Berlino e la Dama con l’ermellino, la recensione della seconda stagione su Netflix

Berlino e la Dama con l'ermellino Recensione DassCinemag

Nata dalla mente di Álex Pina, La casa di carta è diventata un vero e proprio fenomeno globale, il cui successo ha contribuito all’espansione del suo universo narrativo. Netflix decide così di firmare uno spin-off interamente dedicato a Berlino, il personaggio più ambiguo e magnetico dell’intera saga, interpretato da Pedro Alonso. La prima stagione, Berlino e i gioielli di Parigi, è caratterizzata da un tono elegante, dovuto alla scelta di ambientare le dinamiche nella capitale francese. Il ladro Andrés de Fonollosa, nome reale del character di Alonso, ritorna in Berlino e la dama con l’ermellino (trailer), seconda stagione che abbandona l’atmosfera parigina per trasferirsi nella sensuale Siviglia, utilizzando il celebre dipinto leonardesco come focus dell’intera vicenda criminale. In realtà, dietro la rapina in cui Berlino e la sua banda vengono coinvolti, si nasconde una dinamica ancor più complessa.

Il pubblico è pronto ad immergersi in un nuovo colpo. Eppure, la sceneggiatura non si rivela sempre in grado di rispettarne le aspettative. Difatti, la scelta di lasciar ampio spazio alle vicende sentimentali potrebbe risultare discutibile. L’introduzione di un nuovo villain sembra smuovere la sfera emotiva dello spettatore, eppure, non è davvero così. Difatti, nonostante la notevole interpretazione, egli viene ostacolato da numerose sottotrame sentimentali, prolungate eccessivamente. Di conseguenza, elementi quali suspense e ambiguità vengono percepiti in minor quantità. Il risultato coincide con l’assenza di un profondo coinvolgimento che rischia di indurre il pubblico a saltare alcune scene, pur di arrivare al punto essenziale.

In questa tipologia di genere, mantenere il giusto ritmo è a dir poco fondamentale, al fine di non perdere credibilità. Difatti, il rischio maggiore consiste nel trasformare un crime in un puro melodramma. Talvolta, unire i due generi può risultare affascinante, ma è necessario focalizzarsi sul registro dominante, soprattutto se lo spettatore arriva con un solido sentimento di soddisfazione verso la serie madre.

Berlino e la Dama con l'ermellino Recensione DassCinemag

Nonostante l’interpretazione magistrale di Pedro Alonso, sembra ci sia un minor spazio per lui, rispetto alla prima stagione dello spin-off. La narrazione, infatti, si sofferma molto sui vari rapporti presenti, scelta sicuramente corretta per sviluppare le diverse linee narrative, ma bisognerebbe anche ricordare chi rappresenti il reale centro della storia. L’attore spagnolo riesce ugualmente a portare in scena un Berlino costantemente sospeso tra fascino e instabilità emotiva, continuando ad indirizzare il suo character in una dimensione emozionale differente da quella mostrata in La casa di carta. Ogni volta che Berlino entra in scena, la serie recupera immediatamente energia e personalità, dimostrando quanto il carisma di Pedro sia il pilastro del prodotto.

Eppure, una maggior componente adrenalinica sarebbe stata apprezzata: l’effetto sorpresa che caratterizza la serie madre, infatti, qui risulta attenuato. La spettacolarizzazione delle relazioni finisce per diventare il focus della sceneggiatura, donando peso e valore a legami che sarebbero potuti tranquillamente divenire secondari.

La serialità spagnola tende a privilegiare l’intensità sentimentale ad altre componenti, ma La casa di carta non rappresentava uno di quei casi. Fortunatamente. Pertanto, il prodotto dedicato a Berlino potrebbe dividere il pubblico tra chi apprezza tali differenze narrative e chi, invece, non vuole lasciarsi andare ad un eccesso di sentimentalismo. Nonostante ciò, la suspense non risulta completamente assente, anzi, il finale si rivela molto intenso e ben costruito. Eppure, è esattamente tale intensità a far riflettere sulla maggior amplificazione che la componente criminale avrebbe meritato, enfatizzando elementi quali violenza e strategia.

Registicamente parlando, la narrazione visiva risulta attraente e intrigante tra piazze assolate e palazzi eleganti, perfettamente in linea con la personalità ipnotica del protagonista, puntando su primi piani che mirano ad intensificare sguardi ed espressioni. La fotografia utilizza frequentemente colori caldi tra tonalità rosse e dorate, creando così il palcoscenico perfetto per l’ossessione amorosa rappresentata. Nel complesso, Berlino e la dama con l’ermellino si rivela capace di sedurre visivamente, lasciando, però, alcune delusioni sul piano narrativo. La serie possiede grandi potenzialità, soprattutto per l’eccellente livello attoriale presente, eppure sembra evidenziare i crescenti limiti creativi dell’universo ideato nel 2017. Il cocktail d’azione, drama e ossessione intriga il pubblico, ma non lo persuade fino in fondo. Evidentemente, gli ingredienti avrebbero meritato un dosaggio più attento.

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