Mad Max si apre con un folle inseguimento che si conclude con Max che viene assaltato da un gruppo di predoni, spogliato di tutti i suoi averi e soprattutto privato della sua “interceptor”, la storica macchina che l’ha accompagnato durante le sue avventure cinematografiche. Con la voglia di vendetta e di riottenere ciò che ha perso, Max si imbarcherà in una grande avventura insieme a Chumbucket, un personaggio con le “rotelle” fuori posto, deturpato da una evidente gobba e che segue una religione che venera le macchine come fossero degli Dei e che vede Max come se fosse il Messia. Il gioco è open world e questo ci permette di andare dove vogliamo mentre tanti obiettivi secondari condiscono il nostro tempo; sia per razziare dei punti di sciacallaggio che per tirare giù uno spaventapasseri, che segna il territorio di un signore della guerra, o espugnare una roccaforte piena di predoni e tesori che questi hanno accumulato grazie alle loro razzie. Una grande attenzione è data alla personalizzazione della macchina e del personaggio Max; entrambi infatti possono essere forniti di armature o gadget che ne aumentano il potere d’attacco, basta pagare in “rottami”, che possono essere raccolti con le “attività secondarie”.

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Merita una particolare segnalazione la buona resa dell’atmosfera della “landa desolata”, ci troviamo infatti immersi in un deserto la cui sabbia ha ingoiato la civiltà e in cui tutti gli abitanti che lo popolano fanno fatica a sopravvivere. Max, per recuperare l’energia sarà costretto a mangiare cibo per cani, vermi dai corpi in decomposizione o a bere dell’acqua immagazzinata in dei serbatoi di emergenza che raccolgono la rugiada, insomma una vera e propria lotta per la sopravvivenza per stomaci forti. C’è da rilevare che i personaggi seppure potenzialmente accattivanti, non hanno avuto una resa soddisfacente, soprattutto proprio il protagonista che avrebbe potuto essere rappresentato con una personalità più ben definita, essendo lui l’unico vero motore di tutta la storia. Il videogioco si svolge prima del film Fury Road quindi è consigliabile seguire il filone cronologico per avere un quadro più preciso del mondo in cui saremo immersi. Mad Max non brilla per originalità della storia, raccontata troppo superficialmente e con troppe distrazioni di mezzo che rendono la fruizione difficile in quanto è complicata da seguire ed è altrettanto difficile darle un senso logico. Sia la versione PS4 che Xbox One di Mad Max girano a 1080p con un frame rate quasi sempre stabile sui 30fps. Concludendo, il gioco conserva un suo fascino in quanto è comunque divertente, coinvolgente e carica il giocatore di adrenalina pura. Anche lo spettatore cinematografico è coinvolto emotivamente grazie ad un’incalzante colonna sonora, che è presente anche nel videogioco seppure con un’intensità minore.

Daniele Terracina

http://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2015/12/madd-1024x576.jpghttp://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2015/12/madd-150x150.jpgRedazioneRecensioniRecensioni di Videogiochidass cinema recensioni,dass cinema studenti,Mad Max,new media,open world,Videogames,videogiocoMad Max si apre con un folle inseguimento che si conclude con Max che viene assaltato da un gruppo di predoni, spogliato di tutti i suoi averi e soprattutto privato della sua “interceptor”, la storica macchina che l’ha accompagnato durante le sue avventure cinematografiche. Con la voglia di vendetta e di riottenere ciò...Università degli studi di Roma La Sapienza