#BerlinoFF76: Ghost School la recensione del film di Seemab Gul

Ghost school, la recensione

Piccolo film delizioso e brillante che l’autrice Seemab Gul ha realizzato partendo da un grave problema politico e scolastico pakistano. L’istruzione femminile in Pakistan è fortemente ostacolata da un sistema territoriale patriarcale e conservatore che non vede di buon occhio l’indipendenza femminile culturale ed economica. L’unico modo per consentire alle bambine di avere un’educazione è pertanto la costituzione di scuole femminili dove le ragazze possono studiare in un ambiente rispettoso delle norme religiose rassicurando così le famiglie, riluttanti a dare alle bambine un’istruzione. Nonostante la nascita di scuole femminili, queste spesso esistono come edifici e come documentazione formale ma risultano poi chiuse in termini pratici. La regista Seemab Gul fa di queste scuole fantasma del Pakistan un luogo a metà fra la documentazione sociale ed il fantastico paranormale, raccontando attraverso gli occhi della piccola Rabia che vaga per il suo villaggio a soli dieci anni, con la determinazione di un piccola guerriera alla ricerca della verità sul perché la sua scuola sarebbe infestata da un jinn e perché dovrebbe impedire alle bambine di studiare.

Un giorno, all’improvviso, Rabia scopre di non poter più frequentare la sua scuola femminile e le risposte che le danno gli adulti sembrano un po’ tutte delle prese in giro. Trattandosi di una bambina di 10 anni, il legittimo sospetto che esista qualcosa di magico e paranormale nella mente di Radia si fonde con la sua istintiva diffidenza verso le parole degli adulti. Ma comunque, alla fine, la bambina decide di affrontare la pericolosa scuola fantasma per scoprire la verità. Le creature jinn appartengono alla tradizione più antica della cultura islamica; si tratta di spiriti creati da Allah prima degli esseri umani da un fuoco senza fumo e lasciati liberi sulla terra in mezzo alla natura. Rispetto agli esseri umani, i jinn possono buoni o malvagi, piccoli alleati o crudeli nemici della vita umana, infatti, dal concetto religioso di jinn nascono i famosi geni delle favole arabe.

Il film è un delicato racconto femminista dove una piccola donna lotta contro un mondo di uomini ciechi alla logica ed ebbri di fondamentalismo. La sua lotta sarà in bilico costante fra la magia, mitologia ed il diritto all’educazione e a quello di esistere come persona. Seemab Gul è al suo esordio nel lungometraggio e si dimostra subito una nuova risorsa creativa ed interessante del nuovo cinema arabo. In attesa di un suo ritorno stimolato dalle recensioni e dai riconoscimenti ottenuti da questo film si segnala l’opera Ghost School come uno dei contenuti più interessanti e a portata di bambino della Berlinale 2026.

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