al Far East Film Festival, in occasione del suo premio alla carriera, il maestro Yuen Woo-ping ha presentato il suo ultimo imponente kolossal di genere wuxiapian: il primo capitolo della trilogia Blades of the Guardians. Il progetto si basa sul popolare manhua cinese di Xianzhe Xu, già autore della popolare serie animata cinese Biao Ren. Blades of the Guardians: Wind Rises In The Desert (trailer) è un prodotto spettacolare ad altissimo budget di cavalieri erranti, interamente ambientato nel deserto della Manciuria, che rimanda alla letteratura classica cinese. Le sequenze di combattimento sono tanto complesse quanto spettacolari e il regista Yuen Woo-ping mostra tutte le sue capacità e la sua esperienza di decenni. La trama è piuttosto semplice perché la priorità va alla spettacolarità delle scene d’azione; i personaggi sono molto legati alla tradizione del genere e rispettano i canoni di una cinematografia che, in Estremo Oriente, corrisponde al western per l’Occidente. Il primo capitolo della nuova saga di Yuen Woo-ping è suggestivo e convincente ed è un chiaro esempio di eccellenza dell’industria cinematografica cinese contemporanea.

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