
Il giorno 26 febbraio sono uscite le ultime quattro puntate della quarta stagione di Bridgerton (trailer), la serie ideata da Chris Van Dusen e prodotta da Shonda Rhimes, ambientata durante la Reggenza inglese.
Il protagonista di questi otto episodi è Benedict (Luke Thompson), impegnato nella ricerca di una ragazza misteriosa intravista una sola volta durante un ballo in maschera. La narrazione si intreccia alla storia di Francesca (Hannah Dodd), con piccoli indizi che ne anticipano il futuro e la stagione dedicata alla sua vicenda amorosa. Infine, Violet (Ruth Gemmell), che riscopre una nuova libertà e il desiderio di incontrare uomini, anni dopo la morte del marito.
Volutamente ispirata a Cenerentola, la trama principale racconta una storia che, più che di amore, è un caso di ossessione: un uomo incapace di allontanare il pensiero da una donna. Nel libro, tra il primo incontro e il secondo passano circa due anni, due lunghi anni in cui Benedict non fa altro che pensare alla misteriosa dama, che però ha le stesse caratteristiche di tutte le altre: è bionda e con gli occhi chiari. Nella serie questo dettaglio viene meno; da un lato è un bene perché si viene a creare un cast più inclusivo, dall’altro, rende la protagonista troppo riconoscibile, il che rende meno realistica la confusione di Benedict. Probabilmente per questo hanno aggiunto il dettaglio dell’alcol: l’uomo appare spesso mentre beve, e diventa più credibile che non ricordasse perfettamente i lineamenti di una donna vista una sola volta.
La loro storia rispecchia perfettamente i canoni dello slow-burn, un trope letterario caratterizzato da lunghe attese e da un romance che si fa desiderare. Questo elemento tiene lo spettatore incollato allo schermo, in attesa di qualcosa che sembra non arrivare mai. Soprattutto perché chi guarda ha più informazioni dello stesso protagonista, e lo vede sbagliare giorno dopo giorno nel gestire la situazione, infilarsi in un pasticcio sempre più grande mentre si trova innamorato di due ragazze, senza avere la minima idea di cosa fare: inseguire la sconosciuta di cui non sa nulla o quella che, secondo la società, non potrebbe amare? Un dualismo che lo mette in crisi, creando un prima e un dopo, un forte contrasto tra il vecchio sé, spaventato dall’impegno sentimentale, e il nuovo, molto più propenso. In parte, questo elemento alimenta l’idea, un po’ ingannevole, del ragazzo che finalmente mette la testa a posto appena incontra l’anima gemella. Un concetto che sembrava impossibile nei primi episodi e nelle stagioni precedenti, ma che diventa più realistico man mano che si va avanti con gli episodi e il loro rapporto si intensifica.
Al contrario di Eloise (Claudia Jessie), sua sorella, Benedict non ha un motivo preciso per fuggire dall’idea del matrimonio; sembra semplicemente non avere voglia o temere di non trovare la persona giusta per accompagnarlo tutta la vita. Il suo interesse ricade sull’unica che appare “diversa”, incarnando un po’ il cliché del “non sono come le altre ragazze”. La dinamica della loro storia richiama quella di una tipica fanfiction per adolescenti, ma il film riesce a trasformarla in qualcosa di romantico e credibile grazie a Sophie (Yerin Ha), che possiede un elemento che la Cenerentola classica non ha: la cultura. Sophie possiede grande cultura e un carattere forte, al pari dei componenti della famiglia Bridgerton, come possiamo ben vedere in una scena in cui si confronta con Eloise. Non è una fanciulla fragile in attesa del principe azzurro. Pur non avendo una vita ideale o perfetta, è indipendente e fa del suo meglio per migliorarla e cavarsela da sola. L’amore per lei diventa un arricchimento, non ciò che la completa.

Nella seconda parte della stagione avviene una perdita significativa, che permette a un nuovo volto nel cast di emergere, prendendone gradualmente il posto all’interno della serie e tracciando le linee del futuro di Bridgerton. Questa sottotrama è stata introdotta in maniera frettolosa, senza dare l’opportunità di affezionarsi abbastanza al personaggio, e alla coppia, rendendo la sua scomparsa solo come incidente scatenante per ciò che vedremo nella sesta stagione, secondo le ipotesi.
Molteplici sono state le polemiche scatenate, perché si può intuire una possibile storia d’amore tra due ragazze; anche se nulla è stato confermato ufficialmente, molti fan hanno lamentato l’assenza del personaggio maschile presente nel libro, ma donna nella serie. A mio avviso, si tratta di una polemica superflua, poichè è giusto inserire rappresentazione LGBTQIA+ in una serie principalmente eterosessuale, così come è stato giusto introdurre attori non bianchi, pur discostandosi dai libri, in cui non sono presenti. Bisognerebbe capire che il tema della storia non cambia con il genere del suo protagonista, ma per molte persone potrebbe fare la differenza, proprio perché per anni la serialità televisiva vedeva una maggioranza di personaggi bianchi ed eterosessuali, rendendo così difficile l’immedesimazione da parte di chi non aderiva a tali caratteristiche. Un esempio che si discosta da questo stereotipo è già stato Benedict, che fin dalla prima stagione è stato rappresentato come queer (e ciò non scompare solo perché finisce per innamorarsi di una donna).
Tutto sommato, questa stagione offre il giusto equilibrio tra una storia d’amore struggente che tiene col fiato sospeso, la distrazione un po’ goffa di un protagonista con la testa tra le nuvole e le pillole di femminismo di Eloise, che continua a scontrarsi con la famiglia per la sua opposizione alle regole della società. Lo stesso spirito ribelle caratterizza anche l’intera stagione, soprattutto nel finale inaspettato. Fino all’ultimo non era chiaro come si sarebbe sciolto il nodo narrativo. La direzione intrapresa è stata di certo una scelta astuta, forse persino la più semplice, ma funziona. Chiude la storia in modo coerente con le aspettative della serie, senza pretesa intellettuale, ma regalando l’atmosfera giusta per sognare un amore che vince su tutto. Probabilmente le prossime stagioni seguiranno la stessa linea: la quinta con Eloise come protagonista, come suggerisce la scena post-credit, e la sesta con Francesca.

