#ClassiciSuDisney+: Lilo e Stitch (2002)

Lilo e Stitch

Lilo e Stitch è un film d’animazione targato Disney del 2002, diretto, ideato e sceneggiato da Chris Sanders e Dean De Blois, i quali possono vantare anche la gestione dello storyboard nella fase di pre-produzione. Il film non solo è stato nominato agli Oscar nella categoria Miglior film d’animazione -battuto da La città incantata del maestro indiscusso nipponico Miyazaki -, ma ha riscontrato un enorme successo al box office e un particolare e unanime apprezzamento della critica grazie all’insegnamento morale insito nel film.

L’esperimento 626 è frutto della creazione di Jumba Jookiba, un dottore che si diletta in esperimenti genetici. Ritenuto eccessivamente aggressivo e mostruoso, 626 viene ritenuto dalla Federazione Galattica un pericolo e si quindi decide di esiliarlo. 626 riuscirà a dirottare l’astronave e, impostando delle coordinate a caso, finirà sul pianeta Terra, più precisamente su un’isola hawaiana dove incontrerà Lilo, una bambina del posto che deciderà di prenderlo come “cane domestico”, con le perplessità della sorella Nani.

Lilo e Stitch è il primo film della Disney ambientato alle Hawaii, elemento geografico che si rivelerà un primo fattore di novità e di spicco e, a detta dello stesso Sanders “un grande passo”. La scelta della località andò a creare un flusso di creatività tale da far rientrare la cultura hawaiana in modo magistrale nei temi tanto cari alla Disney. Questo lo possiamo riscontare nei colori e nelle ambientazioni, ma anche nella colonna sonora, la quale esula dai canoni classici, portando sullo schermo principalmente musiche di stile hawaiano, accompagnate dalle famosissime melodie di Elvis Presley.

La scelta delle isole Hawaii ha inoltre condizionato anche il fulcro stesso della storia: mentre il team di animazione visitava l’isola di Kauai – dove è di fatto ambientato il film – venne a conoscenza, grazie alla loro guida turistica, del concetto della famiglia estesa hawaiana, espresso dal termine Ohana, che diventerà poi elemento centrale, come ricorda Sanders stesso: <<Dovunque andassimo, la nostra guida sembrava conoscere qualcuno. Fu proprio lui a spiegarci il concetto hawaiano di “ohana”, un senso di famiglia che si estende ben oltre i tuoi parenti più prossimi. Quell’idea influenzò tanto la storia da diventare il tema fondante, la cosa che provoca l’evoluzione di Stitch aldilà di quello per cui è stato creato, cioè distruggere>>.

Caratteristica del film è anche la commistione di vari generi. Vengono mescolate le fantasie sci-fi di George Lucas e di Gene Roddenberry (rispettivamente creatori di Star Wars e Star Trek) con il rock puro di Elvis Presley, andando a creare un’ambientazione unica e moderna. Per quanto concerne l’animazione, la Disney opta per un ritorno alle origini utilizzando sfondi dipinti ad acquerello, questo sia per evocare la luminosità tipica dei libri di fiabe, sia per richiamare la direzione artistica dei classici degli anni ’40 – primo tra tutti Dumbo del 1941 – nonostante l’animazione computerizzata non venga accantonata del tutto, ma usata soprattutto nelle scene complesse che richiedono una coerenza prospettica.

Lilo e Stitch presenta al suo interno dei concetti fondamentali: è un film che parla di abbandono e della continua ricerca del proprio posto nel mondo e di sapere di poter contare sulla famiglia. Lilo e Stitch sono legati da questo bisogno primordiale, dal desiderio di sentirsi accettati e di non essere mai dimenticati. È molto significativa la strategia del film di non far incontrare i due protagonisti per caso, ma è Lilo che prende Stitch al canile, sottolineando l’importanza della solidarietà. In aggiunta la bambina lo sceglie proprio per il suo aspetto non conforme, questo sottintende l’importanza dell’uscire dalle gabbie mentali a cui siamo sottoposti e dai preconcetti che offuscano il giudizio su ciò che in realtà è una persona.

Anche la figura di Nani ricopre un ruolo fondamentale, rappresentando una giovane ragazza che tra sforzi e sacrifici vuole a tutti i costi tenere la custodia della sorellina. Lei raffigura la famiglia, tema come sappiamo molto caro alla Disney, che si prende cura di noi e che non deve per forza rientrare nei canoni stereotipati.

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