America: il film, recensione del film di animazione su Netflix

America: il film

Un modo insolito per prepararsi al 4 luglio quello proposto da America: il film (trailer), scritto da Dave Callaham, diretto da Matt Thompson e distribuito da Netflix dal 30 giugno. I creatori di Archer, Spider-man: Into the Spider-verse, I mercenari e Magic Mike si uniscono per smontare la grande mitologia che circonda la Rivoluzione americana, impostandola su toni demenziali in questo film d’animazione. La Storia viene deviata su un binario costruito sull’assurdità e sulla volgarità, oltre ad essere slegata da vincoli spazio-temporali che immergono il film in una dimensione dove è possibile incontrare fatti e personaggi appartenenti a epoche diverse.

La stessa campagna per la liberazione dalle ingerenze britanniche assume caratteri nuovi: George Washington mette in piedi un gruppo di rivoluzionari improvvisati dopo la morte dell’amico Abraham Lincoln (la prima evidente collisione storica), che guiderà spiritualmente il sogno dell’indipendenza; gli altri personaggi sono tutti dei grandi nomi della storia americana reinseriti con degli stravolgimenti: Samuel Adams, Thomas Edison (qui in una versione cinese e femminile), Paul Revere e persino figure come John Henry e Geronimo.

Ognuno di loro detiene dei propri poteri come se si trattasse di un gruppo di supereroi, che nel film non è certo l’unico riferimento alla cultura pop degli Stati Uniti. Il nemico è evidentemente la corona britannica, il cui esponente è il traditore Benedict Arnold, qui nelle vesti di un licantropo.

America: il film

Per quanto la cascata di citazioni di cui si riempie il film possa essere in certi tratti apprezzabile, più volte risulta faticoso coglierne l’incisività, tanto da far sembrare le scelte poco ragionate. Tuttavia, si contano svariati momenti comici che hanno al centro lo scontro tra inglesi e coloni: uno tra questi è il modo con cui i primi tentano di imporre il loro controllo attraverso il tè, qui un liquido magico che trasforma in inglesi gli americani, e a cui questi ultimi risponderanno con la birra. La parte finale è quella più divertente e concisa, che oltretutto permette al film di uscire da uno sviluppo trascinato e di dirigersi verso la sua morale.

Il tema della contraddittorietà della società americana quando stima e allo stesso tempo disattende i valori che hanno animato l’indipendenza e poi la Costituzione è stata esplorata (e lo è ancora) in lungo e in largo. In America: il film l’unità delle colonie liberate non trova un facile riscontro anche tra la diversità delle persone che le abitano.

La narrazione del gruppo degli eroi improbabili che guida una grande impresa ritorna sotto la forma del film demenziale che va ad interessare i Padri fondatori. Essi sarebbero riusciti bene ad unirsi per creare una nazione fondata su ideali di libertà e democrazia, meno nell’elaborare una sua tenuta pratica e coerente. Può riassumersi probabilmente così l’intento satirico del film.

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